La bottega dei Fantoni ha il massimo splendore con Andrea Fantoni. Con lui lavoravano fratelli e figli, tra cui la figlia Maria, specializzata nelle dorature. La committenza si estendeva a tutta la valle, in pianura, si allargava sulla Val Camonica, arrivava fino a Venezia. Era una committenza religiosa. Arrivavano i parroci, i rappresentanti degli Ordini religiosi, le Confraternite, le famiglie, i devoti in genere facevano le loro richieste.

Poteva essere un crocifisso per la processione (Romano di Lombardia), il pannello  da mettere sotto l’altare (S. Alessandro di Pignolo), i fornelli decorativi all’altare della Madonna (Duomo di Bergamo), la statua dell’Addolorata (S. Michele a Leffe), i personaggi per il compianto su Gesù morto (Chiesa Disciplini di Clusone), gli stalli del coro (Parre), l’altare maggiore (S. Giorgio di Almenno San Salvatore), gli angeli oranti (S. Alessandro, Bergamo), il tabernacolo (Bianzano), la cornice per una tela (Costa Volpino), la nicchia del patrono (Grassobbio), gli intagli (Monasterolo), la facciata dell’organo (Sovere), l’ancona per le raffigurazioni di santi (Foresto Sparso), il confessionale (S. Maria Maggiore), gli arredi per la sacrestia (Alzano Lombardo).

Testine d’angelo, Bergamo (BG), Basilica di S. Maria Maggiore

Un forte incremento alla bottega l’aveva dato il padre, Grazioso il Vecchio, ereditata a sua volta.  Siamo in pieno Barocco e il Barocco ha orrore del vuoto e riempie gli spazi, è teatrale e vuol far colpo sui sensi: da qui gli stucchi, le arricciature, gli intarsi, i candelabri, i motivi floreali, gli angioletti, le scene drammatiche, e volti che esprimono gioia, dolore, estasi, sofferenza, meraviglia, pentimento. Le nostre Chiese per la maggior parte sono state costruite in questo periodo e possiamo capire le possibilità commerciali della bottega. C’era una certa disponibilità economica favorita dalla pace che Venezia sapeva garantire. Così troviamo dovunque nella Bergamasca lavori fantoniani.

Le richieste si moltiplicarono con il marmo. I Fantoni – nome che ha qualche attinenza con l’elefante, simbolo che troviamo al portone d’ingresso – si misurarono con il nuovo materiale. Non solo pietra locale o la pietra nera di Gazzaniga, adatta per incorniciare i blocchi marmorei per altari, balaustre, basamenti di pulpiti, lesene e cornici dove c’era un incastro di pietre e il gioco dei colori, ma marmo di Carrara, di Verona, di Rezzato, di Zandobbio, dal Trentino.

Importante diventava la collaborazione con gli architetti. Andrea trovò anche dei validi architetti come i Caniana. Sotto la direzione di Gian Battista Caniana lavorò nella Chiesa di Alzano e oltre l’impareggiabile Sacrestia, realizzò il magnifico pulpito, capolavori non solo bergamaschi. La bottega cercò di soddisfare anche una clientela profana. Lo faranno in particolare i successori, il nipote Grazioso il Giovane e il fratello Francesco Donato. Il Conte Sottocasa commissionò in occasione del matrimonio del figlio Girolamo con la Contessa Elisabetta Lupi l’alcova, illustrata da scene mitologiche.

Santa Maddalena Penitente, Bergamo (BG), Basilica di S. Maria Maggiore

La bottega aveva un ricco catalogo di disegni per illustrare le varie possibilità di realizzazione. Vicini all’intesa con il cliente si preparava il modellino in terracotta che dava modo a ulteriori modifiche. Poi si passava alla realizzazione dell’opera in bottega o in loco. Finché arrivò la crisi. Le Chiese erano sature. Ci voleva un nuovo salto di qualità? Bertulino Fantoni (1385) intaiador  era stato il primo della famiglia, l’ultimo fu Andrea Donato. Il figlio di Donato divenne avvocato e stampatore ma capì il valore di quanto c’era stato prima. Conservò il patrimonio, lo valorizzò comperando e ricuperando opere. Se il Museo c’è lo si deve anche a lui. Ora è una Fondazione che promuove questo patrimonio d’arte. Per me è stata una scoperta.

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