Firma e scrittura di Giovanni Falcone (magistrato siciliano ucciso dalla mafia 30 anni fa nell’attentato di Capaci), risultano uguali tra loro. Non presentano cioè senza alcuna differenza grafica. Questo indica una personalità coerente, ossia ciò che dice fa e questo forse non è gradito a tutti.

La semplicità e la voglia di crescita caratterizzano il suo operato dove la capacità di prevedere situazioni anche complesse e di trovare il bandolo della matassa per risolverle con semplicità e saggezza sono doti per lui naturali (vedi chiarezza delle lettere e rigo ben delineato, senza sbalzi né in alto né in basso). Egli porta avanti la professione con idealità e linearità, essendo persona che non adotta né forme di narcisismo né di astuzia. Il suo motto sembra essere: “Avanti con le proprie idee costi quel che costi”.

È anche vero che persone così impegnate fanno paura a chi non è etico né lineare. Giovanni Falcone ha saputo scrutare con sagacia la realtà giudiziaria, portando avanti il proprio lavoro con logica consequenziale, seguendo il suo sentiero passo dopo passo, senza scossoni né sobbalzi emotivi. Egli ha fatto tremare chi tramava, poiché per lui era essenziale assolvere il proprio mandato, arrivando alla radice delle cose con competenza e senso di giustizia, peraltro in lui assai radicato. Ce lo dice il suo modo di scrivere con una grafia parca, lineare e semplice, con un’energia vitale ben distribuita, senza scosse e priva di alcuna forma di rigidità, ma in piena armonia.

Persona consapevole delle proprie responsabilità, è stato capace di risolvere le complessità con acume e calma, ma anche con intelligente vigoria, indice di una personalità “sana”. Come direbbe Fromm, egli ha saputo affrontare la realtà con consapevolezza, dote che ha come fine la Verità.

È proprio per amore della verità che egli ha sacrificato sé stesso, dimostrando di essere uomo di alta levatura etica e professionale.

dr.ssa Evi Crotti
psicopedagogista e scrittrice, esperta di grafologia

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