Il tema dell’amore attraversa la Bibbia. L’amore di Dio è descritto anche in termini erotici. Il Cantico, poema che il Re Salomone dedica alla bella Sulamita, è un dialogo amoroso a somiglianza dell’amore di Dio verso il suo popolo, amore concreto fatto di gesti, di azione. In Qoelet amore e odio attraversano la vita: “C’è un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace”(cap3). Shalom, pace, con il significato di “cose in ordine”: “tutti dicono shalom! shalom! ma non c’è pace perché tutti compiono azioni abominevoli” (Geremia 6). Amore e odio si intrecciano, ma l’odio va mutato in amore: “tramutiamo le armi in aratri!”, “venite Casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore” (Isaia 2). Va limitato l’odio anche verso il nemico: “Se il tuo nemico ha fame dagli pane, se ha sete dagli acqua, e il Signore ti ricompenserà”. (Proverbi 25) “Ricordati della tua fine e smetti di odiare; ricordati della corruzione e della morte e resta fedele ai comandamenti” (Siracide 28). Dio si compiace dell’ordine, ha voluto un mondo ordinato, e da questo rispetto passa l’amore di Dio.
Il messaggio evangelico andrà oltre: “Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni”; “infatti se amate quelli che vi amano quale merito avete? Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro nei cieli” (Matteo 5). C’è una modulazione dell’amore espressa nei termini usati. Gesù nel rivolgersi a Pietro (Giovanni 21), domanda “Pietro mi ami?” usando dapprima filìa, amore di amicizia. Ma alla terza ripetizione “mi ami veramente?” usa agapé, parola che indica la donazione, fino al sacrificio.
Come si tratta l’amore nei testi degli Esseni e in particolare della Comunità di Qumran? Sette, gruppi, organizzazioni c’erano ai tempi di Gesù, come resoconti, lettere, scritti o apocrifi vari rispetto a cui si sono fatti largo i Vangeli, il canone che si imporra nella Chiesa primitiva, ma non prima del secondo secolo d.C. Collegamenti con le varie correnti ci furono da parte degli aderenti al gruppo di Gesù. Apostoli e discepoli di Gesù uscirono dalla Palestina del tempo, travagliata e in subbuglio, con credenze e aspettative, oltre che religiose, sociali e politiche. Testi essenici continuarono a circolare in certe comunità cristiane, conosciuti e studiati da esponenti di rilievo del Cristianesimo.
Della setta degli Esseni parla Flavio Giuseppe (La guerra giudaica), prima fautore della rivolta poi passato alla parte romana ed entrato nella cerchia dell’imperatore Vespasiano. Paragona gli Esseni ad una comunità filosofica. Ne elogia il modo di vivere. Li considera “guaritori”, non solo del corpo in quanto studiosi di natura e di erbe ma anche guaritori dell’anima.
Il movimento religioso di Qumran venne alla ribalta nel 1948 a partire dalla scoperta di rotoli in grotte desertiche vicine al Mar Morto. Un ragazzo di una tribù insediatasi nelle vicinanze trovò una serie di giare in cui erano ammucchiati tra cocci e polvere fogli, pacchi, rotoli mal ridotti che si rivelarono di importanza straordinaria. Alcuni rappresentano i testi più antichi della Bibbia a noi pervenuti. Sono scritti in ebraico, lingua tradizionale e autorevole, in aramaico, la lingua di Gesù, in greco come in greco è stato scritto il Nuovo Testamento. Sono rappresentati quasi tutti i testi biblici, alcuni apocrifi del Nuovo Testamento, frasi che sembrano tolte direttamente dai Vangeli. Ci sono testi che riguardano la comunità, inni e regole, tra cui il Rotolo della Guerra, la Regola dei due spiriti.
Per il Rotolo della guerra si parla di fine dei tempi, di lotta tra le forze del bene e quelle del male. Il mondo è lo scenario e l’azione di tale scontro cosmico. Con una terminologia militare si parla di battaglia finale, di eletti e impostori, un mondo opera di corruzione ma dove alla fine vedrà la vittoria di Dio. Tutto si rivelerà. Dio, il creatore, odia le tenebre e chi le tenebre favorisce, Dio che pur con gli angeli della luce creò gli angeli delle tenebre. Questi vogliono ridurre il mondo a tenebra. La lotta è incessante ma alla fine prevarrà il bene, prevarranno gli eletti e la separazione sarà definitiva.
Nella Comunità si sono raccolti gli eletti. La Comunità ha una regola (Regola dei due spiriti) e così separata cerca di anticipare il momento, uomini e donne riuniti per meglio operare, a pregare e studiare, mettendo i beni in comune, separati dagli idolatri, dai pagani, dai collaborazionisti. Bisogna essere vigili. Hanno un Maestro. Lui ha ricevuto rivelazioni profetiche speciali. Vigila e spinge la comunità a vigilare. Vige la correzione fraterna; adepti in alleanza contro chi devia. Si cerca di convincere prima, si cerca la conciliazione, non è necessario odiare. Vive la pietà della parola di Dio.
La Comunità fa proseliti. Ci sono regole per chi si aggiunge, per gli stranieri. Si fanno proseliti ma guardando bene negli occhi. I figli del male sono subdoli, sempre in agguato.
L’atteggiamento di Gesù sarà diverso. Ce lo dice la parabola del Buon samaritano (Luca 10). Una persona è lasciata mezza morta al ciglio della strada dopo aver subito l’assalto dei briganti. Sopravvengono altri.Il levita e il sacerdote passano oltre. Il samaritano si ferma, soccorre, si preoccupa delle cure. “Quale dei tre si è comportato da prossimo?” chiede Gesù al dottore della legge che l’aveva interrogato. “Quello che ha avuto compassione di lui”. E Gesù: “Va e anche tu fa lo stesso”.
Sintesi della relazione di ELIO JUCCI
DIO, COMUNITA’ E PROSSIMO. GLI ESSENI DI QUMRAN SULLO SFONDO DELLA LOTTA TRA LUCE E TENEBRE
Auditorium Liceo Mascherononi di Bergamo, 31 marzo 2026
all'interno del Programma Noesis 2025/2026




