Il filosofo e neuroscienziato Sam Harris ha intervistato via Skype per un’ora e mezza l’ex campione del mondo di scacchi, Garry Kasparov. Il podcast dell’intervista è disponibile su chessbase.com. La maggior parte del colloquio è stato dedicato alle recenti elezioni americane, l’influenza russa sul processo politico, il problema del declino della potenza Usa, l’ascesa di Putin e il recente mandato presidenziale di Donald Trump. Argomenti poco appetibili sicuramente per una platea scacchistica se non fosse per il livello del discorso nel quale Kasparov ha dimostrato un’eloquenza e abilità verbali davvero degne di nota “nella sua seconda lingua”.

Decisamente più interessante da un punto di vista scacchistico è la parte dell’intervista nella quale il tredicesimo campione del mondo dà opinioni indubbiamente notevoli sui motori scacchistici e sull’intelligenza delle macchine. Sam Harris l’ha così punzecchiato:Lei passerà alla storia come la prima persona ad essere stata battuta da una macchina in un passatempo intellettuale nel quale lei figurava come il membro più rappresentativo. Dunque avrà un posto speciale nella storia nonostante che quella storia sia stata scritta da robot“.  Harris aveva introdotto l’argomento ponendo l’accento su un punto importante: “Gli scacchi sono una tipica attività intellettuale, ma in verità piuttosto semplice, simile al modo per il quale la musica o la matematica possono risultare semplici. Questa è una delle ragioni per cui si hanno bambini prodigio in queste materie e invece mancano, per esempio, in letteratura, retorica politica o in altri settori differenti in senso intellettuale. Per questo la “semplicità” degli scacchi è stata una delle prime cose ad incorrere nell’Intelligenza Artificiale“.

Kasparov, incalzato da Harris, ha anticipato all’uscita a maggio di un suo nuovo libro (Deep Thinking) proprio nel ventesimo anniversario del suo secondo match contro Deep Blue, il super computer dell’Ibm. A proposito di quello scontro uomo-macchina Kasparov ha detto che dopo aver battuto il computer nel 1996 e aver poi perduto nel 1997 egli era piuttosto scocciato che l’Ibm non volesse giocare “la bella”. “E’ stata una vicenda sofferta – ha detto  – per la quale sono entrato nella storia come  il campione di scacchi rappresentativo del genere umano ad essere sconfitto da una macchina. Ma la ragione per la quale ho scritto il libro non è per sistemare vecchie questioni o per ribadire la mia versione su quell’incontro bensì per dire che non dovremmo essere paralizzati da una visione negativa del futuro preoccupandoci di machine killer e super robot che sarebbe un po’ come preoccuparsi del sovraffollamento di Marte“.

Mentre scrivevo il libro – ha continuato Kasparov – ho analizzato quelle partite con i moderni motori e ho fatto anche un esame di coscienza. Questo mi ha portato ha cambiare le mie conclusioni. Non ho scritto una lettera d’amore alla Ibm anche se il mio rispetto per il team di Deep Blue è aumentato e la mia considerazione sul mio gioco e quello di Deep Blue è diminuita.  Oggi possiamo compare un motore scacchistico per il nostro tablet che batterà piuttosto facilmente Deep Blue“.

Kasparov ha ammesso che non avrebbe oggi nessuna possibilità a battersi contro un computer. “Il problema – ha detto – che gli umani hanno di fronte è quello di non essere costanti. Noi non possiamo giocare sotto una grande pressione. Il nostro gioco sarà caratterizzato da buone e cattive mosse, non certo sviste ma imprecisioni. Esse sono irrilevanti negli scacchi “umani” ma sono molto dannose quando ci troviamo di fronte una macchina“. Kasparov ha portato un interessante paragone: il 90% di precisione è abbastanza buono per tradurre un articolo, ma il 90% di precisione alla guida di un’auto, o persino il 99%, si rivela una giornataccia sulla strada.

Entrare in concorrenza scacchistica con un computer significa grossomodo giocare grandi mosse per molte ore. Ma la nostra psicologia lavora contro di noi. Gli umani (per esempio un team di Grandi Maestri) possono guidare l’eliminazione delle debolezze di una macchina che gioca contro un’altra macchina più forte, ma non possono fare molto se si giocano contro un computer. Per questo propongo l’idea di combinare le nostre forze. Kasparov fa da sponsor a Advanced and Freestyle Chess dove agli umani è permesso usare il computer durante le partite: una forma di gioco che Kasparov ha inventato e promosso. “Il futuro appartiene alla cooperazione tra umani e computer. Decisioni prese dall’uomo supportato dal computer. Stiamo entrando in una nuova era e non c’è niente di certo in essa, il risultato non è già deciso. Negli ultimi decenni ci siamo mossi tra utopie e distopie fantascientifiche con macchine come Matrix e Terminator. Sarà… ma nolto dipende da noi, dalla nostra attitudine e abilità ad escogitare nuove idee. Sta a noi dimostrare che gli umani non sono in esubero”. (a cura di Bruno Silini)

(Libera traduzione dall’inglese di un pezzo di Frederic Friedel pubblicato su Chessbase il 29 dicembre 2016)

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Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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