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Il colpevole del ponte Morandi di Genova? Si chiama debito pubblico

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ponte Morandi di Genova

E siamo ancora qua a commentare una tragedia che a parere di molti sembrava annunciata. Ferragosto, tempo di mare e di ferie. Di questi i tempi pure i giornali fanno fatica a riempire le pagine. Ma non quest’anno. Il crollo del ponte Morandi di Genova (37 morti accertati finora) ha fatto partire la solita caccia alle streghe sui colpevoli. Ma se per una volta provassimo a metterci nei panni di un qualsiasi amministratore della cosa pubblica? Mi spiego meglio: ormai sono anni che siamo tutti a conoscenza delle questioni del nostro debito pubblico, del peso del welfare state da mantenere, della previdenza sempre più costosa a carico delle giovani generazioni. In sintesi ogni anno vengono presi dalla fiscalità generale (quella che serve pure per la manutenzione stradale) 20 miliardi di Iva girati poi all’Inps per riuscire a pagare tutte le pensioni. Ora se la matematica non è un opinione sfidò chiunque a provare a cimentarsi in un assessorato di una grande città o anche di una provincia ed occuparsi della rete stradale quando ogni anno gli viene ridotto il budget per il motivo sopra citato.


È lì da vedere che davanti a scelte obbligate qualsiasi persona con quel grado di responsabilità è obbligato a scelte coraggiose e anche rischiose destinando le poche risorse a disposizione in quello che reputa più prioritario. Anche se spesso sarebbe tutto prioritario (basta guardarsi in giro). In definitiva cosa occorre alla Italia di oggi? Occorrono meno politici rivoluzionari che per una poltrona in più raccontano all’elettorato che hanno trovato il modo per il quale 2+2 risulti 5. Occorre che si smetta di parlare di bene comune per tutti. Nessun pensionato sarà mai d’accordo su un taglio di pensione in favore di più soldi per strade, polizia e ospedali, salvo poi lamentarsi se gli capita in problema in quel campo. D’altronde l’unico politico che ha provato a fare questo ragionamento è un non politico: stiamo parlando di Monti qualche anno fa. Il più criticato e infangato. Perché ha semplicemente detto la verità: “Il re è nudo ma il popolo non deve e non vuole sapere“.


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