Home Generazione in fuorigioco Vecchie ferite di guerra

Vecchie ferite di guerra

227
CONDIVIDI
Vecchie ferite di guerra

Quarti di finale: i ragazzi della Mirafiori se la vedono contro la Salumeria Pippo. Buona squadra senza eccellenze, ma nemmeno con troppi punti deboli. Pronti via con una punizione dal limite dove Andrea porta in vantaggio la Mirafiori. Simona sugli spalti strizza l’occhio al suo boy e subito Mister Piero richiama il ragazzo a stare concentrato. Infatti, poco dopo un rimpallo favorisce il loro centravanti che solo davanti a Mary non sbaglia siglando il pareggio. La partita diventa brutta, troppi scontri a centrocampo. Daniele è marcato a vista, quasi raddoppiato, fa fatica a giocare la palla. Marco e Manu dietro tengono botta come al solito, ma il povero Paolo davanti non vede un pallone giocabile.
A fine del primo tempo, negli spogliatoi, mister Piero suona la carica: «Cazzo Daniele sveglia. Più veloce a farti vedere, abbassati di più e parti da dietro. Non riusciamo a tirare in porta così. E tu Sabri sembri una lumaca oggi. Fai il compitino e basta».
Al rientro per la ripresa la musica non cambia. Tanti falli a metà campo e palle che si perdono tra gli spettatori in tribuna. Mister Piero teme la beffa, ma all’improvviso un tiro sporco di Sabrina coglie impreparato il loro portiere che respinge male e centralmente. Paolo (che ogni volta che parte il tiro di un compagno di squadra si getta sul portiere come il Mister insegna da sempre) è lesto ad andare sul pallone prima dello stopper avversario e batte a colpo sicuro. È il 2 a 1. In difesa si regge. Manuele e Marco con la squadra che si abbassa e la protezione palla da Daniele non sbagliano un colpo. Sabri si limita a tenere a bada il suo dirimpettaio e finisce così si va in semifinale. Al rientro negli spogliatoi Mister Piero è una furia: «Oggi vi è andata di lusso. Se giocate così in semifinale ne prendiamo 5. Eravate molli. Ci hanno salvati perché gli avversari erano una buona squadra, ma senza fuoriclasse e tecnicamente meno forti di voi».
Dani ancora boccheggiante indica Paolo e fa: «Grazie bomber ci hai salvato il culo».
Il nove risponde: «Siamo una squadra. Oggi io, domani tu. Non possiamo sempre essere tutti al 100% sempre».
All’uscita dagli spogliatoi è Simona a dare la notizia: «Dai raga, carichi che in semifinale ci tocca la Socrates. È passata!».
Esce Piero: «Ok dopodomani vi voglio attenti in allenamento dovremo fare qualche cambiamento, certo non serviranno a nulla se non tirerete fuori la grinta in partita».
Due ore dopo al Bar Emme sono seduti Piero e Mario, il padre di Daniele. Chicca porta il solito Jack Daniel’s al Mister e un Braulio a Mario che attacca: «Ma pensa un po’ come è la vita. Don davide. Ancora lui sulla tua strada. E per di più a casa loro nel catino della grotta del loro campo: stretto, piccolo non adatto per le corse di Andrea e Sabrina sulle fasce».
Piero risponde: «Lo so, lo so Mario, non sarà facile. Anche la squadra è buona. Rocciosi dietro con Claudia ex serie “b” femminile e Dario. Davanti hanno un nero del Mali che è uno dei profughi ospiti della struttura gestita dalla cooperativa. Molto bravo tecnicamente. Anche un gran fisico. Chi ci ha giocato contro dice che è immarcabile. Comunque ho pensato a qualche variazione tranquillo Mario».
Poi Mario replica: «Ma come sarà stringere la mano di nuovo  a quella individuo? OK sono passati anni ma insomma quello che ha fatto a tua sorella ha dell’abominevole. E poi sempre in televisione a fare poesia per questi poveri disgraziati. E’ solo business sui poveri».
Dopo aver buttato giù un sorso di carburante Piero replica: «Sai Mario come la penso. Non ci vuole né una tiara in testa e né un colletto bianco per fare del bene».
Mario rincara: «Cazzo Piero ha messo in cinta tua sorella quando era minorenne e lui in seminario. E quando lei ti ha chiesto aiuto l’hai portata tu ad abortire, prendendoti la colpa di due giorni di assenza dalla famiglia perché lei era talmente innamorata di quel porco che voleva coprirlo».
Lui replica: «Lascia stare Mario, roba passata».
Ma Mario non demorde: «Passata un cazzo. Tua sorella poi è andata in depressione, lui se ne è fregato. Tu hai preso in mano la situazione e l’hai risolta. Hai fatto da parafulmine a tutti, genitori compresi, che da primo banco in chiesa non avrebbero retto il colpo se fossero venuti a conoscenza del fatto».
Piero finito il bicchiere fa una smorfia e chiede a Chicca il bis. Lei fa: «Sicuro Mister? Ma non avevi poi smesso col Jack Daniel’s?».
Lui fa: «Si Chicca avevo provato a smettere, ma con l’acutizzarsi di vecchi ricordi è l’unico antibiotico che fa qualcosa».
Poi si  volta e replica a Mario: «Sai è vero, mia sorella è andata in depressione, non ha più potuto poi avere figli.  Il tutto per salvare il povero cuore malandato di mio padre e il buon nome di Santa Madre Chiesa».

CONDIVIDI