Vedo che alcune giornaliste hanno preso gusto nel trattare la vicenda Diakonia e dintorni. Facciano pure il loro mestiere, insieme al giornalista (?) Giordano, evito di dare giudizi, perché ognuno può constatare la non trasparenza di questa stampa e dei media in generale. Vorrei poi sapere chi, illegalmente e probabilmente facendosi pagare, lascia che escano notizie che nemmeno gli indagati conoscono.



Anche la stampa e la comunicazione nel nostro Paese non sono così trasparenti e liberi come vorrebbero farci credere. Stipendiati per far vendere qualche copia in più ai loro giornali, nella speranza che divulgare e gonfiare storie che fanno piacere all’editore consenta loro di mantenere il posto di lavoro (?). Ma tutto questo in Italia non si può dire, perché il diritto di parlare è riservato a poche persone, nonostante riteniamo di essere in una democrazia: schizzare fango sulle persone sembra sia uno sport ormai passato in giudicato, possibilmente anche aiutati da alcuni introdotti nella Magistratura e nelle squadre inquirenti… Questo intreccio schifoso e letale non lo denuncio solo ora perché riguarda alcuni miei confratelli, ma da tempo ne parlo. Inutilmente…



Se i giornalisti, lo dico per tutti, invece di cercare notorietà nei titoloni per guadagnare quattro soldi, fossero andati in Caritas e al Patronato e poi avessero fatto un giro a Antegnate – magari erano occupati a bersi qualche drink – avrebbero immediatamente capito che gli uomini e l’ambiente erano ben diversi. Ritengo che questa sia una grande mancanza dei giornalisti da quattro soldi a cui purtroppo siamo abituati, e non lo dico solo a alcuni, è una riflessione per tutti. Ci sarebbe anche da fare una lunga riflessione sulle collisioni Istituzionali alle quali assistiamo ultimamente anche a Bergamo e che rivelano una grande ignoranza costituzionale sulla distinzione dei poteri in democrazia. La cosa mi preoccupa molto… Non sono un esperto, suggerisco una riflessione urgente a chi è più esperto di me.



In ultimo, volevo fare ammenda per la mia non conoscenza. Non sapevo che tra i possibili implicati in questa pruriginosa vicenda ci fosse anche don Massimo Maffioletti. Io e Massimo ci siamo conosciuti in Seminario molti anni fa, ci siamo ritrovati a collaborare per breve tempo in Seminario, poi abbiamo preso strade diverse. Per quanto io abbia conosciuto Massimo, devo dire che è uomo, credente e prete di una grande sensibilità spirituale e culturale. Si impegna moltissimo per la sua comunità, è sempre generoso con chi ha bisogno. Siamo in percorsi culturali diversi, ciò non toglie che io lo stimi e che, in questi giorni, gli sia molto vicino. Non so, qualcuno mi diceva che a pensar male si va contro il Vangelo però si indovina… Qualche pensiero lugubre in questi giorni mi ritorna nel cuore. Ho l’unica speranza che tutti, con la rectitudo di cui parla sant’Agostino, facciano onestamente il loro lavoro e non siano guidati da altro. Lo spero davvero!
Buona serata.
James

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