Questo non è un articolo politico. L’arrestato è coinvolto nell’inchiesta che riguarda il leader dell’Udc Lorenzo Cesa ed è un supporter del capogruppo leghista in consiglio comunale a Reggio Calabria. Resta il fatto che uno strettissimo collaboratore del commissario Domenico Arcuri, novello Bertolaso, è stato arrestato per associazione mafiosa, nello specifico ‘Ndrangheta, in un’inchiesta del procuratore Nicola Gratteri. Se ne parla poco, ma che la mafia sia arrivata anche dove si acquistano mascherine, respiratori e vaccini forse non ci stupisce, ma deve preoccuparci. E parecchio.

Non mi manca il giustizialismo di maniera grillino o la presunta superiorità morale della sinistra, ma il fatto che uomini delle cosche partecipino direttamente alle scelte più importanti per la salute pubblica qualche cosa dovrebbe dircela. Anche rispetto alla selezione degli uomini più importanti nelle scelte cruciali in questa fase ancora delicata. Tutti i giornali, per il poco che se ne sono occupati, hanno precisato che il commissario Arcuri è estraneo alle indagini. Ci mancherebbe! Evidentemente il concetto di infiltrazione mafiosa andava di moda nella stagione berlusconiana (contro Berlusconi) e oggi non è più centrale nel tentativo disperato di costruire un paese migliore e più giusti.

Comunque la notizia resta e la ripeto: tale Errigo, dipendente di Invitalia e stretto collaboratore di Arcuri nella struttura del commissario, è stato arrestato dal procuratore Gratteri per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto il leader dell’Udc Lorenzo Cesa.