Vigilia di Natale 2025. Stesso bar delle precedenti vigilie, ma le storie sono diverse. Molto diverse. Paolo, 34 anni, metalmeccanico, parte parte per un tour in Cina. Maria, 65 anni, parte per il Sudafrica. Uno sguardo alla TV, c’è la Schlein che parla di frigoriferi vuoti nelle case degli italiani e mi domando quanto sia poco legata alla realtà la politica italiana. Abbiamo quasi 5 milioni di ultra ottantenni, mentre i bambini sotto i 10 anni sono sono circa 4 milioni.
I nuovi nati del prossimo anno circa 300 mila. La domanda è una sola: “Dove stiamo andando”?. Le scelte degli italiani sono essenzialmente legate alla pura è semplice comodità nell’immediato. Nessuna programmazione futura, nessuna propensione al sacrificio giornaliero per avere poi un riscontro futuro. Ristoranti, viaggi, carrelli del supermercato a misura di cani e gatti.
E una politica che si limita a seguire la linea, senza nemmeno informare i propri elettori che questo trend non è sostenibile. È strano che il periodo dell’anno che dovrebbe essere più legato ai legami familiari inizi a sdoganarsi, ma è il segno dei tempi. Se non si hanno figli o se questi sono grandi ma non hanno nipoti è meglio partire e andare a vedere il mondo, che crogiolarsi in pranzi o cene dove mancano i protagonisti principali. Si perché il Natale è la festa della famiglia e dei bambini, della fiducia nel futuro, dei progetti e del modello del sacrificio e del dovere che ripetuto per anni porta poi i suoi frutti per l’avvenire.
Ma è da un po’ di Natali che si è perso tutto questo. Per carità, ci sono ancora le feste in famiglia e la magia dei bambini, ma stanno diventando una minoranza, schiacciati dalle seduzioni del diritto alla comodità e alla bella vita. E come se non bastasse ci sono pure coloro che gettano il seme del politicamente corretto anche sulle feste cristiane che devono trasformarsi in laiche per non osteggiare il multiculturalismo che va tanto di moda oggi.
E dulcis in fundo, se ogni tanto provi a domandare:
“Ma quando sarai anziano e senza parenti chi ti darà una mano?“
La risposta è la solita: “Ci penserà il Comune a pagarmi il ricovero“.
Senza essere blasfemo vorrei chiudere con un pensiero augurale di un grande statista politico degli anni 70. “La società del diritto si dimostrerà effimera se non nascerà un nuovo senso del dovere“.
Buon Santo Natale.



