Da che parte sta la festa? Dalle parti degli “azzurri” o dalle parti del virus? Beh, da tutte due le parti. Ma alla fine, purtroppo, a gioire di più e a vincere sarà ancora una volta il virus. Per il semplice fatto che aspetta la grande occasione per “rianimarsi” e diffondersi esponenzialmente. Non sia mai che il vero vincitore degli “Europei 2020” sia proprio lui sua maestà covid19 , tornando a seminare il panico per tutte le contrade del nostro vecchio continente.  E la grande occasione ancora una volta (come già l’estate scorsa avvenne con le discoteche) gliela abbiamo fornita noi. Italiani e non. Ammassandoci beatamente per vedere gli “europei” e scendere in piazza ad ogni vittoria, fregandocene della mascherina, calciatori e dirigenti compresi (e tanti anche del vaccino). Tanto ormai… 

Basta veramente poco, un pallone nella fattispecie, per buttare lontano esperienze ancora fresche di dolore e di morte. Basta poco a farci dimenticare buoni propositi di responsabilità e osservanza delle norme sanitarie. Così, come sempre ormai, la superficialità e la lucida follia di una minoranza riverserà conseguenze negative e restrittive su tutti. L’infantile voglia di esibire tifo e esuberanza festaiole costringerà tutti a limitare la libertà della vita quotidiana. Altro che festa. La gioia e l’esultanza di pochi giorni creerà pericoli e limitazioni per settimane e mesi. Già si parla di quarta ondata, addirittura di terza dose di vaccinazioni. Del resto l’indice di contagiosità è in preoccupante risalita.  E allora eccoci di nuovo con le zone gialle, rosse, arancioni.

Tanto odiate e denigrate dalla solita minoranza festaiola e benpensante, compresi i trombonisti della videocrazia salottiera, parolaia e commerciale. Anche se persino un bambino può prevedere che tra una decina di giorni contagi e ricoveri torneranno ai grandi numeri e la festa sarà finita nel pallone. Tutti vogliamo tornare a vivere come prima del covid. Ma tutti dobbiamo (dovremmo) fare qualcosa perché ciò accada. Invece. C’è sempre qualcuno fuori dal coro a contestare, protestare, rivendicare diritti, autodeterminazione, libero arbitrio. Giusto. Ma rivendichiamo anche i doveri, una volta tanto. Doveri di ognuno di noi (ognuno) nei confronti di tutti. Siamo in democrazia certo. E speriamo di restarci sempre. Ma perché è così difficile capire che la libertà di fare quello che vogliamo, termina nel momento in cui danneggiano qualcuno o gli “altri”?

La cosa più importante di tutte è la salute individuale e collettiva. Così dicono. Poi però… Prima viene il divertimento, la voglia di vivere, il pallone, i giovani. I giovani. Proprio loro che per mesi hanno reclamato il diritto alla scuola, alla socialità, all’abolizione della dad. Bravi. Tra poche settimane tornerete nelle vostre aule, coi vostri compagni e compagne, con le lezioni in presenza. Tornerete. Ne siete sicuri? Sarà difficile se continuate a pretendere la movida in totale assenza di regole e mascherine. Almeno, e ditelo soprattutto ai vostri genitori e ai loro comitati tanto solerti a sostenervi nelle proteste e poco attenti a educarvi alla libertà rispettosa degli altri, almeno aiutateli a prendere coscienza che l’emergenza sanitaria è tutt’ora in atto e che le minime regole di convivenza sociale debbono essere rispettate da tutti. Il futuro è vostro, il mondo è nelle vostre mani. Tutto vero.

Ma il vostro futuro rischia di essere un futuro che nessuno osa descrivere veramente. Prima occorre sconfiggere un male invisibile e feroce al tempo stesso. Un male in grado di interrompere i nostri sogni come già avvenuto in questi ultimi 17 mesi. In grado di obbligare gli adulti che governano a ripristinare la dad e tante altre limitazioni della libertà individuale e collettiva. Altrimenti la qualità della vita che abbiamo raggiunto nel terzo millennio rischierà di tornare bruscamente indietro nel tempo. Meglio fare ancora qualche sacrificio o godersi l’estate appassionatamente? Meglio vaccinarsi o credere che ormai il peggio sia passato e non tornerà? Qualcuno, anche autorevole, vista la pandemia mondiale e il coronavirus che se ne frega di festeggiamenti, discoteche, partite di pallone, party, movide, qualcuno sarebbe favorevole al vaccino obbligatorio. Come obbligatorio, ad esempio, è il divieto di alcool per guidatori e piloti. Domanda per tutti, giovani e anziani: salireste in macchina di un amico ubriaco? Salireste su un aereo o su una nave il cui pilota beve whisky per rilassarsi? Allora non ci resta che piangere.

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