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Silvia Calenda

Vorrei proporre il tema dell’immagine corporea a partire dall’incontro avvenuto con la consulente di immagine Teresa Rota, al Liberty28 (spazio co-working in Villa Moroni a Stezzano) che si occupa di questo lavoro da diversi anni e con un punto di vista del tutto originale. Teresa lavora sul territorio bergamasco e mi ha riportato l’esperienza fatta con un campione di circa 60 donne seguite in 3 anni. Le caratteristiche del campione erano le seguenti: un livello d’istruzione medio alto (il 90% con laurea tra cui manager, insegnanti, libere professioniste, medici, imprenditrici, dirigenti del pubblico impiego) e un’età compresa tra i 35 ed i 55 anni. Motivo della consulenza variava: maggiore coerenza professionale (35%), per variazione di peso in seguito a dimagrimento o gravidanza (30%), per avere un guardaroba più organizzato e funzionale (30%) per gratificazione personale (5%). Il corpo è il nostro primo sistema di comunicazione. Prima ancora che con la parola, entriamo in relazione con gli altri tramite i nostri corpi, che sono fatti di “carne”, ma anche di posture, atteggiamenti, andature, mimica e di tutto ciò che decidiamo di indossare.E’ stato molto interessante, dunque, capire cosa spinga queste donne a rivolgersi ad un servizio di questo tipo e indagare cosa intendesse Teresa con “essere per apparire”.


Innanzitutto è bene definire che cosa intendiamo per immagine corporea: “E’ l’immagine che abbiamo nella nostra mente della forma, dimensione, taglia del nostro corpo e i sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e rispetto alle singole parti del nostro corpo” (Slade 1994). L’immagine corporea è costituita da diverse componenti: percettiva (ad esempio, come la persona visualizza la taglia e la forma del proprio corpo); attitudinale (quello che la persona pensa e conosce del proprio corpo); affettiva (i sentimenti che la persona nutre verso il proprio corpo); comportamentale (riguardante ad esempio, l’alimentazione e l’attività fisica). L’immagine corporea riguarda, quindi, la persona nella sua globalità, e i suoi effetti possono essere rilevanti e complessi. E’ possibile che si sviluppi una discrepanza tra la percezione del proprio corpo e il corpo ideale e questo può portare a un sentimento negativo verso se stessi e a comportamenti nocivi per la propria salute (disturbi del comportamento alimentare, depressione, bassa autostima, ansia, abuso di tabacco e alcol). I soggetti con alterazione dell’immagine corporea si caratterizzano per un’estrema importanza data all’apparenza, derivante, generalmente, dall’essere stati bambini ed adolescenti molto apprezzati per il loro aspetto fisico. A partire dall’adolescenza, soprattutto nelle donne, ma non solo, si assiste ad un aumento del livello di preoccupazione per la propria immagine. I mass media, i coetanei e i genitori sarebbero le tre fonti che influenzerebbero l’immagine corporea dei più giovani grazie a 3 processi: la consapevolezza che esistono ideali di magrezza esterni a cui tendere, la trasformazione di tali standard socioculturali in veri e propri principi di condotta, la percezione personale di subire delle pressioni per adeguarsi a tali principi.


Date tali premesse, mi incuriosiva capire quale dinamica interna conducesse queste donne bergamasche a richiedere una consulenza di immagine. La risposta di Teresa è stata abbastanza chiara: “Ho incontrato donne sopravvissute a se stesse che hanno deciso di amarsi di più partendo dalla loro nuova immagine, donne che hanno affrontato la sfida di un grande dimagrimento ed hanno bisogno di riconoscersi in una nuova fisicità, donne che hanno ritrovato o ricostruito la propria identità al punto che i vecchi abiti non le rappresentano più. Ho incontrato donne che hanno avuto bisogno di accettare la loro bellezza e femminilità e saperla gestire in un contesto lavorativo fortemente maschile, dove, nonostante tutto, il limite tra essere professionale e femminile è sempre molto labile al punto da portare qualcuna di loro ad abbruttirsi per difesa e per essere presa sul serio“. Molto interessante, soprattutto quest’ultimo aspetto. Possiamo, quindi, concludere che, soprattutto per la donna, l’immagine corporea assume un’importanza fondamentale sia sul piano intra-psichico (come sto con me stessa e con la mia fisicità), ma anche sul piano sociale (cosa comunica il mio corpo, cosa voglio comunicare io con il mio corpo all’interno di uno specifico contesto? Quali aspetti della mia femminilità voglio esaltare o celare nell’incontro col maschile?).


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Autore

Silvia Calenda

Psicologa (laurea in Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica a Padova) , psicoterapeuta cognitivo-costruttivista in formazione

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