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Sicurezza: il Grande Fratello di Almè è cieco?

Bruno Silini

Se non è del tutto cieco il Grande Fratello di Almè soffre di gravi problemi di vista. La contestazione sull’efficienza degli occhi elettronici che controllano i movimenti dei cittadini in 46 punti del paese (un numero record vista l’estensione ridotta del territorio con meno di 2 chilometri quadrati) giunge dalla Lega Nord, in minoranza in Consiglio comunale.


sottopassoSul loro foglio di informazione politica “I ria i nòsc” affondano un colpo avvelenato al sindaco Luciano Cornago (lista civica “Insieme per Almè) sul tema quanto mai in auge della sicurezza del territorio. In modo particolare l’articolo sugli scudi “Sicurezza ad Almè: solo vuote parole!” prende di mira gli “acquisti municipali” destinati al controllo elettronico tra i quali gli ultimi effettuati (15.000 euro di spesa) per sorvegliare il sottopasso della “Villa d’Almè-Dalmine” tra via Volta e via Papa Giovanni XXIII.

Avere 46 telecamere (di cui molte spente oppure non funzionanti) che non vengono guardate da nessuno serve davvero a poco!”. “Inoltre – continua la stoccata arrivata nelle case dei cittadini – ci sarebbe anche da specificare dove queste telecamere sono posizionate. Quando ce ne sono nove dedicate alla sorveglianza di un sottopasso ci si chiede quante sono dedicate al controllo delle vie di quella zona dove i cittadini risiedono? Risposta: zero telecamere”.

La polemica al vetriolo, di fatto, inaugura una campagna elettorale amministrativa (si va alle urne probabilmente in estate) che mostra tutti i sintomi di una battaglia politica tutt’altro che passeggera e incolore. Voci ben informate parlano addirittura di quattro liste in gioco con il probabile ritorno in campo di un ex sindaco e la ricandidatura di Cornago non data per certa.

Il Carroccio gioca d’anticipo colpendo la vigilanza elettronica uno dei fiori all’occhiello dell’attuale primo cittadino. “E che dire del caso dei vandali – prosegue lo scritto – che hanno devastato le staccionate (posate da un paio di giorni) nella zona del centro sportivo? Dove erano le mitiche telecamere elogiate dai media? Sciacquarsi la bocca con esternazioni lusinghiere è un gioco che vale la candela in termini elettorali, ma non risponde di certo alle esigenze di sicurezza dei cittadini di Almè che chiedono prevenzione sul territorio e rispetto delle leggi per quanto riguarda, per esempio, accattonaggio e spaccio. Quando un territorio è curato e presidiato costantemente sono gli stessi criminali a cambiare area”.

Il mini pamphlet padano sembra aver colpito nel segno tantoché il sindaco è su tutte le furie. Con il comandante Nicola Filippetti della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni di Almè e Villa d’Almè ha firmato una missiva esposta lunedì nelle bacheche pubbliche del paese. “Le telecamere del Comune di Almè, come del resto quelle installate a Villa d’Almè, sono tutte regolarmente accese e funzionanti, coperte da un contratto di assistenza tecnica finalizzato al mantenimento efficiente dell’impianto. Inoltre la zona a Sud del centro sportivo, in cui si è verificato il danneggiamento della staccionata, non è videosorvegliata e lo stesso manufatto non è di proprietà comunale ma è stato acquistato e posizionato dal Parco dei Colli”.

Infine la chiosa finale: “Spero comprendiate questa doverosa precisazione con preghiera di non diffondere notizie che non corrispondono al vero perchè ne va di mezzo la serietà e l’onorabilità dei componenti del servizio di Polizia Locale”. La Lega Nord, consapevole di aver colpito nervo scoperto dell’amministrazione Cornago, agirà di conseguenza portando in Consiglio comunale opportune interrogazioni. (Bruno Silini)


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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