Cosa vuol dire non guardare al proprio orticello e farsi carico delle situazioni di disagio così ampiamente diffuse nella nostra società? Rispondere a questa domanda non è certamente facile perché il focus è l’essere umano e i problemi che ognuno di noi si trova ad affrontare nella propria quotidianità. Problemi complessi perché riguardano diverse sfere dell’esistenza. Infatti, qualsiasi tipologia di intervento, seppur lodevole, che abbia come finalità esclusivamente quella di rispondere ad un singolo problema di una persona, senza affrontare l’intero contesto in cui la stessa vive, rischia di essere inefficacie nel lungo termine.

Anche nel nostro territorio sono svariate, purtroppo, queste storie di successi temporanei caratterizzate da forme di aiuto chirurgiche che pur affrontando e risolvendo il sintomo hanno lasciato sostanzialmente immutate le problematiche all’origine dello stesso. Solo uno sguardo alla totalità della persona, intesa anche come insieme delle relazioni che la costituiscono, può rappresentare una svolta positiva nel suo cammino di rinascita e, in questo senso, anche l’intervento per rispondere al bisogno specifico, come ad esempio il bisogno di mangiare, potrà così risultare realmente adeguato.

Ed è proprio in quest’ottica che, anche nella Bergamasca, sono nate da qualche anno le Famiglie solidali. Si tratta di una rete di persone generose che contribuiscono al sostentamento di tante famiglie che si trovano in stato di difficoltà economiche. Nel corso del tempo questa esperienza è cresciuta diventando un grande movimento di solidarietà e condivisione al punto di arrivare a sostenere, in modo determinante, l’attività del Banco di Solidarietà di Bergamo.

Ma in cosa consiste il segreto del suo successo? Nella semplicità del gesto che, in sintesi, consta nell’impegno di ogni aderente ad offrire ogni mese una spesa di prodotti alimentari destinata ai poveri residenti nel territorio senza, però, avere alcun vincolo quantitativo. Chi offre un prodotto ha lo stesso valore sociale di chi può contribuire in maniera numericamente più significativa e, questa impostazione, ha anche un profondo valore educativo per le famiglie aderenti perché, con questa logica, i bambini possono comprendere, in modo esperienziale, cosa significhi realmente vivere un vero gesto di condivisione perché privo, appunto, di una misura.

Accoglienza e apertura che si rende evidente anche nella disponibilità che alcune famiglie hanno dato a rendere le proprie abitazioni dei veri e propri punti di raccolta dei prodotti nell’attesa che vengano poi recapitati direttamente presso il magazzino del Banco di Solidarietà di Bergamo. Dono prezioso sono anche le testimonianze scritte pervenute da alcuni volontari e che reputiamo il modo migliore per contribuire a divulgare questa iniziativa lasciando, infine, i riferimenti affinché nuovi aderenti possano valutare di iniziare questo bellissimo cammino di condivisione dei bisogni altrui avendo nel cuore il desiderio di condividere, così, il senso della vita.

LE TESTIMONIANZE DI CHI NON GUARDA SOLO AL PROPRIO ORTICELLO

Ho ricevuto la proposta di qs iniziativa da una cara amica. Abbiamo subito accettato, ricordando la frase: C’è più gioia nel dare che nel ricevere. È vero! Pensando al tanto bisogno e alle tante richieste di aiuto, non si può rimanere indifferenti. Gli organizzatori, sempre attenti e puntuali nelle comunicazioni. È emozionante e gratificante, pensare che una goccia può entrare a far parte di un oceano. Continueremo sicuramente!
Marilena Gambarini

Il vantaggio concreto per me che partecipo al gesto delle famiglie solidali è innanzitutto educativo. Concretamente fare la spesa ed aggiungere il prodotto del mese diventa l’occasione per accorgermi di quanto possiedo senza merito: non ho meritato di nascere in Italia, invece che in Afganistan, non ho meritato il bene dei miei genitori, la situazione di benessere in cui mi trovo. Tutto questo l’ho ricevuto in dono, gratis. Le cose più importanti della vita si ricevono gratis. Per questo -mi pare- ci sia da guadagnarci in termini di autocoscienza. Di fatto poi questo gesto nel nostro ambito é diventato contagioso con un semplice passaparola tra vicini di casa, e ci si accorge che far del bene fa stare meglio. 
Silvia Parigi

Casualmente mi sono trovata a cena con Claudia che mi ha chiesto se volevo darle una mano con le famiglie solidali e ho accettato. In passato mi è stato proposto questo gesto mensile, mi e sembrato veramente bello, ma spesso me ne dimenticavo. Forse questa volta lei mi ha raccontato come per alcune famiglie fosse indispensabile quello si raccoglieva; mi ha aperto il cuore. Anche noi (io e mio marito) possiamo restituire una piccola parte del bene ricevuto. 
Grazia Giorgini

Partecipo al Banco di Solidarietà perché secondo me è un dovere aiutare i nostri fratelli bisognosi. Continuerò a farlo seguendo gli insegnamenti di Gesù, nella  consapevolezza che si tratta di un gesto d’amore e nella speranza che un giorno verrò ricompensata del bene compiuto.
Monica

Un giorno di qualche anno fa un’amica mi parlò delle Famiglie Solidali chiedendomi la disponibilità a parteciparvi.  Subito dissi: Si! Non fu una risposta affrettata o dettata dall’originalità del progetto.  In questa proposta non conta l’impegno di chi contribuisce o la gioia di chi riceve.  È una catena di persone che per lo più non si conoscono ma che con gesti, anche i più piccoli, costruisce continuamente una rete solidale, nascosta agli occhi del mondo e che giorno dopo giorno tesse una tela di reciprocità che sta nella gioia del donare e del ricevere.
Orietta Agazzi.

Mi chiamo Emanuela, da qualche anno ho aderito a questa iniziativa perché ritengo che non si possa restare indifferenti davanti alle difficoltà altrui. Bisogna andare oltre a quel senso di fredda indifferenza che ormai attanaglia la nostra società. Perché solo aiutandoci gli uni gli altri possiamo costruire un oggi più bello! Continuerò a dare questo contributo perché la carità non è qualcosa di occasionale ma un continuo aiutare gli altri.
Emanuela

Sono parecchi anni che mi trovo ad essere referente zonale per le Famiglie solidali. E’ un’esperienza importante perché donare parte del proprio tempo a chi vive una situazione di disagio fa star bene perché il cuore è stato creato per donarsi e si realizza nella carità. Inoltre è per me un regalo attendere ogni mese le persone che vengono a consegnarmi gli alimenti; è l’opportunità di guardarle negli occhi, di accoglierle con tutto il loro bagaglio di esperienze, a volte liete, spesso faticose. E comprendo che è davvero una grande occasione per testimoniare loro la positività della vita anche nei momenti più difficili, per dire loro che la Speranza – quella vera – la si può trovare e riporre solo in Gesù. Ed così che l’ultimo venerdì del mese, giorno della raccolta, è per me un giorno di festa, di condivisione e di amicizia.
Claudia

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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore nazionale

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