Nel 2021 in Italia c’è stato un boom della vendita di fumetti: quasi il doppio rispetto al 2020 e oltre 2 volte e mezza rispetto al 2019. I dati li ha diffusi l’Aie, l’Associazione italiana degli editori, in occasione del Salone del libro di Torino dello scorso maggio (ne ha parlato il blog Fumettologica, online al link: https://fumettologica.it/2022/05/vendite-fumetti-2022/).

I ricercatori dell’Aie sono rimasti un po’ stupiti del fenomeno, perché il loro focus tradizionale, quello dei libri, ha avuto nello stesso periodo di tempo un calo del 3,7% – con annesse lamentele sul fatto che gli italiani sono un popolo di semianalfabeti che appena possono evitano di leggere.

E invece, toh, i fumetti…

Ma questa notizia richiede di essere letta meglio, perché i fumetti stanno vendendo sempre di più anche nel resto del mondo. Nel mercato nordamericano (Usa più Canada) il 2021 è stato l’anno in cui i fumetti hanno venduto molto di più di ogni anno precedente, superando i 2 miliardi di dollari di fatturato (circa la stessa cifra in euro) – ne ha parlato ancora Fumettologica (al link: https://fumettologica.it/2022/07/vendite-fumetti-usa-2021/).

In Nordamerica i record precedenti risalivano agli anni ’50 del secolo scorso, quando i fumetti che andavano per la maggiore erano gli albi periodici di poche pagine, e al 1993, quando si cominciarono a stampare con continuità le Graphic Novel, ovvero i romanzi a fumetti vendute nello stesso formato dei libri tradizionali.

Oggi le graphic novel, che per formato e costi sono lette di preferenza da un pubblico adulto, sono lette di più rispetto agli albi periodici, che hanno un pubblico più giovane.

Tornando nello specifico italiano, il successo dei libri a fumetti è confermato da un dato trasversale: l’aumento numerico delle librerie specializzate nella vendita di fumetti. Tra quelle attualmente aperte nella nostra penisola, solo il 18%, meno di 1 su 5, ha aperto prima del 2000. Quasi tutte le altre hanno aperto dopo il 2011 (i dati li ha forniti Antonio Dini su MacityNet, online al link: https://www.macitynet.it/il-mondo-del-fumetto-italiano-e-social/).

Significa che intorno al fumetto si sta sviluppando una intera economia. I librai ci credono, aprono negozi e prosperano, gli editori trovano canali migliori di distribuzione, i lettori sono disposti a spendere sempre più soldi.

Significa, forse, che gli autori di romanzi sono meno capaci di scrivere storie interessanti per i lettori, mentre i fumettisti invece ci riescono molto meglio.

È un segno dei tempi.

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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