“Stefano ci ha lasciato!”: quattro parole che trafiggono, sottili come lame, sono quelle che aprono il post pubblicato in tarda serata dai Pooh, un post che sicuramente nessuno si aspettava e che nessuno avrebbe mai voluto leggere.
Poche parole che lasciano sgomenti, al punto che al momento ti viene solo da chiederti, ma Stefano chi? Stefano si, certo, sarà qualcuno che loro conoscono tutti e si chiama Stefano. “Mi dispiace, che riposi in pace” è il primo pensiero. E invece no, quel pensiero non riesci nemmeno a terminarlo perché la foto che accompagna quel messaggio di addio non lascia spazio a fraintendimenti: ad essersene andato ieri, e questa volta per sempre, è proprio Stefano d’Orazio.
La maggior parte delle testate che parlano di lui, raccontano sia morto a causa del Covid, qualcun altro azzarda a parlare di una lunga malattia che ieri ha portato alla morte dell’artista: in realtà non importa poi molto il motivo che lo ha strappato alla vita, l’unica cosa che conta è che Stefano d’Orazio non c’è più.
I messaggi di cordoglio si sono sono rincorsi sin da subito ieri sera, scritti probabilmente per la maggior parte con l’incredulità di chi non riesce nemmeno ad immaginare che possa essere successo veramente. Messaggi che sono continuati a giungere tutta notte e che continuano ancora a essere scritti: parole, immagini, dediche e frasi da parte di tutti. Da parte di quelle persone che in tutti questi anni hanno collaborato con lui, artisti che lo hanno apprezzato e riconosciuto come grande come artista, ma anche altri che lo hanno conosciuto come uomo, ma ci sono anche quelli, molti, di coloro che lo hanno solo ammirato da lontano ma lo ha sentito parte della propria vita.
” Una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa” così lo descrivono i suoi compagni d’avventura, i suoi “amici per sempre” in quel messaggio doloroso, e chi ha avuto l’opportunità di conoscerlo almeno una volta sa che è così. Stefano era una persona buona, forse apparentemente schiva ma sicuramente con un gran cuore. Lo stesso che ha utilizzato per scrivere negli scorsi mesi il testo di Rinascerò Rinascerai, insieme all’amico Roby Facchinetti, il brano dedicato alla nostra Bergamo che oggi è “orfano” di uno dei suoi autori. Lo stesso che ha regalato ai Pooh pagine indimenticabili, lo stesso che metteva seduto alla sua batteria a suonare quei brani diventati immortali.
Che piacciano o no, i Pooh sono i Pooh, e hanno fatto la storia della Musica Italiana. E con la perdita di Stefano d’Orazio, hanno perso una parte importante della loro storia, ma soprattutto della loro vita. La loro penna anzi, la seconda penna che li lascia, dopo che anche Valerio Negrini se ne era andato in quei primi freddi giorni di gennaio del 2013. L’addio di Stefano d’Orazio è una perdita per tutti…
… per un fan dei Pooh come me, è un pezzo di vita che se ne va. E si, oggi non solo i Pooh, ma tutti, la Musica compresa, è un po’ più sola. Ciao Stefano, Grazie di tutto quello che hai regalato alla Musica.
Questa stavolta è per te Stefano, Grazie per aver regalato quest’ultima perla alla nostra Bergamo.
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