Gli scacchi d’altissimo livello sono tornati! Quelli tradizionali, in cui entrambi i giocatori sono presenti allo stesso tavolo e hanno a disposizione almeno 100 minuti per fare 40 mosse più altri incrementi, così che le partite possano durare anche 6 o 7 ore. L’occasione è stata il torneo dei Candidati al titolo mondiale, disputato a Ekaterinburg dal 19 al 27 aprile. Cioè, in effetti l’inizio delle partite fu il 15 marzo 2020, ma dopo 7 dei 14 turni in programma il maledetto virus Covid-19 aveva costretto al lockdown.

Ehm, scusate se ho detto cose stranote, però questo torneo è stato veramente una ventata d’aria fresca. Da alcuni mesi l’attività alla scacchiera era ricominciata (e uno dei più forti giocatori italiani, Pierluigi Basso, ha già accumulato più di 100 partite a cadenza lunga) ma non al livello massimo, quello dove la media dei partecipanti è oltre i 2700 elo – a Ekaterinburg la loro media era 2774, e ce n’erano due, Fabiano Caruana e Ding Liren, oltre i 2800.

Di più c’è soltanto il campione del mondo in carica, Magnus Carlsen, ma qui non c’era perché lo scopo del torneo era appunto selezionare il suo avversario nel prossimo match per titolo mondiale di scacchi 2021, in programma dal 24 novembre a Dubai. E il candidato sarà Ian Nepomniachtchi – Nepo per chi non vuole incasinarsi con la traslitterazione del nome dall’alfabeto cirillico.

Nepo non era il favorito della vigilia, perché partiva con il 4° elo di accredito (come spiegato sul sito web TheWeekInChess, al link: https://theweekinchess.com/chessnews/events/fide-candidates-chess-tournament-2020). Più favoriti di lui c’erano i 2 over 2800 e c’era Wang Hao, che si era qualificato per questo torneo vincendo nell’ottobre 2019 il torneo «Superswiss» dell’Isola di Man con una prestazione mostruosa di 2900 elo. Dopo di lui c’è riuscito solamente Caruana, autore di un 2945 a Wijk aan Zee nel gennaio 2020. Siamo nei paraggi delle massime espressioni del pensiero umano.

Nella prima parte del torneo, quella del 2020, su 28 partite 17 erano terminate con un pareggio. Vista la posta in palio (oltre al diritto di sfida mondiale, il vincitore ha vinto 70˙000 $) tutti giocavano attentissimi. Nepo era già in testa, appaiato a Maxime Vachier-Lagrave, ma i primi 6 su 8 partecipanti erano racchiusi in 1 solo punto. La 2ª parte è stata molto più azzardata, con 16 partite terminate con una vittoria. Nessuno è rimasto imbattuto, Nepo compreso (ha terminato con +5-2=7). Ma quello è il terreno preferito dal nostro, che è abituato a produrre fiamme sulla scacchiera grazie alla sua capacità di pensare velocissimo e inventare. Una caratteristica che abbiamo potuto apprezzare quando venne a Bergamo nell’estate 2014 per partecipare alle finali dell’Acp, l’Associazione degli scacchisti professionisti. Quel torneo non gli andò bene, perché sembrava preoccuparsi più di guardare le partite degli avversari (commentandole poi in conferenza stampa, tutte a memoria varianti stupefacenti comprese) che di vincere le proprie.

Peraltro proprio la velocità di pensiero di Nepo potrebbe rendere più avvincente, almeno per il pubblico, le partite per aggiudicarsi il titolo mondiale di scacchi 2021. Gli ultimi 2 (nel 2016 a New York con Sergej Karjakin e nel 2018 a Londra con Caruana) Carlsen li ha vinti nella stessa maniera: gioco solidissimo nelle 12 partite a cadenza lunga, e punteggio pari, per poi scatenarsi nei playoff a cadenze rapide. A Dubai le partite lunghe saranno 14, e se anche lì ci sarà parità… be’, uno che nei playoff rapidi può dar problemi a Carlsen quello è proprio Nepo.

Questo torneo dei Candidati ha avuto anche un’altra conseguenza: il ritiro dalla carriera agonistica di Wang Hao. Nella 1ª parte era sembrato parecchio competitivo, nella 2ª ha perso 4 partite senza vincerne. Troppa tensione, ha detto nelle interviste conclusive. A nemmeno 32 anni d’età il suo corpo si rifiuta di reggere ancora questo livello. Non appenderà la scacchiera al chiodo (nessun giocatore lo fa mai). Rimarrà nell’ambiente con altri ruoli. Più tranquilli. Pure lui, che è stato uno dei migliori tra i migliori, ora sente il bisogno di rilassarsi un po’.

(Divertimento in Caissa è una column, come usa nei giornali internazionali, dedicata agli scacchi – di cui Caissa è la musa immaginaria e ispiratrice. Sarà aperiodica, legata agli eventi principali dell’evoluzione del gioco soprattutto di alto livello ed elettronico. Ma parlerà anche di altro… del senso dell’intelligenza, magari. Se mi verrà in mente)

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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