Biondi immobiliare

Ho sempre sentito ammirazione e rispetto per la dignità e per l’intelligente “leggerezza” con cui Liliana Segre, dopo una vita di travaglio interiore per elaborare un dramma inesplicabile, ha saputo affrontare la realtà della sua vita privata e poi anche di quella pubblica. Fin da bambina si è  trovata perseguitata per il semplice fatto di appartenere ad un popolo che le dittature più violente e suprematiste della storia hanno tentato di cancellare dalla comunità umana. Per questo mi sarei aspettato anche da parte sua una presa di posizione netta sull’orrore che il governo di estrema destra (il governo  non il popolo) di Israele sta portando avanti ogni giorno e ogni notte, da poco meno di 2 anni, contro i terroristi di Hamas, ma anche contro la popolazione civile e inerme della Palestina. Da una parte un esercito supertecnologico, dall’altra una popolazione priva di ogni difesa, con un bilancio, a oggi, di oltre sessantamila morti. Eppure la Segre è intervenuta per negare che nella Striscia si stia portando avanti un sistematico e mirato piano di genocidio come afferma un ebreo come lei, lo scrittore di fama mondiale Grossman, in quale però vive ogni giorno in Israele e che dopo mesi di tormenti e ripensamenti ha ammesso che sì, il governo israeliano sta attuando un genocidio. Un genocidio attraverso un preciso piano politico e ideologico.

Seppur di fronte a 1194 (compresi i 250 ostaggi) vittime dell’orribile e ingiustificabile attacco del 7 ottobre 2023, non è umanamente ammissibile che si dichiari guerra a un popolo intero e ad una nazione (ricordiamo che anche lo stato palestinese è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite, così come lo Stato israeliano a suo tempo) per quasi 2 anni. Radendo al suolo pressoché tutte le città e i villaggi di quello Stato, gli ospedali, le ambulanze, le scuole, le chiese, bombardando anche le fonti idriche e sparando ad altezza d’uomo su miserabili in fila per avere cibo (peraltro sequestrato per lunghi mesi e distribuito col contagocce). Senza contare le più pericolose sostanze tossiche e chimiche di cui le milioni di bombe scatenate sul suolo palestinese sono portatrici, con imprevedibili conseguenze sul futuro.  Se non è genocidio questo allora non valgono più trattati o leggi internazionali capaci di regolare la cosiddetta convivenza civile. Del resto sia i tribunali internazionali, sia l’ONU, sia la maggior parte dei governi occidentali hanno più volte accostato quanto accade nella striscia di Gaza al genocidio. Lo stesso nostro Presidente Mattarella e persino il Papa. Con l’aggravante che il primo ministro israeliano scavalca accordi e regole internazionali, accusando chiunque si metta contro, anche a parole (si veda la reazione alla presa di posizione del nostro Presidente della Repubblica) come fiancheggiatore di Hamas. 

Al netto della doverosa e ineludibile condanna di Hamas, non si può classificare chiunque difenda il diritto alla sopravvivenza del popolo palestinese e dello Stato palestinese, come nemico di Israele o come antisionista o, peggio, come sostenitore di Hamas. Un fatto è  denunciare un governo autoritario e suprematista, altra il suo popolo. Come si può non condannare un governo che quotidianamente compie crimini contro l’umanità (per cui è stato condannato ufficialmente dagli organismi internazionali) facendo morire di fame adulti e bambini (usando quindi la fame come arma di sterminio di massa) impedendo loro di ricevere aiuti e cure, dopo aver raso al suolo le loro case e i loro luoghi di ritrovo e di convivenza? Come si può accettare che il primo ministro israeliano neghi la fame, il genocidio e candidi Trump al premio Nobel per la pace solo perché gli concede carta bianca nella striscia di Gaza e addirittura progetti una nuova Dubai al posto dell’attuale Gaza?

Recentemente persino molti giovani, israeliani hanno apertamente sfilato per le vie di Gerusalemme con grandi cartelli e fotografie  che paragonavano gli orrori di Gaza ad Auschwitz.  Cara Segre c’è veramente di che riflettere

Le legge del taglione vale in tempo di guerra: ma solo tra militari, come prevederebbero gli accordi internazionali. Ma quando si va oltre sistematicamente e si mira alla eliminazione di decine di migliaia si inermi cittadini e di bambini con tutti i loro beni,  allora la morte della ragione uccide anche l’ottimismo della volontà e elimina qualsiasi tentativo di trattativa. Come è possibile non pensare, da parte anche di tutti gli ebrei di buona volontà, che questa ferocia disumana contro i palestinesi, invece di eliminare i terroristi di Hamas ne favorisca un numero incontrollato e incontrollabile di proseliti? Com’è possibile non pensare che i bambini o i giovani che eventualmente si salveranno e che hanno assistito a scene inenarrabili di orrori contro i propri cari  amici , conoscenti siano poi i primi a seguire le orme dei terroristi per pura vendetta per i crimini patiti e subiti?

Come è possibile non ammettere che l’attuale azione di guerra spietata da parte del governo israeliano porterà a una situazione di perenne conflitto e di impossibile accordo tra le parti?

Cara Segre anche se per lei non si tratta di genocidio ce n’è abbastanza per dire basta e per cambiare un governo che ha nei suoi progetti di eliminare lo Stato di Palestina e regalare ai cosiddetti coloni le terre per la loro serena convivenza. Coloni che da sempre, con il beneplacito non ufficiale del governo, occupano con la forza terre palestinesi (ma anche in Cisgiordania) assegnate loro dai trattati internazionali, allargando così,  senza ogni autorizzazione legale, il territorio israeliano a discapito di quello arabo. Ognuno può comprendere che così facendo lo stato di diritto salta. Abbiamo impiegato secoli e guerre per instaurare stati democratici fondati su equilibri istituzionali e sul rispetto condiviso di regole , dove a vigilare  è  ammessa anche la libera stampa con licenza di critica ( cosa attualmente impedita anche con la forza sul territorio israeliano.  E non pochi giornalisti e fotoreporter arabi sono stati uccisi come nemici. 

Se è  vero che la Shoah deve rimanere sempre presente in tutti noi, ebrei e non, se è  vero che la memoria deve sempre rimanere viva è  altrettanto vero che la guerra prolungata e ingiustificata del governo israeliano va presa a monito per l’umanità affinché non si ripeta più. Gli orrori della storia ora appartengono anche a Israele. 

Tagged in: