Stavolta il dazio lo deve pagare Trump. Alla democrazia. Dazio molto caro perché è una sconfitta, la prima, su tutti i fronti: quello interno dei suoi Maga elettori, ma anche degli avversari che sempre lo hanno contestato; quello internazionale ammutolito e sottomesso da un bullismo incontrollato e frustrato; quello della legalità (a mio avviso il più rilevante) che finalmente ritrova un riconoscimento istituzionale. Infatti la Corte Suprema degli Stati Uniti, 6 membri su 9 di cui 3 nominati dallo stesso Trump a dimostrazione che il Diritto è sopra l’autorità seppure di un Presidente eletto dal popolo, ha decretato la cessazione dei dazi, con restituzione degli illeciti profitti, per palese violazione dei diritti presidenziali di imporre leggi senza, previa, autorizzazione del Congresso.

Giorno memorabile per la democrazia. E per le democrazie di tutto il mondo, in balia di autocrati, sovranisti, populisti che in virtù di una (mera perché effimera) affermazione elettorale si arrogano il diritto di comandare invece che governare: legge del più forte (e del più ricco) invece della legge della Costituzione. Giorno memorabile per lo stato di diritto che finalmente ritrova il suo equilibrio: dopo un anno di arrogante prepotenza di un (solo) individuo megalomane, autoreferenziale al massimo grado. Anno nel quale è sembrato che le istituzioni e le conquiste democratiche, frutto di lotte millenarie funestate da guerre (tutt’ora attive), potessero essere sopraffatte dalla smania ideologica di Trump. Una dimostrazione, finalmente, che la Democrazia con i suoi pesi e contrappesi può reggere ad ogni minaccia autocratica, se esercitata con coscienza autonoma e indipendente sostenuta da un alto senso dello Stato.

Oggi il mondo del rispetto delle leggi, delle regole, delle Costituzioni tira un sospiro di sollievo e di fiducia nella democrazia che, pur essendo il meno peggio dei poteri costituiti, appare ancora l’unico in grado di salvaguardare i diritti di tutti. Sperando che anche l’Italia possa giovarsene. Un Presidente, grande e autorevole, ce l’abbiamo. Il resto: prenda atto, rifletta. Impari. Governare non vuol dire essere sopra tutto e sopra tutti. Tanto meno sopra la legge. E la legge, per Costituzione, la amministra la giustizia. Come negli Usa, appunto.

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