C’è anche domani”. E’ sempre stato questo il motto del Presidente Ennio Doris morto improvvisamente la scorsa notte all’età di 81 anni. Diceva Joan Baez: “Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora”. Così, guardando all’esperienza umana e professionale di questo grande uomo si può affermare che la sua è stata una esistenza vissuta fino in fondo.

Lascia due figli e 7 mipoti

Ennio Doris era nato a Tombolo (Padova) il 3 luglio del 1940. “Per oltre 40 anni – si legge in una nota – è stato indiscusso protagonista della grande finanza italiana nonché imprenditore, banchiere e fondatore di Banca Mediolanum, una delle più importanti realtà del panorama bancario nazionale presente anche in Spagna, Germania e Irlanda“. Sposato dal 1966 con Lina Tombolato, Doris lascia i figli Massimo e Sara e 7 nipoti: Agnese, Alberto, Anna, Aqua, Davide, Luna Chiara e Sara Viola. Nel 1992 gli viene conferita l’onorificenza di ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica e nel 2002 quella di Cavaliere del Lavoro. Sempre nel 2002 consegue il master honoris causa in Banca e Finanza della Fondazione Cuoa. 

Dal 2000 al 2012 Doris è stato consigliere di amministrazione di Mediobanca e di Banca Esperia. Dal 1996 amministratore delegato della holding Mediolanum fino al 2015, anno della fusione per incorporazione in Banca Mediolanum. Fino allo scorso 3 novembre, Doris ha ricoperto la carica di presidente di Banca Mediolanum, per diventare presidente onorario a seguito di una delibera assembleare. Doris era anche presidente onorario della Fondazione Mediolanum Onlus.

La fede in Dio di Ennio Doris

Ma Ennio Doris è stato anche un uomo che ha coltivato e vissuto profondamente la sua fede in Dio al punto che, in una intervista di qualche tempo fa, aveva avuto modo di testimoniare quanto questo aspetto dell’esistenza fosse fondamentale per la sua. “Sono nato nel paese dove da giovane fu curato il futuro san Pio X, appena ordinato prete. La parrocchia mi mandò a una scuola di formazione politica a Treviso affinché imparassi la differenza fra democrazia e comunismo. Infatti, diventai assessore della Dc. I miei miti sono De Gasperi e don Sturzo. Veneravo Pio XII, così alto e magro da sembrare puro spirito. E Karol Wojtyla […] Tra Dio e mammona, ho sempre messo al primo posto Dio. Il denaro è solo un mezzo. Come il coltello: può uccidere o diventare il bisturi che salva”.

C’è anche domani”. Diventa così, già oggi, la preziosa eredità culturale non solo per tutto il Gruppo Mediolanum, ma anche per ognuno di noi certi che, in modo misterioso ma certo, anche lui sta vivendo una nuova avventura sperimentando che quella promessa che lui rivolgeva ai suoi clienti “disegnato intorno a te” e, da un certo punto di vista, analoga a quella che il Buon Dio fa ad ognuno di noi. Il 25 dicembre sarà Natale ma già oggi, per il Presidente Doris, è il dies natalis perché come ricordava il comunicato di Banca Mediolanum si è conclusa la sua vita terrena ma, mi permetto di aggiungere, è iniziata quella eterna.

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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore e influencer sociale su Socialbg

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