Se non fosse realtà, il mondo attuale sembrerebbe un pianeta distopico. Un mondo generato e fatto orbitare da un cortocircuito gravitazionale tale da renderlo “inospitale“: da una parte guerre sporche, guerre globali, distruzioni, esplosioni e implosioni che avvelenano e intossicano, dall’altra grandi preparativi e fanfare per le Olimpiadi prima, e la grande abbuffata dei mondiali di calcio poi.
Così, come se niente fosse. Ci pensano social e media a disciogliere quel minimo di consapevolezza e formalismo che ancora rimane dopo anni di lotte e conquiste. Anche perché tutto ormai pare svolgersi su uno schermo “neutrale” come un video game dove la forza, la tracotanza e la performance del meglio fornito e del più “dotato” (da: dote) fan man bassa di ogni vincolo per vincere sempre e solo lui.
Così che, uscendo di metafora, il “meglio fornito” si alza la mattina e gli va di invadere un Paese – assai meglio fornito per esempio di petrolio – sostituendo il capo “nemico” con un altro affidabile. Un’altra mattina decide di bombardare una nazione dove regna il male, a suo dire, accompagnato guardacaso anch’esso da enormi giacimenti petroliferi (come nota Michele Serra: ovunque esportano la democrazia gli americani sono fortunati perché sempre trovano anche petrolio) e vi rimane fino ad esclamare esultando con cinica libidine “Li stiamo massacrando“.
Un’altra mattina ancora, preso da lieve susssulto di bontà, convoca a suo piacimento, oltre che unico capo manipolatore, un Board of Peace per Gaza con il solo scopo di investire il faraonico personale patrimonio in una abbagliante riviera Vip sulle macerie di una nazione precedentemente rasa al suolo con i suoi poveri abitanti. Il tutto nel nome di Dio (indecente la preghiera nello studio ovale della Casa Bianca: tutti in piedi con le mani sull’unto del Signore seduto) ma anche del razzismo, del suprematismo e di una facile quanto interessata demagogia coloniale foriera di benessere (per soliti noti). Quel che è peggio senza l’osservanza, ma occorrerebbe dire rispetto, di leggi e regole conquistate nel corso della storia, prima della sua (di lui) apparizione sulla terra perché frutto di una progressiva evoluzione di Pensiero e di emancipazione di popoli. Fregandosene, ovviamente, anche di tutti i diritti e convenzioni internazionali oltre che delle proprie istituzioni. Insomma pura autocrazia benedetta e validata unicamente da una vittoria elettorale, dove l’esercizio del potere per governare, viene immediatamente tradotto in potere per comandare: Tutti. Zitti e mosca.
Distopia nella distopia (stavolta la più assordante ancorché mediatica): lo stesso personaggio dal ciuffo camaleontico dopo aver ambito con lucida follia all(auto) riconoscimento più distopico della storia dell’umanità (il Premio Nobel per la pace obbligando, nelle sue intenzioni, il relativo Comitato a conferirglielo. Con l’aggravante, per nostra fortuna – nel senso che nessuno gli conferirà un qualsivoglia Nobel – di aver istituito una forza militare Ice al suo servizio già macchiatasi di torture e omicidi anche di cittadini americani, e dopo aver sostituito il proprio Ministero della Difesa in Ministero della Guerra – caso unico in tempo di pace – dicevamo dopo tutto ciò lo stesso personaggio dal ciuffo camaleontico si appresta a cavalcare da deus ex machina la fantasmagorica giostra pallonara mondiale. Vetrina quanto mai propizia per mettete in mostra tutte le sue carismaticamente macabre doti umane, fisiche, mentali. Occasione unica quanto mai propizia per un personaggio spesso chiamato in causa anche dalla giustizia e dunque aiutato dalla fortuna calcistica a far dimenticare, o quantomeno far passare in subordine, tutte le sue magagne.
Occasione unica però anche per il mondo dello sport se fosse governato da persone irreprensibili, di boicottare la manifestazione calcistica ospitata in un Paese che ha sfidato le regole e il diritto internazionale. Sarebbe un segno forte e un segnale esemplare per ristabilire un po’ di ordine e corretta convivenza in questo mondo di ordinaria follia. Una occasione che ogni persona (soprattutto politica), se potesse, prenderebbe al balzo per il bene del mondo. Un po’ d’aria fresca per un mondo ferito e inquinato da prepotenza, machismo, narcisismo, arroganti truffatori legalizzati. Un mondo alla disperata ricerca di statisti. Allora ci limitiamo a lanciare un appello, consapevoli, a nostra volta, dei nostri limiti e dell’unica forza dei nostri lettori, all’ Italia, prima ancora che si qualifichi: disertare la manifestazione che si svolgerà in America a partire dal mese di giugno. Altri Paesi già qualificati, l’hanno già fatto.
E sperare di andare ” VERSO UN MONDO DOVE BUONGIORNO VUOL DIRE VETAMENTE BUOGIORNO ” (Vittorio de Sica, Miracolo a Milano)




