A circa 2000 chilometri da qui si spara. Si caricano mortai, si lanciano missili e bombe aeree. Civili che si improvvisano militari. Bambini e donne fuggono verso ovest, anche se alcune di queste donne provano a imbracciare un’arma in mano per essere utile alla causa. Per difendere quella libertà che fino a ieri è parsa scontata e acquisita e che ora qualcuno vuole provare a togliere. Mentre da noi qua si moltiplicano le bandiere degli svizzeri di professione. Quelli che non sono dalla parte di nessuno. Quelli che la guerra è sbagliata a priori e non stanno né con l’aggredito e ne con l’aggressore. Quelli per cui non dovremmo fornire armi alla resistenza. Quelli che dicono che il nostro esercito non dovrebbe essere messo in stato di allerta poiché rappresenterebbe un’azione di smarcamento verso una delle due parti in causa. Che la Costituzione…. e lo stato di diritto… e tanti bla bla bla a via di seguito.

Sono quelli del non esporsi mai, del non rischiare mai di scegliere tra una posizione o un’altra almeno fino o quando non è chiaro come vada a finire lo scontro. Sono quelli che stanno sempre all’ultimo banco e sperano che qualcun altro ci metta la faccia, che arrivi Batman a sporcarsi le mani affinché le loro restino vergini e pulite. Che lo vadano a dire ai soldati ucraini nella sacca di Kiev. Che lo vadano a dire alle donne e ai bambini di Mariupol’ e Charkiv che stanno resistendo in condizioni estreme per difendere il loro stato di diritto, che vadano a dire loro di deporre le armi e rinunciare a libere elezioni in favore di un dittatore.

Che pace sarebbe la loro? Costruita su una dittatura di un aggressore? Chi dice di volere una pace generica senza schierarsi fa il gioco di Putin, ossia il deporre le armi e rinunciare alla propria libertà fisica e giuridica. Facile dirlo quando la libertà in gioco è quella altrui, e altrettanto facile è quando, nella propria vita, nei comodi meandri delle democrazie occidentali, lor signori hanno sempre trovato (dall’ asilo all’ospizio) qualche Batman che gli ha tolto le castagne dal fuoco.

Abbiate almeno pietà per chi sta combattendo in Ucraina anche per voi, seppur non sappiate neppure riconoscerlo. Se non volete schierarvi almeno abbiate la decenza di stare zitti.

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Autore

Davide Bettinelli

Nato a Trescore nel 1982. Diplomato alla "Pesenti". Occupazione operaio metalmeccanico. Membro del consiglio di fabbrica per la CISL dal 2006 al 2014. Calcio CSI dal 2003 al 2009. 1° posto Endenna gruppo di campionato 2007-2008 Arbitro CSI dal 2009 al 2011. Presidente calcio a 5 CSI dal 2010 al 2013 della Mirafiori. 1° posto gruppo E nella stagione 2011-2012. 1° posto torneo Epifania a Berbenno nel 2011. Tennis a livello amatoriale dal 2013 al 2017. Miglior risultato quarti di finale torneo Quarenga 2016. Iscritto al PD dal 2010

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