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Quando la musica – linguaggio e forma d’arte  di per se trasversale e connettiva senza nemmeno bisogno di ponti perché essa stessa ponte sonoro condiviso e condivisibile – diventa attivamente strumento diretto di visione multilaterale e universalistica. È questo l’obiettivo su cui punta lo svolgimento concertistico della prossima edizione 2026 del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo: “Oriente & Occidente, da Chopin ad Arvo Part“. Edizione numero 63 che inizierà il 28 aprile al Teatro Donizetti di Bergamo attraverso 12 serate musicali di alto profilo artistico con la presenza di alcuni fra i massimi pianisti internazionali, tra cui una folta schiera femminile. Il Festival lombardo si è sempre caratterizzato per il suo sguardo illuminato e aperto agli orizzonti sociali e storici. Già alla fine degli anni ottanta, ad esempio, venne allestita un’edizione dedicata alle nuove prospettive musicali tra Russia e America quando ancora le due superpotenze erano divise dalla “guerra fredda”. Edizione a suo modo “profetica” perché subito dopo venne aperto il muro di quella “guerra” (Berlino 1989).

Oggi dunque ancora una volta il Festival Pianistico si inserisce tramite la musica in un momento storico dove proporre ponti che uniscano valori, stili e prospettive diventa particolarmente significativo ancorché “urgente” nell’ attuale disorientamento generale di tutte le generazioni, boomer e zeta che siano. Traiettoria del resto quasi connaturata alla stessa evoluzione musicale. Basti pensare, ad esempio, che a metà ottocento anche un personaggio come Giuseppe Mazzini (che era anche musicista) nel suo esilio londinese istituì delle lezioni di musica per giovani con lo scopo esplicito di formare cittadini e coscienze europei.  Proprio così: un disegno ante litteram di unificazione delle nazioni d’Europa anche attraverso la musica.

Tornando alla nostra manifestazione festivaliera ecco protagonisti e programmi:

Il primo concerto del 28 aprile vedrà protagonista la pianista russa Eva Gervorgyan con l’Armenian National Philarmonic Orchestra con musiche di 3 grandi compositore russi: Chaciaturian, Ciaikowsky, Shostakovich. Il 30 aprile sarà il violoncellista italiano emergente e sempre più affermato nel mondo Ettore Pagano con il Concerto di Dvorak op. 104. Il 4 maggio un recital tutto chopiniano con il ritorno del pianista francese Louis Lortie.  Il 7 maggio un’altra grande della tastiera, Lilya Zilberstein (russa) suonerà Liszt, Chopin, Rachmaninov. Il 14 maggio si esibirà una New entry,  la giovanissima (2008) pianista cinese Sophia Liu con la Sinfonia Varsovia (Concerto n. 2 di Chopin e il pezzi di Arvo Part “Orient e Occident”. Il 18 maggio il Concerto (immancabile ogni anno) del russo Grigory Sokolov ormai mito del pianoforte. Il 26 maggio toccherà al giovane, tra o più affermati della generazione millenial, pianista canadese Jan Lisiecki che proporrà il suo nuovo programma “World ( of) Dance”. Il 29 maggio, scelta nobile e “evolutiva”, ascolteremo il pianista italo- sloveno Alexander Gadjiev con l’Orchestra La Nota in più (di Bergamo con musicisti diversamente abili) diretta da Silvia Gazzola e Federica Poletti che rendetanno omaggio a Gianandrea Gavazzeni nel trentennale della scomparsa. Quindi il 31 maggio salirà sul palcoscenico il pianista uzbeko Behzid Abdurahimov con Debussy, Strawinsky, Mussorgsky. Il 4 giugno  ascolteremo il pianista italo-sloveno Alexander Gadjiev con l’ Orchestra La Nota in più (di Bergamo con musicisti diversamente abili) diretta da Silvia Gazzola e Federica Poletti.

Novità assoluta per concludere: il Festival riprenderà a settembre: l’8 la Superstar cinese della tastiera Yuja Wang con la Mahler Chamber Orchestra eseguiranno il Piano Concerto di  Barber e il Concerto n. 3 di Prokofiev, oltre a musiche di Copland e Dukas.