L’amore è al centro dell’esistenza umana. L’amore vince la morte. L’uomo sente la morte e il suo antidoto è l’amore. “L’amore vince tutto, allora cediamo anche noi all’amore” (omnia vincit amor, et nos cedamus amori” (Virgilio, Bucoliche). Il dio della tradizione ebraico-cristiana è un Dio che ama, è in relazione, Tri-Unità. Noi, immagini di Dio, siamo da lui amati e amanti a nostra volta. Il nostro Dio è il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, chiamati per un compito, chiamati ad amare. “Chi ama non muore più” (I lettera di San Giovanni), vive per sempre in Cristo. Chiamati ad amare Dio? No! amare il vicino: “Questo è il comandamento nuovo (definitivo): “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” (Giovanni 13, 34). 

Non l’amore chiacchierato, alla Bob Sinclair di Love Generation. I sociologi danno l’allarme: non si parla più di “morte di Dio” ma di morte del prossimo. Oppure si promuove un amore interessato, senza gratuità. Isolati nelle nostre case, circondati da muri e siepi, in fuga dagli altri. Diversa era l’ospitalità degli antichi: Abramo accoglie i tre viandanti sotto la quercia di Mamre (Genesi 18), si tratta del Signore che passa.

L’amore si genera con la vita, può crescere o diminuire, richiede arte altrimenti si spegne. La relazione umanizza, mangiando insieme, scambiando parole. Abbiamo bisogno di contatto fisico, di carezze e strette di mano, non di baci a distanza o formali saluti. La Bibbia è per un amore cosmico, noi con-creature con alberi e animali, nostri compagni di generazione. Anche loro si amano, noi come loro uniti dalla terra, nostra madre, con i piedi per terra (Dietrich Bonhoeffer 2024), fedeli alla terra “malgrado tutte le tribulazioni che essa ci procura”, uniti in un amore cosmico, di cui parlarono i Padri della Chiesa.

Quali le forme dell’amore?

C’è l’amore verso chi ci ha accolti alla vita. Il bambino che esce dall’utero piange, ma toccato si acquieta. Nell’utero sente che qualcuno lo aspetta. Percepisce la voce della madre. Nasce nel bisogno di essere amato. Se non amato la vita è subito per lui difficile. Solo l’amato può crescere. I cattivi sono persone che non si sono sentite amate. L’amore familiare fa crescere. Nell’adolescenza esce dalla cerchia e s’innamora. Da innamorata Cenerentola si sente principessa, il ranocchio diventa principe. Poi cambierà. A ottant’anni non si è come a vent’anni. L’amore cresce fino a indebolirsi e più che amarsi ci si sopporta.

C’è l’amicizia. Ce la insegnano gli antichi: Cicerone con un trattato che dedica all’amico, i Padri Cappadoci Basilio e Gregorio con una vita condivisa, Francesco e Chiara nel legame spirituale che li rinvigoriva, il cardinal Newman e il sacerdote Ambrose per una solidarietà fino alla sepoltura. L’amicizia è affinità di interessi, percorsi comuni, capacità di dare, comunione che rende simili a Dio (Bonhoeffer). Troppo fraintesa oggi, la fretta dei rapporti sessuali.

C’è l’amore per il prossimo: “amerai il prossimo tuo come te stesso”. E’ il gesto del Samaritano che non va oltre, si ferma, cura il ferito, si preoccupa di qualcun altro che possa provvedere. Molte barriere si mettono invece oggi tra noi e il dolente, l’oppresso, il diverso, quando invece Gesù si spinge fino a dire ”anche i nemici dovete amare!” “Se amate solo chi vi fa del bene che merito ne avete?

C’è l’amore di Dio. “Amerai il Signore tuo Dio” recita l’ebreo tre volte al giorno. Ma si può amare chi non si vede? ”Dio nessuno l’ha mai visto”. A Mosé Dio dice di coprirsi perché nessuno può vedere Dio faccia a faccia, lui l’inconoscibile. Il rischio è di costruirsi un idolo. Gesù ci indica la strada: “Uno mi ama se osserva i miei comandamenti”. L’amore di Dio è osservare la sua parola. Cristo ha amato fino all’estremo e il Padre l’ha richiamato dai morti. L’amore ci riporta alla verità dell’uomo, credenti o no. Ci sono pepite d’oro anche nei nostri amori “sbagliati”; basta per dire che abbiamo amato. L’amore ci richiama dai morti per la vita eterna, perché l’amore vince la morte.  

Sintesi della relazione di ENZO BIANCHI
LE FORME DELL'AMORE
Auditorium Liceo Mascherononi di Bergamo, 24 marzo 2026 
all'interno del Programma Noesis 2025/2026

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