Biondi immobiliare

Si è spento a 88 anni Albino Fascendini, figura di primo piano della sanità bergamasca e protagonista discreto di una lunga stagione di impegno medico e civile. Neurologo e neurochirurgo degli Ospedali Riuniti, è ricordato soprattutto per aver avviato il servizio di emergenza 118 a Bergamo e per il suo ruolo di consigliere comunale negli anni dell’amministrazione Vicentini.

Da oltre dieci anni conviveva con l’Alzheimer. Lascia nel dolore la moglie Rosangela Valenti, le figlie Anna, Micol e Sara e gli amati nipoti. Proprio Sara, che ha seguito le orme paterne diventando medico e oggi dirige il Centro di eccellenza per l’Alzheimer della Ferb onlus di Gazzaniga, ha tratteggiato su L’Eco di Bergamo la straordinaria umanità del padre. « … papà è stata una grande persona in vita e l’ha dimostrato anche nella malattia. Sebbene con qualche fatica, se n’è andato serenamente, proprio come ha vissuto. È sempre stato un papà molto presente e un papà maestro. Noi sorelle abbiamo seguito le sue orme.

Nato nel 1937 a Verceia, in Valtellina, primogenito di sette figli in una famiglia contadina, Fascendini mostrò presto una spiccata inclinazione per lo studio. Dopo il Seminario vescovile di Como, scelse la facoltà di Medicina a Milano. I primi passi professionali li mosse a Sondrio come neurologo, prima del trasferimento definitivo a Bergamo, città in cui ha vissuto per decenni e dove ha svolto l’intera carriera ospedaliera.

Doppia specializzazione (Neurologia e Neurochirurgia), membro del Comitato di Bioetica degli Ospedali Riuniti, Fascendini intendeva la medicina come cura della persona prima ancora che della malattia. Accanto al camice, non mancò l’impegno sociale. Insieme alla moglie fondò l’associazione FamigliAperta, dedicata agli affidi familiari, e contribuì alla nascita del Cesvi, partecipando a missioni umanitarie e a progetti di cooperazione internazionale anche per conto del Ministero degli Affari esteri. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta prese aspettativa dall’ospedale per missioni in Sudafrica e in America Latina, in particolare a El Salvador, dove rimase per due anni.

Rientrato a Bergamo, firmò una delle pagine più importanti della sanità locale: l’avvio del 118. Il servizio partì nel novembre 1993, in attuazione del decreto del 1992 sulle centrali operative.

Dopo il pensionamento, fu protagonista della nascita dell’Hospice dell’Istituto Palazzolo delle Suore delle Poverelle, luogo pensato per accompagnare con dignità il fine vita. Un’ulteriore conferma di quella “cura dell’altro” che ha attraversato tutta la sua esistenza.

I funerali si sono svolti oggi 10 gennaio alle 15 al Tempio Votivo di Santa Lucia.

Tagged in: