I risultati delle elezioni 2018 dicono, per la seconda volta in 5 anni, una parola sola: stallo. Un partito al vertice per numero di voti, ma non abbastanza per governare. Un centrodestra fatto da tre partiti, messi insieme con la colla, ma che per pochissimo non ha i numeri per Palazzo Chigi. Un Pd che… va beh, dai, il risultato si commenta da se. OK, la legge elettorale fa paura e si sapeva avrebbe generato un pantano, ma vorrei sottolineare che mai come negli ultimi anni (devastati dalla crisi del 2008 e già indeboliti dal rapporto debito/PIL da iniziò 2000) i cittadini italiani si sentono divisi. Sia negli interessi privati che in quelli pubblici. Sono finiti gli anni del compromesso storico e della lira come parafulmine del potere d’acquisto dei redditi bassi. In una condizione del genere e col debito che ci mangia ogni possibilità di crescita, gli interessi dei singoli cittadini sono mai come ora in conflitto tra loro. E qualsiasi partito che parla di “bene comune” lo fa ben sapendo che è una teoria che non si può mettere in pratica. Non cede di un millimetro il pensionato con i suoi diritti acquisiti, non cede l’artigiano che vuole pagare il minimo possibile di tasse, non cede il dipendente pubblico che vuole stipendi da ditta privata ma regolamenti da Partita Iva.


Non cede il dipendente privato che vorrebbe gli aumenti salariali automatici e senza legarli alla produttività della singola azienda. Non cede l’imprenditore che non vuole far partecipare le scelte aziendali ai suoi dipendenti bensì essere sempre solo al comando. In sintesi l’attuale panorama politico è lo specchio dei punti di vista degli italiani. Come dicevo sono passati 5 anni e l’unico che ha avuto il coraggio di fare delle scelte è stato il governo Monti. Che siano state impopolari è sotto gli occhi di tutti, ma se dobbiamo ancora credere al “bene comune” con tutti gli interessi contrapposti che abbiamo appena descritto, mi sembra pura utopia. Adesso stiamo per incamminarci sulla via di una democrazia vuota, scialba e decisamente ingarbugliata, fatta di molte teste e molte anime come lo sono certe assemblee di condominio. Chi vi scrive non ha problemi ha dichiarare il proprio voto al Pd, ma visti i risultati avrei fatto meglio ad aderire al “metodo Montanelli”: due dita a turare il naso e voto al centrodestra solo per farlo arrivare al 40% e avere un Governo che governa. La memoria io ce l ho. I mercati non hanno mai avuto pietà, ne al tempo della Repubblica di Weimar ne 5 anni fa.

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Autore

Davide Bettinelli

Nato a Trescore nel 1982. Diplomato alla "Pesenti". Occupazione operaio metalmeccanico. Membro del consiglio di fabbrica per la CISL dal 2006 al 2014. Calcio CSI dal 2003 al 2009. 1° posto Endenna gruppo di campionato 2007-2008 Arbitro CSI dal 2009 al 2011. Presidente calcio a 5 CSI dal 2010 al 2013 della Mirafiori. 1° posto gruppo E nella stagione 2011-2012. 1° posto torneo Epifania a Berbenno nel 2011. Tennis a livello amatoriale dal 2013 al 2017. Miglior risultato quarti di finale torneo Quarenga 2016. Iscritto al PD dal 2010

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