Solitamente quando si parla, sui media e nei social, di matrimonio il punto di vista che viene proposto è sempre quello “tecnico/giuridico” in base al quale si è in presenza di una istituzione civilmente utile ma culturalmente obsoleta e, pertanto, a rischio di “estinzione”. Gli stessi dati Istat evidenziano che nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.690 in meno rispetto all’anno precedente (-6,0%) e, questa contrazione, ha riguardato principalmente le prime nozze ma, riduzioni, sono state censite anche per quanto attiene alle seconde e/o a quelle successive (-2,5%).

A turbare l’arida quiete di questo quadro sociologico è arrivato d’un tratto, come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, il discorso tenuto da Roberto Benigni in occasione della consegna del Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia. Contrariamente alla prassi, l’attore toscano non si è limitato a fare un fugace e “istituzionale” ringraziamento alla moglie, l’attrice Nicoletta Braschi, ma le ha fatto una vera e propria dichiarazione d’amore.

Nell’anno delle celebrazioni collegate al sommo poeta Dante, Benigni ha riassunto, in modo magistrale e toccante, come alla base dei suoi successi ci sia, senza ombra di dubbio, la sua “Beatrice/Nicoletta” il cui ruolo non è stato, però, solo quello di musa ispiratrice ma molto di più: è sua moglie! “Se qualche volta nel lavoro che ho fatto – ha detto l’artista – qualcosa che ha preso il volo è grazie a te, al tuo talento, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice, alla tua femminilità.” 

Una affermazione, quindi, sovversiva perché dice di un protagonismo che non nasce da una “orgogliosa autonomia” ma dal riconoscimento di un rapporto vitale perché punto sorgivo della propria fecondità umana e professionale. In poche ore questo discorso ha fatto il giro del mondo generando una moto di positività davvero straordinario al punto che, anche altri personaggi dello spettacolo, hanno voluto sostenerlo postando commenti analoghi come, ad esempio, quello fatto da Fiorello con la sua dedica alla moglie Susanna: “Non capisco chi parla del matrimonio come del patibolo, il matrimonio va rivalutato, è uno stimolo a impegnarsi di più… È bello tornare a casa e sapere che c’è qualcuno che ti aspetta”; con queste parole, lo showman siciliano, ha dedicato il suo “leone d’oro” alla moglie.

Lo stesso Vasco Rossi, qualche anno fa, era stato profetico su questo tema affermando quanto segue: “Ho pensato che la cosa più spericolata che una rockstar come me potesse fare era una famiglia …Invece di stare in uno stupido hotel ho voluto fare quella sfida lì.

Il matrimonio sembra “tornato di moda” anche al cinema: è, infatti, di qualche giorno fa la diffusione su Amazon Prime di una nuova edizione della favola di Cenerentola dove, questa volta, sono protagonisti anche i genitori del principe che, anche grazie ai due celebri innamorati, riscoprono il gusto di essere sposati da tanti anni e così, in modo sorprendente, scopriamo che il vero “vissero felici e contenti” riguarda anche il re e la regina di questa storia senza tempo.

Certo al discorso di Benigni è seguito anche una ondata di scetticismo con svariati commenti sui social che, per sintesi, possiamo provare a riassumere così… “facile per loro, sono ricchi! Non si confrontano con la vita di tutti i giorni…” …ed è per questo che, come immagine di questo articolo, abbiamo deciso di dare spazio non a volti famosi ma ad una coppia che vive nella bergamasca, sposati da tanti anni e, addirittura, già nonni. Davanti a questi due volti “comuni” possiamo portare il nostro scettiscismo e provare a farlo evolvere in una curiosa domanda: com’è possibile vivere così il matrimonio?

Ci sono miliardi di persone sulla terra e tutti gli eventi drammatici di questi giorni hanno richiamato ad una domanda radicale: quanto può valere una singola vita agli occhi del mondo? Una ipotesi di risposta può darcela proprio il “matrimonio” perché, se ci pensiamo bene, quando una persona si sposa promette di prendersi cura di tutto … sia delle cose buone, che brutte…o frivole…tutto! Chi promette dice: la tua vita non passerà inosservata, perché io l’avrò osservata. La tua vita non sarà priva di testimoni, perché sarò io il tuo testimone. Questa è la rivoluzione del matrimonio!

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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore nazionale

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