La comunità di Gromo e dell’Alta Valle Seriana piange Andreino Santus, scomparso ieri 5 gennaio all’età di 84 anni.
Una notizia che ha rapidamente oltrepassato i confini del paese, suscitando cordoglio in tutta la Bergamasca, dove Santus era conosciuto e stimato per il suo stile di vita sobrio e generoso. Accanto a lui, negli ultimi momenti, c’erano la sorella Maria Rosa, i familiari e i quattro figli. Una famiglia che racconta, già da sola, un percorso umano e professionale articolato: Armando, notaio a Bergamo; Pierachille, ordinario di Malattie respiratorie all’Università degli Studi di Milano e direttore della Pneumologia all’ospedale Sacco; monsignor Ivan, segretario del cardinale Pietro Parolin; dom Andrea, farmacista e monaco all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, dove ricopre l’incarico di economo generale.
Nasce in una famiglia numerosa, quarto di sei figli, dopo il servizio militare nel Quinto Alpini, trovò impiego all’Enel come operaio. Si sposa con Serafina Chioda, originaria di Valgoglio. Ancora dipendente Enel, frequentò a Urbino un corso di erboristeria, conseguendo il diploma. Da lì nacque un’attività parallela che, col tempo, sarebbe diventata centrale nella sua vita: insieme al dottor Giancarlo Minuscoli e a Remo Zamboni di Songavazzo iniziò a preparare pomate e unguenti, raccogliendo personalmente in montagna le erbe officinali.
Lasciato il lavoro da dipendente, Santus aprì l’erboristeria “Eletta” , gestita negli anni con la nipote Verusca Pasini. Un’attività diventata punto di riferimento per una clientela ampia e trasversale, capace di attirare persone da diverse regioni e anche dall’estero. Chi lo ha conosciuto conserva il ricordo di un uomo attento agli altri, disponibile, mai sorpa le righe. Una disponibilità che oggi ritorna nei numerosi messaggi di vicinanza indirizzati alla famiglia.
I funerali si svolgeranno domani 7 gennaio nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo a Gromo. Il corteo funebre partirà alle 14.30 dall’abitazione di piazza Marconi 5, dove la salma è stata composta.



