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Ugo Benedetti

Almanacco Bergamo 12 gennaio 2022 (Mercoledì)

2^ settimana – Giorni inizio/fine anno 12/353BUON ANNO 2022
AUGURI di BUON COMPLEANNO e di BUON ONOMASTICO a tutti coloro che oggi lo festeggiano

SEI NATO OGGI? Siete dotati di una bella parlantina, con una mente acuta e con molta immaginazione. Persone estremamente creative, dovreste scrivere, tenere conferenze, insegnare nel campo del giornalismo o dell’arte. La vita sociale e gli amici sono importantissimi, ed allo stesso tempo voi lo siete per il vostro gruppo. Ambiziosi, generosi e sinceri, avete una grande opinioni di voi e non ponete limiti ai vostri obiettivi. Vi manifestate al meglio nel campo artistico, intellettuale e creativo. Socievoli e ricchi di immaginazione, avete un carattere dinamico e mobile e numerosi talenti, ma non riuscite mai a rilassarvi: dovete sempre agire.

I SANTI DI OGGI
San BERNARDO da Corleone, Frate Cappuccino – Santa CESARIA (Cesira) sorella di San Cesario – Sant’ANSELMO martire di Brescia – San MODESTO martire – Santa TAZIANA (Tatiana) martire – Sant’ANTONIO MARIA PUCCI frate, proclamato Santo da San Giovanni XXIII Papa – La Chiesa celebra la festa di altri 14 SANTI e 5 BEATI

SIGNIFICATO DEL NOME TATIANA
Forma russa di Taziana, un nome di origine sabina (Tatianus) il cui significato è figlio di Tatius. Tatiana compare soltanto nella classifica portoghese dei primi 100 nomi più popolari per le bambine nate negli ultimi anni. Oggi è Santa Tatiana. In Italia portano questo nome circa 6.317 di cui il 16,3% in Lombardia.

AFORISMA del GIORNO
I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare

PROVERBI
Pane finché dura, vino su misura
Chi pianta alberi sappia che altri godranno l’ombra
Chi trova un vero amico, trova un tesoro
Il riso abbonda sulla labbra degli stupidi
Il lupo perde il peso ma non il vizio


I MORTI DEL GIORNO A BERGAMO E PROVINCIA (clicca qui)

LE TANTE MORTI DI NON VACCINATI IN LOMBARDIA

Continua ad aumentare la pressione sugli ospedali di Milano e della Lombardia. Non è una impressione, lo dicono i dati. E i numeri non mentono. A Capodanno nelle strutture sanitarie della Regione c’erano 2.167 persone che lottavano contro il covid (222 in terapia intensiva e 1.945 nei reparti ordinari), in 10 giorni c’è stato un aumento del 59,5%. Attualmente, infatti, negli ospedali della Lombardia ci sono 3.458 malati covid; 256 in terapia intensiva e 3.202 nei reparti ordinari (dati aggiornati al bollettino di martedì 11 gennaio). Nella giornata di martedì la direzione Welfare ha diffuso i dati più specifici in grado di tracciare i profili delle persone ricoverate. I numeri non mentono, anzi mostrano – come se fosse ancora il caso di ribadirlo! – come il vaccino eviti le forme gravi di covid. 163 delle 256 persone ricoverate in terapia intensiva non sono vaccinate. Sono tanti? Sì, soprattutto se guardiamo il dato rapportato alla popolazione. Ogni milione di persone non vaccinate 217 finiscono in terapia intensiva. Lo stesso indicatore per i non vaccinati, invece, è decisamente più basso: ogni milione di persone vaccinate solo 10,9 finiscono nei letti delle rianimazioni.

IL PENSIERO del GIORNO  (a cura di Mons. Antonio Donghi)

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Uno dei linguaggi che l’uomo contemporaneo non riesce a vivere è il silenzio come momento per dare un volto autentico alla propria persona. Riscoprire in modo sereno un simile atteggiamento vuol dire dare un impronta di autenticità al proprio percorso esistenziale, rendendo sempre più vivo il cammino nella quotidianità storica. Nel turbinio della storia gustare la serenità del cuore. Padre, è veramente bello ammirare il tuo Gesù che si ritira nella solitudine per rendere sempre più vera la missione di dare speranza a tutti gli uomini. Nel dialogo con te ritrova sempre l’entusiasmo per annunciare la novità da regalare al mondo. Fa’ che anche noi, nella potenza dello Spirito, lo sappiamo imitare per gustare la serenità e la essenzialità nel costruire la nostra esistenza quotidiana. Ogni momento di autentico silenzio vissuto diventa coraggio gioioso nel crescere in modo autentico con ogni fratello che la vita ci presenta. Amen

I SANTI PROVERBIALI DI GENNAIO

erano i famosi detti che usavano i contadini per indicare la situazione climatica del momento. Oggi apriamo la televisione, il cellulare, internet e vediamo subito le previsioni del tempo ma fino pochi anni fa in occasione del Santo era subito pronto il proverbio. A gennaio tutti conosciamo il proverbio “L’Epifania tutte le feste le porta via” ma poi si aggiunge “Ma arriva San Benedetto che ne porta un bel sacchetto”. Nei giorni scorsi è arrivato “San Severino dalla barba bianca che ne porta una gamba” (8 gennaio), nei prossimi giorni (15 gennaio) è San Mauro “ù frècc del diaol” – “A Sant’Antonè gran fredura, a San Lorenz gran caldura” (17 gennaio) ma “l’uno e l’altro poco dura”. A Sant’Antonio abate se non piove la neve non manca. A Sant’Antonio dalla barba bianca se non nevica non si mangia”. San Mauro (15 genn.), San Marcello (16), Sant’Antonio abate (17 i è “tri mercanc de nif e i oter Sanc i ghe s’teca drè”. Il 20 gennaio arriva San Sebastiano che dice “Sali il monte e guarda il piano se vedi molto (sereno) spera poco (l’inverno sarà lungo), se vedi poco spera assai”. A San Sebastiano “gà prema la cua anche al cà” ma è anche possibile che a “A San Fabia e  Bastià la viola la sià in mà”. A Sant’Agnese “il freddo è per le siepi” ma anche possibile che “la luserta la core per la ses”. “Fidet mia del bel tep de sant’Agnes perché l’inveren l’è a mò lonc”. A San Vincenzo il 22 gennaio “l’inveren al mèt i dèc”. Se per San Paolo bel tempo avremo, abbondanza avremo” ma il proverbio dice “Ol dè de San Pàol Convers (il tempo) a nà fa de tùc i ers”. Ma i contadini sperano che il giorno della Conversione di san Paolo il tempo fosse sereno. E poi arriva la festa della Candelora (2 febbraio) “A la Madòna Candelora se l’piof o se l’fioca, de l’inveren  a m’sé fora, ma sel’fa sul o tira vent, per quaranta dèa n turna dent”

MASCHERINA ANTI COVID ma DERMATITE in FACCIA

Come comportarci e come evitare questi problemi? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Marta Brumana, responsabile di dermatologia di Humanitas. La mascherina è un dispositivo fondamentale per la protezione dal contagio da coronavirus. In questi mesi fa parte della nostra quotidianità, e la teniamo sul viso per parecchie ore. Ne esistono di diversi tipi, da quelle chirurgiche, alle FFP2, FFP3 con valvola o meno: qualunque sia il tipo che utilizziamo e a seconda delle normative di accesso, però, è molto probabile che il loro utilizzo prolungato possa provocare una serie di problematiche sulla pelle del viso. L’uso prolungato della mascherina determina un ambiente umido, che può portare ad alterazioni della barriera cutanea, ossia lo strato lipidico che protegge naturalmente la nostra cute. Una prima conseguenza è, quindi, la secchezza della pelle. Un maggiore utilizzo delle mascherine FFP2 e FFP3, potrebbe portare a “danni da pressione”, che si manifestano con irritazione cutanea e, nei casi più gravi, con formazione di veri e propri solchi cutanei ed erosioni. Le pelli che soffrono già di alcune patologie, come dermatiti, acne e rosacea, potrebbero subire un peggioramento, a causa della frizione con la mascherina e dell’occlusione della pelle, che subisce sbalzi di umidità e microcircolazione, con accumulo del sebo. Infine le mascherine, di tessuti sintetici o naturali, possono contenere tracce di conservanti, igienizzanti e coloranti. Queste sostanze possono determinare in alcune persone predisposte la formazione di dermatite da contatto, irritativa o allergica. La dermatite da contatto si manifesta con prurito, secchezza e desquamazione, rossore e talvolta vescicole; in presenza di questi sintomi è opportuno rivolgersi al dermatologo per evitare il peggioramento con l’uso costante della mascherina. Il trattamento può prevedere creme lenitive specifiche ed eventualmente un cortisonico locale in crema

COME VIENE ELETTO il PRESIDENTE della REPUBBLICA

Ai sensi dell’art. 83 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.» I requisiti di eleggibilità, contenuti nel primo comma dell’art. 84 della Costituzione, sono: l’avere cittadinanza italiana – aver compiuto i 50 anni d’età – godere dei diritti civili e politici. La Costituzione prevede inoltre l’incompatibilità con qualsiasi altra carica. I delegati della Regione Lombardia scelti per eleggere il presidente della Repubblica sono il Presidente del Consiglio Alessandro Fermi (Lega), il presidente della Giunta Attilio Fontana (Lega) e il consigliere segretario bergamasco Dario Violi (M5Stelle). I tre delegati lombardi da lunedì 24 gennaio prenderanno parte all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

LE VIE E LE PIAZZE DI BERGAMO. FAUSTO COPPI

Nasce a Castellania (Alessandria), il 15 settembre 1919 – morto a Tortona il 2 gennaio 1960 è stato un ciclista su strada e pistard italiano. La Città di Bergamo gli ha co-intestato, con Gino Bartali, la più grande “Pista Ciclabile” di Bergamo. Trascorre la vita a Novi Ligure. Poco più che adolescente è costretto a trovarsi un lavoro come garzone di salumeria. Per hobby scorrazza qua e là su di una rudimentale bicicletta regalatagli dallo zio. Nel luglio 1937 disputa la sua prima corsa. Il tracciato non è facile, anche se si svolge tutto in prevalenza da un paese di provincia all’altro. Purtroppo a metà gara è costretto a ritirarsi per problemi tecnici della bicicletta. Gli inizi non sono quindi promettenti, malgrado il ritiro sia da attribuire al caso e alla sfortuna più che alle doti atletiche del giovane Fausto. Mentre Coppi pensa al ciclismo, scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Arruolato è militare a Tortona, Caporale della terza squadra di un plotone in quadrato nella compagnia agli ordini di Fausto Bidone, viene fatto prigioniero degli inglesi in Africa, a Capo Bon. Il 17 maggio 1943 viene internato a Megez el Bab e poi trasferito al campo di concentramento di Blida, nei pressi di Algeri. Fortunatamente esce incolume da questa esperienza e, una volta tornato a casa, ha modo di riprendere i suoi allenamenti in bicicletta. Il 22 novembre 1945, a Sestri Ponente, si unisce in matrimonio con Bruna Ciampolini, che gli darà Marina, la prima dei suoi figli (Faustino, nascerà in seguito alla scandalosa relazione con la Dama Bianca). Poco dopo, qualche osservatore, convintosi del suo talento, lo chiama alla Legnano, che diventa di fatto la prima squadra professionistica a cui prende parte. In seguito difenderà i colori delle seguenti squadre: Bianchi, Carpano, Tricofilina (alle ultime due abbinò il proprio nome). Alla fine del 1959 si lega alla San Pellegrino. Al primo anno di professionismo, arrivando con 3’45” di vantaggio nella tappa Firenze-Modena del Giro d’Italia, conquista una vittoria che gli consente di smentire le previsioni generali che volevano Gino Bartali vincitore della corsa rosa. A Milano in rosa giunse infatti lui, Fausto Angelo Coppi. Il Campionissimo del ciclismo, vinse 110 corse di cui 53 per distacco. Il grande ciclista si aggiudicò due volte il Tour de France nel 1949 e nel 1952 e cinque volte il Giro d’Italia (1940, 1947, 1949, 1952 e 1953) ed entrò nella storia per essere uno dei pochi ciclisti al mondo ad aver vinto Giro e Tour nello stesso anno (tra cui ricordiamo anche Marco Pantani, 1998). Al suo attivo vi furono tre volte la Milano-Sanremo (1946, 1948, 1949), cinque Giri di Lombardia (1946-1949, 1954), due Gran premi delle Nazioni (1946, 1947), una arigi-Roubaix (1950) e una Freccia vallone (1950). Fausto Coppi è morto il 2 gennaio 1960 per una malaria contratta durante un viaggio in Alto Volta e non diagnosticata in tempo, che gli stroncò la vita a soli 41 anni

TURNI DELLE FARMACIE

*** TURNO DIURNOdurante il giorno, per sapere i turni. si chiamare il Numero Verde Gratuito 800.356114 “Pronto Farmacie” attivo 24 ore su 24 –

*** TURNO NOTTURNO: (da questa sera ore 21 a domani 13 gennaio 2022 alle ore 9,00): Adrara San Martino – BERGAMO Piazza Sant’Anna – Bolgare – Capriate San Gervasio (fino alle ore 24) – Casnigo – Curno (fino alle ore 24) – Lovere – Montello (fino alle ore 24) – Osio Sotto – Piario – Romano di Lombardia Comunale 2 Via Marconi 34 – Sedrina – Taleggio – Torre Boldone – Treviglio Comunale 3 in Viale Piave 43 – Villa d’Adda – Villa d’Almè –

*** CONTINUITA’ ASSISTENZIALE (ex Guardia Medica) tel. 116117 attivo dalle ore 20 alle ore 8 nei giorni lavorativi – 24 ore su 24 nei giorni di sabato e domenica e festivi.

L’ANGOLO della CULTURA A BERGAMO

  • BERGAMO – Biblioteca Tiraboschi – 13 gennaio ore 17,30 – Presentazione finalisti “38° Premio Bergamo 2022” L’evento si svolgerà in diretta streaming sulla pagina facebook e YouTube del Premio.
  • BERGAMO  – Circolo Artistico Bergamasco (Palazzo ACI) – fino al 20 gennaio – Esposizione retrospettiva postuma del pittore Alessandro Amoroso (orari: martedì/domenica dalle 16 alle 19)
  • BERGAMO – Cammino Sinodale – 13 gennaio ore 20,45 – su Facebook e You Tube di Sant’Alessandro.org sul tema: “Lo sguardo dei laici nella Chiesa di Bergamo”
  • BERGAMO – Accademia Carrara – 13 gennaio ore 17,30 – presentazione di “Giovan Battista Moroni”. Opera completa, di Simone Facchinetti: il catalogo generale delle opere di un maestro della ritrattistica, edito da Officina Libraria.
  • BERGAMO – Teatro Donizetti – dal 13 al 15 gennaio ore 20,30 – “Ditegli sempre di si” – L’opera di Eduardo De Filippo sul perfetto equilibrio tra comico e tragico; una commedia molto divertente
  • BERGAMO – Duomo di Bergamo – 15 gennaio ore 21 – Concerto d’Organo e Schola Gregoriana del Duomo – Salmo 97 “Viderunt omnes termini terrae”
  • ALZANO LOM.DO – Basilica di San Martino – 15 gennaio ore 14.30 – Visita guidata alla Basilica e alla Secrestie del Fantoni – Prenotazione obb. Tel 035.704063
  • AZZANO San PAOLO – Assessorato Politiche Sociali – dal 19 gennaio – quattro incontri per gestire al meglio i propri risparmi – info in Comune
  • CALOLZIOCORTE – Calolziocorte Città Turistica – Riceve alberi di Natale con radici tel. 339.4044308 (Bruno)
  • CASTIONE della PRESOLANA – Osservatorio Astronomico – 15 gennaio ore 21.30 serata dedicata al riconoscimento delle costellazioni.
  • GANDINO – 15 gennaio ore 9 – Ritrovo Parcheggio del Monte Farno – Ciaspolata fino al Rifugio Parafulmine e la Piana Montagnina – Prenotazione obbligatoria al 035704063
  • LEFFE – Oratorio – 14 gennaio ore 20.30 – “Giovani del territorio si raccontano”. Tema della serata: L’orientamento scolastico
  • VILLA di SERIO – Università Terza Età – dal 17 gennaio ore 10 – iscrizioni all’Università – iscrizione obbligatoria tel. 035.3594370
  • ZANICA –Tennis Club – dal 15 gennaio – Prove gratuite di tennis – Prenotazioni 347.0772739

L’ANGOLO della LETTURA

ROMANZO di un NAUFRAGIO – Autore Pablo Princia – Einaudi Editore – pag. 256 – Costo € 17,50 – Trama: Un secolo esatto dopo l’affondamento del Titanic, la punta di diamante della flotta di Costa Crociere percorre il Mediterraneo in senso antiorario. A bordo, piú di quattromila persone di 64 nazionalità diverse. Ci sono coppie in viaggio di nozze, famiglie riunite per una ricorrenza, persino un gruppo di parrucchieri che deve partecipare a un reality. E oltre mille membri dell’equipaggio, molti dei quali provenienti da Paesi poveri e lontani. La sera del 13 gennaio 2012 – quella in cui la Concordia urta degli scogli vicino all’isola del Giglio, finendo sotto gli occhi del mondo intero – ha segnato le esistenze di tutti loro. Da grande narratore, Pablo Trincia racconta lo splendore del divertimento a bordo e il trauma dell’impatto, lo smarrimento e la lotta per la sopravvivenza. Conflitti e alleanze generati da una tragedia ricostruita attraverso testimonianze uniche, come quella dei sommozzatori che si sono addentrati nei vani spettrali della nave, trovando un universo sommerso di valigie, scarpe, lenzuola, corpi. Come quella degli abitanti del Giglio, che hanno visto una folla di disperati riversarsi sul loro piccolo molo e, per accoglierla, hanno aperto senza esitazione le porte delle proprie case.

L’ANGOLO del CINEMA

VAMPYR – critica **** – Film drammatico-horror – Durata 75 minuti –  Trama: Le sfide più belle e difficili non si vedono subito. Spesso hanno bisogno di anni, o anche di decenni. Vampyr è una di questa. Dreyer lo ha realizzato dopo La Passione di Giovanna d’Arco, che era stato amato dalla critica ma era andato incontro a un insuccesso di pubblico tanto che la Socièté Générale de Films, che aveva prodotto il film, aveva rotto il contratto con il regista. Il flop di Vampyr invece era stato totale. Troppo incompreso perché troppo avanti, già avanguardista, capace già di rivoluzionare le forme dell’horror. Arriva a dieci anni di distanza Nosferatu di Murnau e un anno dopo Dracula di Browning. Ma, tranne che per il tema sui vampiri, è completamente diverso. Le ombre non sono quelle del cinema espressionista. Mostrano invece lo sdoppiamento proprio del cinema di Dreyer, la capacità di mostrare insieme l’anima e il corpo, il desiderio e la morte.

L’ANGOLO della CUCINA. LA CARNE di MAIALE

Nei secoli si è adattato a tutte le cucine, a tutte le economie, a tutte le innovazioni della modernità: oggi la sua carne è rosea, il suo grasso è tenero, la sua concia più delicata, grazie ad un progresso intelligente che ha apportato sensibili miglioramenti all’allevamento di questo animale. Dai salumi alle salsicce, alla porchetta, alle puntine la carne di maiale è molto versatile e si trasforma dando vita a piatti pieni di gusto. La carne di maiale è una fonte di proteine di qualità elevata ottime per promuovere la crescita e il mantenimento della massa muscolare; inoltre si tratta di una fonte di altri composti bioattivi utili alla salute dei muscoli (cuore incluso), come la taurina e la creatina. In questa carne sono presenti anche vitamine alleate del buon funzionamento dell’organismo e molecole dalle proprietà antiossidanti. È bene non esagerarne nel consumo, considerato il tipo di lipidi presenti al suo interno. La carne di maiale è prevalentemente una fonte di grassi saturi, che secondo le attuali raccomandazioni degli esperti non dovrebbero superare il 10% delle calorie introdotte nel corso di una giornata. Inoltre la carne di maiale è una fonte di colesterolo, il cui consumo quotidiano non dovrebbe superare i 300 mg..

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