Abbiamo potenziato le capacità di risposta del sistema sanitario, imparato come modulare le restrizioni per fronteggiare il virus senza imporre costi eccessivi. Abbiamo avviato una campagna di vaccinazione di massa senza precedenti nella storia, che ci consentirà nel giro di un anno sottolinea di riprendere una vita normale“. Sono le parole del premier  Giuseppe Conte, nella bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza inviato alle Camere.

Con esse, il presidente Conte ha anche firmato il nuovo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che contiene le misure per far fronte al Covid. Una stretta che entrerà in vigore nelle prossime ore. La novità è l’introduzione della “zona bianca”, dove si dovranno rispettare solo il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri attuativi (rischio basso e 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti) fanno supporre che occorreranno mesi prima che qualche regione possa trovarvisi.

Al Dcpm si aggiunge l’ordinanza (entra in vigore domenica 17 gennaio) del ministro della Salute Roberto Speranza che prevede la “zona rossa”  per due regioni: Lombardia, Sicilia. Un elenco che si allunga anche con l’inserimento nella fascia più restrittiva della Provincia autonoma di Bolzano Durerà fino al 31 gennaio compreso (vedi ordinanza). “Le ordinanze – ha avvertito Speranza – sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio“. In base all’ordinanza altre nove Regioni diventano arancioni: Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, Abruzzo, Lazio, Umbria, Puglia. Insieme a loro, restano in arancione Calabria, Emilia Romagna e Veneto. In giallo, invece, Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, Molise, Provincia autonoma di Trento.

Col nuovo provvedimento, il governo rinnova le misure già in vigore: coprifuoco dalle 22 alle 5 e inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì (con Rt 1 e livello di rischio alto o un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione; con Rt a 1,25 in rosso). Il divieto di spostamento tra tutte le regioni, gialle comprese, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni o disabili conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia. Confermato pure, il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Anche gli impianti di sci non riapriranno almeno fino al 15 febbraio. Riapriranno invece i musei, ma solo nelle zone gialle e nei giorni feriali. Chiusi palestre e piscine, cinema e teatri, mentre verranno di nuovo consentite le crociere, ma senza escursioni a terra.


Nella pagina Facebook di “Sicurezza Informa” è stato pubblicato l’elenco dettagliato delle regole da rispettare in Lombardia.

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