Alle 6 del 6 ottobre Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale, coordinati dalla Questura di Bergamo, sono entrate nei locali della cascina Ponchia di Monterosso, occupata arbitrariamente dal 13 dicembre 2013, per dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo adottato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bergamo e restituire l’immobile al Comune di Bergamo. Le modalità dell’intervento erano state concordate nel corso di una recente riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto.

“Un grande grazie alle Forze dell’Ordine, alla Questura e alla Prefettura, che hanno finalizzato stamattina il grande lavoro svolto nei mesi scorsi. Ora iniziamo il lavoro per restituire l’immobile alla città con un progetto di grande valenza sociale”: così la Giunta comunale commenta lo sgombero eseguito questa mattina. “Proprio da una denuncia dell’Amministrazione comunale è partito l’iter che ha portato all’operazione di questa mattina da parte delle Forze dell’Ordine. Un particolare ringraziamento anche alla Procura di Bergamo, che ha coordinato la procedura di indagine adottando il provvedimento che ha consentito il ripristino dello stato di legalità.”

All’interno della cascina, al momento dell’ingresso delle forze dell’ordine, non c’era nessuno. In queste ore sono in corso le operazioni per sigillarne gli ingressi.

Dopo essere stata abbandonata nel 1997, la cascina fu inserita nella lista dei beni da vendere a privati durante l’Amministrazione Tentorio: fu occupata nel 2013 e nel 2015. La Giunta Gori la tolse dal mercato per individuare un percorso che potesse consentire la sua valorizzazione. Il progetto per la sua ristrutturazione è stato presentato tempo fa dal Comune di Bergamo e dalla Cooperativa Ruah: un piano di investimento di oltre un milione di euro per un progetto di housing sociale destinato a donne, con o senza figli, in situazioni di disagio abitativo. I nove alloggi che verranno ricavati dalla ristrutturazione dell’edificio potranno accogliere fino a 29 persone, che all’interno della Cascina seguiranno percorsi di accoglienza e integrazione sociale studiati insieme agli operatori a seconda dell’intensità del bisogno delle ospiti e del loro eventuale nucleo.

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