Home VITA BERGAMASCA HINTERLAND Faccio il… MAESTRO DI KARATE. Ezio Milesi di Villa d’Almè si racconta

Faccio il… MAESTRO DI KARATE. Ezio Milesi di Villa d’Almè si racconta

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maestro di karate ezio milesi
Ezio Milesi alla BLACK BELT CUP svolta a Bergamo a fine gennaio

Il maestro di karate Ezio Milesi, 47 anni, insegna arti marziali da almeno 15 anni. Ha collezionato oltre 400 podi in dieci anni. Al Club Bushido Almè (letteralmente “la via del guerriero”), presso le piscine Stile Nuoto Quadri, prepara 45 allievi provenienti da tutta la Bergamasca.



Parlaci un po’ di te. Chi è Ezio Milesi?
Un uomo come tanti. Sposato, una famiglia meravigliosa. Vivo a Villa d’Almè e lavoro come manutentore alla San Pellegrino. Amo tutto quello che si può definire sport, tifo la DEA e pratico le arti marziali in particolare il karate.

Come è nata la tua passione per il karate ? E poi come l’hai coltivata? I tuoi successi?
La mia passione per il karate è nata per caso. Praticavo molti sport ma senza avere obbiettivi ben precisi. Dopo un intervento alla spalla destra ho deciso di provare il karate. I miti di Ken Shiro e Dragon Boll mi hanno stimolato molto e, soprattutto, quando andavo in palestra vedevo quei bambini fare cose meravigliose e così mi sono buttato nella mischia. Il maestro Gianpaolo Ballerini mi ha subito inserito nel gruppo e vi garantisco che non è stato facile. Poi durante una partita di pallavolo mi sono rotto il crociato della gamba sinistra e per ben quattro anni ho portato il tutore procurandomi varie lussazioni molto dolorose. Così mi sono sottoposto all’ennesimo intervento ed è stato proprio questo che ha cambiato la mia vita. Ho cominciato a gareggiare con il mio amico Angelo Sigismondi nel CSI di Bergamo per dare uno stimolo ai ragazzi della nostra scuola. Dopo pochi anni diventata una vera ragione di vita. Ho gareggiato a livello internazionale vincendo in varie competizioni sia nel kata che nel kumite e tutto questo grazie al mio maestro e mentore Gianpaolo Ballerini che mi ha sempre aiutato ad ottenere il massimo anche nei momenti difficili . Nel 2017 ho ottenuto un argento ed un bronzo nei campionati europei WUKF. Ho vinto 18 titoli italiani in varie federazioni, 4 provinciali e 5 regionali nel CSI. Anche ai WORLD MASTER GAMES svolti a Torino sono andato in semifinale. Contando tutto sono 400 podi in 9 anni. Sono convinto che senza l’appoggio della mia famiglia non sarei riuscito a fare nulla. Mia moglie Fabiana quando combatto è sempre preoccupata e mi aspetta a casa con ansia… ma questo fa parte del gioco.

Ti ricordi il tuo primo combattimento ? Come è andata ?
Lo ricordo benissimo. Erano i nazionali del CSI del 2014. Volevo provare il kumite. Considerato che lo dovevo insegnare come potevo farlo se non praticandolo in gara. Così il maestro Ballerini mi ha aiutato preparandomi alla gara. Quel giorno è stato meraviglioso. Ho fatto 4 incontri vincendo la finale contro un atleta molto bravo portando a casa il mio primo titolo italiano di kumite e da quel momento dentro di me si è accesa una lampadina… e non ho più smesso.

Cosa differenzia il karate dalle altre arti marziali ?
Tutte le arti marziali sono simili. Si praticano con dedizione, rispetto, fatica e sacrifici, il karate in modo particolare.

Cosa ti ha spinto ad insegnare ad altre persone ?
Penso che insegnare penso non sia da tutti. Personalmente rispetto tutti i maestri che insegnano le arti marziali perché ti porta a considerare i tuoi ragazzi come se fossero figli tuoi. Dai più piccoli ai più grandi li vedi crescere e sapere che i tuoi insegnamenti li possono aiutare anche nell’affrontare la vita quotidiana mi fa felice. Non parliamo poi delle gare che sono un insieme di emozioni talmente forti che quando arrivi a casa sei distrutto.

Come riesci a motivare, interessare e stimolare i giovani atleti? Come li tieni coinvolti? Che tipo di rapporto bisogna creare tra Maestro e allievo ?
Devi essere uno di loro. Solo cosi riesci ad ottenere il massimo: coinvolgerli con attività federali, creare il gruppo responsabilizzandoli durante gli eventi. Inoltre gareggiando e guardando i miei allenamenti mi vedono come punto di riferimento. Per questo cerco di dare loro tutto me stesso.

Sei reduce della BLACK BELT CUP svolta a Bergamo a fine gennaio. Con nove nazioni presenti, i tuoi 17 atleti hanno portato a casa 15 podi, sia nel kata che nel kumite. Una bella soddisfazione. Ce ne parli ?
Si, una esperienza bellissima di livello alto. Io stesso ho faticato ma 3 ori ed 1 bronzo hanno appagato la mia preparazione. L’anno scorso siamo andati in Slovenia a gareggiare ed anche lì tante soddisfazioni. I miei ragazzi sono fantastici quando partecipano alle gare. Si divertono sempre a prescindere dagli avversari che affrontano. E così deve essere. Per questo che mi piace il karate. Anche durante gli allenamenti alle piscine STILE NUOTO QUADRI dimostrano molto affiatamento.

Quanto conta il talento e quanto invece il duro lavoro nel perfezionarsi nel karate?
Il talento come in tutte le cose è importante, ma i veri campiono sono coloro che lo coltivano, cercano sempre di migliorarsi, soprattutto imparando dagli sbagli e andando in cerca della perfezione. Guardate, per esempio, Cristiano Ronaldo: nonostante sia un fenomeno si allena sempre dentro e fuori dal campo. Tutto questo però ha un prezzo che ti porta a fare sacrifici e rinunce: niente discoteca , a letto presto, mangiare sano, studiare ed allenarsi quasi tutti i giorni. Questa persona si chiama atleta.

Come stanno le arti marziali in Italia?
Bene. Ultimamente poi con tutte queste aggressioni, le persone si sentono spinte verso
l’autodifesa. Consiglio a tutti di provarci perché fanno molto bene: scaricano lo stress e danno un beneficio fisico non indifferente soprattutto per le donne che ne vedono di tutti i colori.

La mia generazione è cresciuta con il film Karate Kid. Visto da un esperto come era quella pellicola?
Indimenticabili Daniel San e il Maestro Miyagi. Questa è la storia di tutti i maestri che insegnano il bene del karate utilizzandolo come arma di difesa contro quei momenti negativi che ci accompagnano durante la nostra vita soprattutto nel periodo adolescenziale dove i ragazzi incontrano molti ostacoli e noi siamo lì, amici su cui possono sempre contare.

Progetti futuri?
Adesso ci sono i campionati italiani il 12 maggio a Verona. Poi a giugno si parte per Bratislava (Slovacchia) dove si svolgeranno i campionati del mondo. Speriamo in bene.

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