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Enrico Valente

Pitagora nacque nella prima metà del VI secolo a.C. all’interno dell’isola di Samo e si trasferì in seguito a Crotone. Già in tenera età dimostrò capacita non comuni nel campo matematico e scientifico.

La scuola pitagorica

Oltre che rappresentare un grande filosofo fu taumaturgo, astronomo, scienziato, politico. Celebre è la scuola da lui fondata nel 530 a.C. a Crotone: la scuola Pitagorica, che ereditò dal suo fondatore la dimensione misterica, ma anche l’interesse per la matematica, l’atronomia e la musica, nonchè, ovviamente, per la filosofia. La particolarità della scuola è quella di presentarsi come una setta esoterico-religiosa e al contempo come una comunità scientifica e come un partito politico aristocratico che riuscì a governare per molto tempo non solo a Crotone ma anche in altre città dell’Italia meridionale. La partecipazione alla setta era regolata da norme molto severe. I membri avrebbero dovuto dedicare tutte le loro energie in complesse attività di studio e, visto l’impegno necessario, la partecipazione era un privilegio solo di quei pochi che potevano mantenersi di rendita.

Matematici e acusmatici

All’interno della scuola i discepoli erano divisi in due gruppi: i matematici e gli acusmatici, i primi rappresentavano la cerchia più ristretta e vivevano all’interno della scuola. Per far parte di questo gruppo selezionatissimo i partecipanti avrebbero dovuto spogliarsi di ogni bene materiale, rinunciare alla carne e a sposarsi. Per contro erano gli unici allievi ad essere ammessi a partecipare alle lezioni presentate direttamente da Pitagora. Per questo avevano l’obbligo del segreto, in modo da garantire che i contenuti delle lezioni non uscissero dalla scuola. Il secondo gruppo, quello degli acusmatici, costituiva la cerchia più esterna dei seguaci. Qui le restrizioni viste per i matematici non erano imposte, potevano mangiare carne, sposarsi e conservare il loro matrimonio. A differenza che nel primo gruppo questo tipo di seguaci non poteva partecipare direttamente alle lezioni impartite da Pitagora ma soltanto udire il maestro che si nascondeva dietro una tenda.

Il Pitagora astronomo

Il cuore del pensiero pitagorico è rappresentato dalle teorie orfiche dell’immortalità dell’anima e della metempsicosi, ossia la reincarnazione delle anime. Per questo si impegnavano attraverso riti a mantenere pura e incontaminata l’anima. E lo facevano sia seguendo una dieta ferrea, sia con attività spirituali che fisiche, come lunghe passeggiate mattutine e serali, la cura nel corpo ed esercizi quali la lotta e la ginnastica. Importante fu il contributo apportato dalla scuola dei pitagorici alla matematica. I seguaci di Pitagora si interrogarono sulle qualità dei numeri pari e dispari, dei numeri triangolari e dei numeri perfetti. A loro si deve la scoperta del celebre teorema di Pitagora. Interessanti furono anche gli studi astronomici. I pitagorici credevano che al centro dell’universo ci fosse un grande fuoco (chiara similitudine con il sole) e tutti i pianeti, corpi celesti di forma sferica, ci girassero attorno.

Filosofo non proprio democratico

La scuola pitagorica andò in crisi nella metà del quinto secolo, i motivi non furono solo culturali ma anche politici: i pitagorici sostenitori dei regimi aristocratici che governavano in numerose città della Magna Grecia furono travolti dalla rivoluzione democratica del 450 a.C. e furono costretti a cercare rifugio in Grecia o si stabilirono a Taranto.

Lezione 1: Le origini della filosofia in Grecia. La scuola ionica
Lezione 2: Eraclito, filosofo del Panta rei

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Autore

Enrico Valente

Enrico Valente è nato a Torino nel 1978 dove si laurea in giurisprudenza nel 2004. Da oltre vent'anni si dedica allo studio e alla ricerca filosofica e da alcuni anni affianca la passione per la scrittura alla traduzione di saggi e romanzi. Con ”L'arte di cambiare, da bisogno a desiderio dell'altro” la sua opera di esordio, vince nel 2021 il primo premio al Concorso nazionale di filosofia ”Le figure del pensiero”, nello stesso anno riceve per la medesima opera la menzione d'onore al Premio di arti letterarie metropoli di Torino e arriva finalista al concorso di Città di Castello. Attualmente è impegnato alla preparazione di una collana intitolata ”Incontri filosofici” dedicata ai grandi protagonisti della filosofia che sta ricevendo un notevole riscontro da parte del pubblico ed è in corso di traduzione all'estero. Il suo primo numero “Il mio primo Platone” è arrivato finalista al concorso nazionale di filosofia di Certaldo (FI) 2022.

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