Biondi immobiliare

Ci voleva un pallonetto per dribblare il Premio Nobel e catapultarlo nelle braccia di Trump. L’uomo non certo più degno al mondo per un tale riconoscimento, a detta di tutti tranne se stesso e tutti coloro che si identificano (ideologicamente) in lui.  Che poi ad effettuare il pallonetto sia un ente sportivo, anzi l’ente sportivo per eccellenza  – che solo di sport dovrebbe occuparsi. Anzi solo di calcio – rende l’ “evento”  surreale, inqualificabile, distopico. Quasi immorale.

Si. La Fifa, in occasione della presentazione ufficiale negli Stati Uniti ( Paese ospitante) della prossima manifestazione dei mondiali di calcio, ha pensato bene – non si capisce sulla base di quali requisiti e autorevolezza – di omaggiare il Presidente americano del Premio per la pace. Quale risarcimento per la recente mancata attribuzione di Stoccolma.  Distopia (nella distopia) è che una federazione in tutt’altre faccende affaccendata si arroghi un’autorità morale ancorché legale di conferire a chicchessia un premio che esula totalmente dalle proprie prerogative. Segno della deriva valoriale e umanitaria verso cui sta correndo a passi sempre più grandi la cosiddetta civiltà occidentale. 

Che poi si attribuisca il massimo (presunto tale) riconoscimento alla persona meno meritevole ancorché più potente, per lo Stato che la esprime, al mondo, evidenzia in maniera allarmante l’inqualificabile ipocrisia, arroganza e contraddizione su cui si fonda il sistema di potere politico e sociale nel quale tutti siamo immersi senza praticamente minime possibilità di intervenire men che meno controbattere o contestare. A fronte anche di poteri forti e consenzienti quali media, social, partitocrazie, soprattutto, trust finanziari economici.

Infantino, presidente Fifa, non può disconoscere le pretese di un presidente chiamato a governare “il mondo” che antepone  i propri interessi imprenditoriali, il proprio ego elefantiaco, smisurate ambizioni personali. Se nonostante ciò ha sfidato il mondo e nominato in diretta mondovisione l’uomo della pace è perché,  per l’ennesima volta, il potere del più forte e del più ricco non va ostacolato. Anzi: lo strapotere Fifa nel calcio mondiale, unito allo strapotere Trump nella finanza e nella politica mondiale non potevano che convergere ai fini di un reciproco e personale profitto di ricchezza e di potere: dei pochi eletti contro la stragrande maggioranza degli ” elettori ” ( alias: tifosi, lavoratori, lettori).

Infantino non può disconoscere la finta pace trumpiana che, al di là del merito di una tregua armata, ha visto al tavolo delle trattative una sola parte in causa oltre  Trump medesimo insieme a potentati arabi e finanzieri mondiali. Col solo vantaggio di attribuirsi ulteriori ricchezze nel momento della ricostruzione di uno stato completamente raso al suolo nell’indifferenza generale,  lasciando le cose più o meno come prima, con uccisioni e occupazioni quotidiane come attestano gli osservatori Onu.

Infantino non può disconoscere le gravi violazioni attuate dallo stesso Trump ( con tanto di decreti firmati urbi et orbi davanti a compiacenti telecamere) in fatto di diritti umani, immigrati, universita’ giornalisti artisti vip non compiacenti, dazi ingiustificati e ingiustificabili, schiaffi diplomatici a destra e a manca , facendo tabula rasa di regole leggi e regolamenti . Aberrante attribuire un “nobel” a un potente che può cancellare dalle carte geografiche Golfo del Messico con Golfo d’America.  Tutto senza colpo ferire.  Che, d’altro canto, si fa turlupinare da Putin in merito ad una presunta e finta pace tra Russia (invasore) e Ucraina (invasa) anche in nome di reciproci e vantaggiosi interessi economico-finanziari.

Infantino sapeva tutto questo.  Eppure è passato inopinatamente sulla testa e sull’intelligenza di tutti i tifosi ( non solo ovviamente) del mondo, esulando da ogni regola e usurpando una rappresentanza di tutti per attribuire un premio inqualificabile.

Chi avrebbe pensato che la società uscita dall’Illuminismo, dalle lotte per i diritti umani e civili, dell’affermazione delle democrazie arrivasse a esprimere una tale  deriva civile, politica, sociale? E che la democrazia potesse essere inglobata o abilmente mascherata da autocrati egotisti, maschi alfa patologici, oligarchi morbosamente travestiti da statisti?

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