L’intervista al candidato sindaco Laura Lorenzi (41 anni, Direttore ente di formazione e servizi al lavoro) in campo per le elezioni amministrative 2021 a Calcinate con la lista Tradizione – Innovazione per Calcinate


Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?

Ho accettato di candidarmi Sindaco dopo averci riflettuto a lungo, perché non è una scelta che si può prendere alla leggera, non è una scelta che si fa per seguire una propria ambizione personale, perché oggi le responsabilità, l’impegno e le competenze richieste sono tante, ma soprattutto lo si fa se si ha una squadra con cui condividere questa sfida, e con cui portare avanti progetti e obiettivi. Tradizione e Innovazione è un gruppo che è partito da lontano, e che nel tempo ha saputo rinnovarsi, adattarsi e crescere, con persone “storiche” segnando continuità su una dimensione tracciata, e persone “nuove” portatrici di idee, stimoli, progetti. Un gruppo che è cresciuto sotto una guida competente e che ha ben chiara la rotta, che può e deve continuare il lavoro iniziato in questi anni.

Un giudizio sull’operato dell’amministrazione negli ultimi cinque anni?
Una amministrazione attenta ai singoli cittadini e ai bisogni di tutti, che ha saputo lavorare in tutti i settori dalle opere, alle infrastrutture, ai servizi, con un’attenzione verso le persone, le imprese, il territorio che difficilmente si trovano. Un’amministrazione dove buon senso, correttezza, e idee innovative sono state adoperate per raggiungere risultati concreti, dove i fatti, più che le parole, sono ciò che ora testimoniano il buon operato e l’impegno di 5 anni di amministrazione.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Determinazione, perseveranza e passione sono 3 doti che mi contraddistinguono, sono una persona molto concreta, amo la politica dei fatti più che le grandi parole, perché i risultati sono il miglior biglietto da visita. Dopo 21 anni di vita amministrativa, occupandomi di servizi sociali, ho imparato che ascoltare e capire i cittadini e i loro bisogni significa mettersi nei loro panni per dare la risposta migliore, che significa “non dare tutto a tutti ma a ciascuno secondo ciò di cui ha bisogno”.

Cosa manca al paese che il candidato sindaco Laura Lorenzi si impegnerà a concretizzare?
Il nostro è un bel paese, dove davvero abbiamo molto più di quello che conosciamo, bisognerà migliorare sicuramente l’aspetto comunicativo per poter far davvero conoscere tutti i servizi esistenti, nel nostro programma abbiamo volutamente elencato quanto esiste a Calcinate in modo che i cittadini possano averne contezza. Inoltre dobbiamo lavorare ora per migliorare la qualità della vita, ragionando in logica di servizi, ambiente, viabilità, sicurezza, territorio che abbiano una connessione di pensiero unica: IL BENE COMUNE.

C’è un ruolo strategico che il paese potrebbe occupare nel contesto della nostra provincia?
Oggi abbiamo il Sindaco Gafforelli, che sarà il mio vice sindaco in caso di vittoria, che ricopre il ruolo di Presidente della Provincia di Bergamo, non potevo chiedere di più, la sua esperienza al servizio della mia amministrazione, e per continuare ad avere un peso nelle scelte provinciali relative al nostro territorio.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Calcinate è un bel paese, ricco di servizi, di territorio da valorizzare, con un potenziale enorme in termini di qualità della vita. Abbiamo molti progetti in corso e altri in mente che dovremo portare a compimento nei prossimi anni per avere la Calcinate che desideriamo lasciare ai nostri figli.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Il Sindaco è visto come un riferimento per tutto, in un comune come Calcinate ti chiamano per la corrente elettrica che salta o per lamentarsi di un cestino non vuotato, e devi essere capace di ascoltare e capire dove sta il bisogno che ti stanno esprimendo e come tradurlo in una risposta concreta. Devi avere competenze trasversali: dall’edilizia, al servizio sociale, dall’organizzazione di eventi alla gestione di contratti, dalla progettazione di servizi, se non hai una squadra amministrativa capace, di persone competenti che ti affianca e mette le sue conoscenze professionali per il bene del suo paese, sei solo… e una donna/uomo solo al comando non va da nessuna parte. Io ho una squadra di persone capaci, desiderose di spendersi per il loro paese e di lavorare con me nel realizzare il nostro programma.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
In questi anni abbiamo lavorato progettando e rivisitando i servizi in una logica di prevenzione, perché prevenire è meglio che curare. Le faccio un esempio semplice: avevamo molti progetti individuali di assistenza ai minori che non davano risultati, li abbiamo stravolti creando il PIANO DI SVILUPPO EDUCATIVO INTEGRATO che è il progetto con cui realizzazione le attività in ludoteca, spazio gioco per le elementari ,e spaio medie e ado per i più gradi con attività da 0 a 17 anni, con un’attenzione grande su 2 versanti: 1 educativo ogni attività per fascia di età ha obiettivi educativi e finalità bene precise; 2 rilevazione di bisogni e criticità emergenti in modo da poter poi aggiustare il tiro sui servizi, sugli interventi da fare, o su servizi nuovi da creare. Lo scopo del nostro amministrare è stato e continuerà ad essere un grande lavoro volto ad intercettare i bisogni, dargli un nome preciso e una risposta concreta.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Non c’è un solo politico, passato o presente di riferimento, credo che trasversalmente da destra a sinistra ci siano sensibilità e peculiarità che vanno valorizzate, il male o il bene non stanno mai tutte da una parte. Apprezzo i politici e soprattutto le donne in politica che hanno lavorato per fornire a noi quella coperta di libertà civili e di diritti umani e sociali, che noi diamo per scontati, ma che sono stati oggetto di grandi battaglie e impegno. Apprezzo chi ci mette l’anima nelle cose, con passione e dedizione, per un bene diverso da quello personale, il BENE COMUNE.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli direbbe per farsi votare?
A me piace molto la frase “le parole daranno credito quando i fatti daranno certezze”, credo che i FATTI realizzati in questi 5 anni siano evidenti a tutti, poi uno puo’ o meno condividerne le scelte, ma non si può negare l’evidenza. Chi ha lavorato sa bene cosa ha fatto, chi cerca di prendersi meriti del lavoro degli altri lascia il tempo che trova. Siamo qui per continuare il lavoro iniziato, con la stessa passione e con la stessa voglia di essere “tra la gente con la gente”, con una squadra rinnovata e piena di energia, vota tradizione e innovazione per Calcinate.

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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