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Accanimento della Corte dei Conti con il Comune di Valbrembo

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Accanimento della Corte dei Conti con il Comune di Valbrembo

La Corte dei Conti accusa il Comune di Valbrembo di poca trasparenza. Se ne parlerà il 22 luglio 2019 (20.30) in Consiglio comunale. La questione è di una noia soporifera ma pone in risalto rituali burocratici di formale inutilità che intessono e sfibrano la vita relazionale delle istituzioni. Nei fatti la Corte dei Conti (organismo governativo con funzioni di controllo) evidenzia per Valbrembo, nero su bianco nella delibera 284/2019,  “profili di criticità … per mancata indicazione“, nella relazione di fine mandato 2019, di un’altra delibera (la numero 118 del 2017) dove si bacchettava il Comune per il mancato invio alla Corte dei Conti del questionario al bilancio di previsione 2015. Allora il Comune difese la sua posizione specificando come l’invio del questionario fosse un adempimento che toccava al revisore dei conti al quale “più volte sono stati inviati tutti i documenti necessari per la compilazione e l’invio del questionario, nonostante non li avesse richiesti, oltre a ricordare allo stesso le scadenze“. Dunque si sarebbe trattato di una leggerezza del revisore ricaduta pesantemente sul Comune il quale, per recuperare la situazione, si accollava il 3 maggio 2016 il compito (non suo) di rispondere al questionario “inviandolo via mail (al revisore, ndr.) affinché provvedesse all’inoltro alla Corte dei Conti“. Ma anche in questo caso qualcosa va storto perché, quasi un anno dopo e per la precisione il 27 marzo 2017, la Corte dei Conti “invia al Comune comunicazione di inadempimento, poiché il Revisore non ha inoltrato il questionario“.


E il cinema riparte. Il Comune chiama il revisore sollecitandolo l’invio del questionario alla Corte dei Conti ma il revisore si dichiara impossibilitato “poiché impegnato per tutta la giornata” nonostante avesse avuto dieci mesi di tempo. Di conseguenza il Comune chiama il funzionario della Corte dei Conti per chiedere se si potesse supplire all’intermediazione del revisore super impegnato e inviare direttamente dal Comune il questionario e togliere l’onta dell’inadempienza. E così succede. La vicenda a questo punto sembra chiusa senonché la laboriosa puntigliosità della Corte dei Conti scopre che nella relazione di fine mandato 2019 dell’amministrazione Bonalumi non è stata richiamata la propria delibera di due anni prima. Per il sindaco Claudio Ferrininon è successo niente di particolare“. “E’ una svista è basta – precisa – .Non voglio far polemica sul nulla: la lascio a chi non ha di meglio di cui occuparsi“. Ma per l’ex primo cittadino Elvio Bonalumi (predecessore di Ferrini) la vicenda procura un certo fastidio. “La Corte dei Conti, – rimarca Bonalumi – senza nemmeno sentire in contraddittorio il Comune, ha rilevato delle criticità circa la trasparenza per non aver inserito, nel documento trasmesso alla sezione Lombardia della Corte dei Conti, il rilievo del 2017″. Bonalumi fa sapere che la delibera del 2017 è stata a suo tempo portata all’attenzione del Consiglio e pubblicata sul sito ufficiale del Comune. “Quindi non abbiamo nascosto nulla – continua Bonalumi – .Bastava una telefonata e l’equivoco si sarebbe risolto. Invece, la Corte dei Conti (che di fatto dovrebbe tutelare ed essere al servizio dell’ente locale) è partita ‘sparata’ nel deliberare una inadempienza“.


Bonalumi, in particolare, recrimina un eccesso di zelo nel relatore della delibera della Corte dei Conti, il dott. Mauro Bonaretti, ex direttore generale a palazzo Chigi, capo di Gabinetto del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio, e già direttore generale del Comune di Reggio Emilia, ora consigliere della Corte dei Conti, nella quota riservata al Governo (all’epoca Gentiloni) negli incarichi apicali della magistratura contabile. “Da parte mia le criticità – riprende Bonalumi – le sollevo nei confronti del dott. Bonaretti chiedendomi se ha la competenza di fare il magistrato contabile ben sapendo che prima di ‘pizzicare’ un ente locale dovrebbe prima informarsi e poi deliberare in sintonia con la compliance per gli enti locali. E mi domando anche perché sia così zelante con il Comune di Valbrembo a poche settimane dalla relazione di fine mandato mentre in altre situazioni, come per esempio il Comune vicino di Paladina (su vicende decisamente più vecchie e più importanti), la Corte dei Conti non si sia ancora espressa. Due pesi e due misure“. “Dunque l’esimio Bonaretti – conclude Bonalumi – ha fatto perdere tempo sia alla Corte dei Conti che all’amministrazione di Valbrembo. Bastava, ripeto, controllare prima e tutto di sarebbe risolto. Adesso mi aspetto le sue scuse”. Al dott. Bonaretti è stato inviato un messaggio sul suo profilo Facebook invitandolo a dire la sua. Quando risponderà saremmo ben lieti di ospitare le sue dichiarazioni.

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