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Redazione Socialbg

L’intervista al candidato sindaco Stefano Vivi (51 anni, avvocato) in campo per le elezioni amministrative 2020 a Sorisole con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia per Un Paese Migliore 


Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?
Ho accettato la richiesta di ricandidarmi avanzata dal nostro gruppo. La soddisfazione dei nostri cittadini per le tante cose fatte e la voglia di consolidare i miglioramenti del nostro paese, sono ciò che ha determinato la mia decisione.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Entusiasmo, concretezza, capacità di ascoltare.

Di cosa va fiero d’aver realizzato in questi cinque anni di sindaco?
Sono molto contento di essere riuscito a ristrutturare tutto l’ex municipio, dando una casa al Corpo Musicale di Sorisole, ma anche a tante associazioni, dando al paese una bella biblioteca nuova, studi medici nuovi, ufficio postale nuovo, ma anche creando una sede per l’associazione dei pensionati di Petosino che ne erano privi, e facendo arrivare i Carabinieri nel nostro paese in una sede provvisoria.

Un parte di chi l’ha sosteneva 5 anni fa l’ha abbandonata. Cosa è successo?
Strada facendo qualcuno ha pensato di prendere strade diverse o di seguire ambizioni personali. Non voglio dire altro perché trovo inelegante riferirmi a singoli in senso negativo, come Virgilio a Dante: “Non ragioniam di lor ma guarda e passa”. Il gruppo che però ha lavorato sodo in questi anni consentendoci di raggiungere i risultati che tutti possono vedere, è tutto ancora in lista, affiatato e molto carico e politicamente granitico. All’originaria alleanza tra Lega, Forza Italia e la civica Un Paese Migliore si sono aggiunti gli amici di Fratelli d’Italia. Si è trattato quindi di un arricchimento della compagine amministrativa.

Cosa manca a Sorisole che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Il paese, pur con tutti gli interventi fatti, necessita ancora di alcune cose, che abbiamo inserito nel programma e che contiamo di realizzare. Sotto il profilo della viabilità serve un intervento importante per creare una rotonda in uscita da Petosino verso Bergamo ed eliminare il semaforo sulla provinciale (verso Almè invece la rotonda è già prossima al via, i lavori inizieranno a breve). È importantissimo anche procedere all’allargamento della via Roccoli con l’inserimento di una pista ciclabile e del marciapiede. È poi importante dotare il paese di un nucleo di Protezione Civile. L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto impone di dotarsi di questo presidio di sicurezza per fronteggiare ogni futura necessità. È necessario anche un punto di guardia medica, e lavoreremo per averlo sul territorio. Lavoreremo anche per il recupero dell’area del Gres, serve un’area produttiva di qualità e pulita che dia slancio allo sviluppo del territorio, integrata con un’area sportiva, residenziale e commerciale di vicinato. È importante anche che i comuni coinvolti si impegnino a realizzare quanto prima la nuova caserma Carabinieri, che ha competenza su un bacino di 36.000 abitanti circa. Come comune più grande della giurisdizione ci faremo promotori dell’iniziativa. Mancano due nuovi scuolabus elettrici, che andremo ad acquistare per sostituire quelli vetusti, e molte altre cose minori che abbiamo inserito nel nostro programma, ampio e dettagliato ma realizzabile.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Un paese operoso e generoso, dalla forte identità e che gode della fortuna di essere immerso in una natura meravigliosa. A Sorisole passato e futuro coesistono in un equilibrio raro, e tutto questo lo rende un posto delizioso in cui spendere la propria esistenza.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Sotto il profilo operativo è certamente una elefantiaca burocrazia sovracomunale. L’Italia ha un disperato bisogno di rapidità, efficienza e snellimento delle norme.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale?
Svolta la doverosa premessa che i servizi sociali comunali hanno sempre operato in modo efficace, sono dell’opinione che la marginalità sociale, intesa nella sua accezione sociologica classica, si combatta creando sviluppo e lavoro, ma anche cultura e conoscenza. Un territorio produttivo e contemporaneamente ricco di cultura costituisce un ambiente sociale nel quale l’emarginazione non trova terreno fertile.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Per l’ispirazione, certamente Carlo Cattaneo, iniziatore del pensiero federalista in Italia. Oggi senza dubbio il nostro Matteo Salvini, che sa interpretare il presente in modo chiaro e determinato. Un uomo sempre diretto, autentico e coraggioso.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Di guardare quello che abbiamo fatto nell’ultima amministrazione e di leggersi i programmi depositati dalle diverse liste. Vedrà che il nostro è frutto di un serio lavoro di verifica delle esigenze del paese, proposto da una squadra compatta e rappresentativa delle diverse fasce della popolazione, nessuno escluso. Noi ci siamo, con idee chiare e senza chiacchiere.

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