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Pepito Sbazzeguti

Quest’anno dovrebbe concludersi finalmente la progettazione della variante Paladina – Villa d’Almè, ultimo tassello mancante per completare l’anello intorno alla città di Bergamo già previsto per Italia 1990. I lavori fino a Paladina invece, dopo vari rinvii e ritardi, sono in corso e procedono sotto gli occhi di tutti i pendolari e villeggianti.

Il tratto finale, inizialmente previsto per un costo di circa 90 milioni, secondo dei progettisti, che stanno concludendo il proprio lavoro, arriverà a costare circa 420 milioni, più di 4 volte quanto inizialmente previsto, per un tracciato complessivo di 6,5 chilometri di cui 4 in galleria. Un costo al chilometro di circa 65 milioni. Non poco: insomma per levare il tappo alla Valle Brembana e a San Pellegrino si stima occorra quasi mezzo miliardo di euro.

Proviamo a fare un confronto con altre opere pubbliche. Il nuovo ponte San Giorgio di Genova, costruito sulle macerie del ponte Morandi, con una campata lunga un chilometro è costato poco più di 200 milioni di euro. L’autostrada Bergamo-Treviglio, con un tracciato di 15 chilometri, dovrebbe costare tra i 350 e i 400 milioni di euro. Il collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio, 5 chilometri di binari più la stazione di arrivo, ha un costo stimato in 170 milioni di euro.

La variante della statale del Tonale, tra Trescore ed Entratico, 5 chilometri di sviluppo, ha un costo di progetto pari a 125 milioni. C’è anche il raddoppio ferroviario tra Ponte San Pietro e Montello, passando per Bergamo; secondo Rete Ferroviaria Italiana il costo si aggirerà sui 300 milioni. La variante di Zogno, di cui sono ripresi i lavori, ha un costo di circa 60 milioni. La riqualificazione in corso del tratto tra Treviolo e Paladina ha un costo che si aggira sui 40 milioni.

Quindi, facendo i conti sulla carta del formaggio e considerando solo le opere viabilistiche e infrastrutturali, in Bergamasca ci sono opere in realizzazione o da realizzare per circa un miliardo e 100 milioni di euro. Mentre solo per sistemare il tratto da Paladina a Villa d’Almè ne servirebbe più di un terzo. Finanziamenti sicuramente non facili da reperire. Infatti se per la variante di Trescore e il collegamento ferroviario di Orio parte delle risorse sono già stanziate e altre sono attese dalle Olimpiadi del 2026, per tutte le altre infrastrutture la partita è aperta. Ultima opera ma non meno importante da realizzare e da aggiungere alla lista, che però dovrebbe già essere interamente finanziata, è la riqualificazione dello svincolo autostradale di Bergamo.

Dopo questa veloce carrellata resta da domandarsi se il bypass dei Colli e del Canto Alto non possa essere realizzato con un progetto più economico di quello su cui la Provincia di Bergamo sta lavorando. Più economico e più facilmente finanziabile, quanto basta ad esempio per non attendere Italia 2090!

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