Il primo vagito del neonato è il primo grido di stupore che voce umana emette fin dal suo apparire sulla terra. E’ un atto, sebbene inconscio, di acclamazione di fronte al mondo, di presenza all’universo, ma esso implica un turbinio di connotazioni: il suo io, che col tempo crescendo andrà esplorando il dentro di sé e il fuori di sé, affermerà due elementi base: il soggetto e l’oggetto. Io – Tu. Ma se ci poniamo la domanda teorica: qual è l’elemento tra tutti che sta alla base, alla radice di ambedue i mondi? Non rimane che rispondere l’essere. Tutto l’universo, tutti gli uomini, tutti gli enti della terra hanno come denominatore comune l’esistere, l’ESSERE, di cui tutte le cose si appropriano di una parte. Questa è la prima, assoluta, indispensabile categoria che si pone per se stessa, la condizione prima perché se ne possa parlare, predicare appunto. Anche se Kant ha avuto molto da dire in proposito. Già San Tommaso aveva risolto con un’affermazione illuminante la dialettica tra il soggetto che conosce e l’oggetto conosciuto: “Adaequatio rei et intellectus”, che vuol dire in breve: adeguamento, adattarsi della mia mente alla cosa che sta fuori. Riemerge naturalmente la solita questione, che io conosco secondo i canoni della mia mente. Ma gli antichi dicevano anche secondo le “categorie” o se vogliamo dire, le classi con cui io raggruppo le cose.


Queste caselle non sono mille, ma sono state dichiarate otto in modo preciso. Poi Aristotele per amore del 10, numero perfetto, ne ha voluto aggiungere due. Vediamole tutte. La prima è la Sostanza: non è conoscibile dai sensi , però è la ragion d’essere di ogni cosa. La Sostanza è l’unità cui fa riferimento il tutto., es. l’albero ha dentro di sé un qualcosa di primo su cui si appoggia il resto: il tronco, le foglie, la forma e poi vedremo che si colloca in un luogo (spazio) ed è nel tempo. Da qui alcuni modi di dire: in sostanza, veniamo alla sostanza, questo discorso ha sostanza ecc… Le altre categorie? Eccole: Qualità, Quantità, Azione e Passione, Relazione, Tempo, Luogo, Spazio. Questo elenco permette le modalità con le quali si presentano a me, di cui però ci occuperemo la prossima volta. La conoscenza è l’unica via, la porta obbligata che ci permette di entrare nel mistero, ma anche per essere umili. Umile è una parola che significa: basso, da humus, terra. Con umiltà dunque ci addentreremo nel conoscibile, perché l’umiltà non è disprezzo gratuito di sé, ma riconoscimento del proprio posto che significa essere noi un ente tra gli enti, sebbene singolare. Diceva Pascal: “L’uomo è una canna che si piega al vento, ma una canna che pensa”. (Le puntate precedenti)


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Autore

Giovanni Battista Paninforni

Bergamasco, classe 1941. Fondatore e Presidente di Noesis, libera associazione per lo studio e la divulgazione delle culture filosofiche.

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