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Superior stabat lupus, inferior agnus

Aveva capito tutto Fedro (già nel 40 d. C.). Con le sue favole (attualissime) narrava la cronaca e la storia degli umani. Soprattutto dei loro difetti, ancor più delle loro prepotenze. Come quella del lupo e l’agnello. Dove, pur essendo il lupo più in alto rispetto allo scorrere d’un ruscello, accusa l’agnello più in basso di avergli inquinato l’acqua che sta bevendo. Donde si evince che pur essendo il più debole, innocente e addirittura totalmente estraneo, paradossalmente diventa colpevole perché così ha deciso il più forte, dunque passibile di punizione.

Sono passati 2000 anni e la scena si ripete. Putin invade l’Ucraina, contro ogni diritto internazionale all’autodeterminazione dei popoli, e dopo 4 anni di guerra accusa la “controparte” di aver causato la guerra stessa e di non volere la pace che lui è pronto a firmare (ovviamente alle sue condizioni). Il trionfo dell’autocrazia contro la democrazia. Il trionfo del bullismo politico. Dove la logica politica sottesa ma esplicita è questa: io forte dichiaro guerra a te, debole, così alla fine ti  obbligherò ad accettare  le mie condizioni. Insomma: fare la guerra per poi imporre la (mia) pace.  Poi nel frattempo, si fa per dire, un altro grande autocrate, dall’altra sponda dell’Atlantico, interviene a sostenere l’invasore sottoscrivendo (di più: traducendo) quasi alla lettera le sue “condizioni” di pace e “invitando” l’invaso ad accettarle. E se non accetta, l’accusa, nemmeno troppo velata, è di rifiutare la pace.

Apoteosi del paradosso diplomatico. Nonché della sopraffazione. Peggio ancora: viene cancellata ex abrupto la forza del diritto frutto di 25 secoli di civiltà, per (re)imporre il diritto della forza.  Seguendo questa logica preistorica le trattative fra le parti in causa non esistono più: siccome sei il più debole, devi accettare la volontà del più forte. Non c’è un vincitore della guerra, ma solo il più forte appunto, autorizzato a stabilire le regole del “gioco” (truccato).

Così adesso i “lupi” sono due. Entrambi uniti e coalizzati a sostenere le “loro” ragioni (pretestuose e false) senza tener conto delle ragioni (inoppugnabili) dell’altro. Fuor di metafora, anzi di favola, ci troviamo difronte all’ennesimo ribaltamento della realtà. Ribaltamento diabolicamente mirato e progettato per ottenere con l’inganno ciò che non si è ottenuto con la forza. Forza che, nel frattempo (4 anni) ha prodotto distruzioni, torture, carneficine, milioni di morti, stravolgimento e inquinamento ambientale e urbanistico.

Allora quale è il senso di questa pace voluta da due potenti autocrati? Gli affari e i soldi, così come avvenuto in medio oriente. Dove l’unione prepotente di business e ricchezze riesce a prevalere sopra qualsiasi verità, legalità, convivenza. Dove l’ipocrisia, fatta istituzione, raggiunge i vertici del perbenismo, della derisione e del dileggio.

Gino Strada ha scritto: “Se vuoi la pace devi preparare e costruire la pace“. In conclusione (amara) visto che l’intelligenza umana non sa, o non vuole, trovare soluzioni eque e accettabili per tutti non ci resta che l’AI. Vuoi vedere che l’intelligenza artificiale sarà così intelligente da programmare le “bombe” per non farle scoppiare?

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