Divertimento in Caissa n.12

A che punteggio di ELO scacchistico può arrivare un essere umano? Il campione del mondo in carica, Magnus Carlsen non lo sa. Ma in una delle interviste che gli hanno fatto dopo essersi riconfermato campione (nei primi giorni dello scorso dicembre) ha detto che gli piacerebbe superare i 2900 in pianta stabile. Sarebbe un record storico. Nessuno prima di lui ci è mai arrivato, nemmeno i grandi cannibali della storia come Bobby Fischer, che non superò mai i 2800, o Garry Kasparov, il cui record fu di 2851.

Carlsen, da parte sua, ha stabilito il record di 2882 per 2 volte: nel maggio 2014 e nel settembre 2019 – considerando che le liste ufficiali della Fide, la Federazione internazionale, vengono rinnovate a cadenza mensile (anche se soltanto dal 2013 perché in precedenza i rinnovi erano meno frequenti, usandosi metodi manuali invece dei computer). Va detto che superare i 2900 ELO non è impossibile per gli esseri umani. In un singolo torneo l’hanno superata ormai in molti – 4 soltanto nell’anno solare 2021 considerando che, causa pandemia da Covid 19, nei primi mesi dell’anno si sono disputati pochi eventi di alto livello. Quando succede quel caso, si parla di performance.

Il 1° nell’anno a riuscirci è stato Sam Shankland, nel mese di giugno a Praga: fece 2905 grazie a 5 vittorie e 2 patte. A settembre, a Struga in Macedonia del Nord, si è disputato il Campionato Europeo per club, e Kirill Alekseenko lo ha vinto con i russi del Medny Vsadnik, contribuendo con 5 vittorie e 1 patta e performance di 2982. Il 3° è stato, a novembre, Alireza Firouzja, fenomeno di 18 anni d’età, con la performance più impressionante: 3015 grazie a 7 vittorie e 2 patte al Campionato Europeo per nazioni delle terme di Catez, in Croazia. Con lui la Francia ha ottenuto la medaglia d’argento finale.

L’ultimo in ordine di tempo a superare i 2900 ELO è stato, ehm, sempre lui, Carlsen, al match per il Campionato del mondo che si è svolto a Dubai a partire dallo scorso 26 novembre e programmato fino al 16 dicembre – se ci fosse stato bisogno di disputare tutte le 14 partite a cadenza classica e le successive di playoff a varie cadenze veloci. Ma è terminato prima. Il campione ha mantenuto il suo titolo sconfiggendo entro l’11ª partita Ian Nepomniachtchi, con 4 vittorie e 7 patte e performance di 2985.

Peraltro Carlsen ha detto che, dopo aver vinto il 5° match con titolo mondiale in palio per lui è una questione di stimoli: dopo oltre un decennio di predominio nelle liste ELO e centinaia di partite vinte con i più forti al mondo, a motivarlo è il confronto con nuovi avversari. E, appunto, alzare ulteriormente il livello della performance.

Umana, perlomeno.

Per arrivare all’elo dei computer, i più forti dei quali si aggirano nei dintorni dei 3500 elo, occorrerà lavorarci ancora un po’.

(Divertimento in Caissa è una column, come usa nei giornali internazionali, dedicata agli scacchi – di cui Caissa è la musa immaginaria e ispiratrice. Sarà aperiodica, legata agli eventi principali dell’evoluzione del gioco soprattutto di alto livello ed elettronico. Ma parlerà anche di altro… del senso dell’intelligenza, magari. Se mi verrà in mente)

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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