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Bruno Silini

Con 154 partecipanti ha preso il via, venerdì mattina alla Palestra Angelini di Valtesse (Bergamo) la 18ma edizione del Bergamo Chess Open! La prima mossa, come tradizione, è stata affidata alle autorità presenti: il prof. Stelio Conti in rappresentanza dell’Assessorato allo Sport e Tempo Libero del Comune di Bergamo e Roberto Benis e Matteo Pesenti, esponenti del Centro medico Methodo Medical Center che supporta le attività di Asd Caissa Italia, regia organizzativa del torneo in collaborazione con l’ASD Antoniana. Considerevole la partecipazione con più di venti paesi rappresentati. Lo scacchista più rappresentativo della manifestazione è il Grande Maestro Mikhail Gurevich. E’ un giocatore di origine ucraina (classe 1959) che gioca con bandiera belga Nel periodo tra il 1989 e il 1991 fu costantemente tra i primi dieci scacchisti al mondo. Tra il 1989 e il 1991 ebbe i suo periodo d’oro. Infatti,  Gurevich è stato costantemente classificato tra i primi dieci giocatori al mondo. Memorabile il primo posto a Reggio Emilia nel 1989, davanti a Vassily Ivanchuk, Jaan Ehlvest e Viswanathan Anand. La sua performance mondiale più alta fu il quinto posto nelle graduatorie di rating FIDE di gennaio 1990 e gennaio 1991.


Oltre ad essere un grande scacchista è un persona di grande simpatia – precisa l’organizzatore Gianvittorio Perico – .Per il primo turno di gioco del sabato mattina ha chiesto di non giocare (il regolamento lo prevede). Vuole prendersi la mattinata per visitare Città Alta insieme alla moglie.” Come sempre l’organizzazione del  Bergamo Chess Open è da prendere ad esempio: orari rispettati rispetto alla tabella di marcia, arbitraggio d’eccellenza, scenografia d’impatto con grandi pannelli fotografici dei giocatori delle passate edizioni, scacchiere e pezzi rigorosamente di legno per tutti i giocatori, set digitale per seguire migliori partite in diretta online, nutrita esposizione delle novità editoriali in ambito scacchistico. “E’ 18 anni che organizzo Bergamo – continua Perico – ed sempre un’emozione per la carica umana che si respira“. Qualche curiosità. L’unico giocatore che ha preso parte a tutte e 18 le edizioni è il bergamasco Stefano Ranfagni noto per i suoi misteriosi beveroni energetici. Tra i giocatori c’è anche un prete. E’ don Pietro Sambo (classe 1936), Canonico del Capitolo Metropolitano dell’arcidiocesi di Gorizia. Direttamente dall’India sono presenti due fratelli: Sayas e Sreyas Payyappat. Quest’ultimo a soli 11 anni è già Maestro di scacchi e compete con i giocatori del Torneo Elite. Gli appassionati bergamaschi hanno gli occhi puntati su Sabino Brunello e Alessio Valsecchi, gli unici che potrebbero avere prospettive di podio. Tra i favoriti del torneo anche il brianzolo (campione d’Italia 2017) Luca Moroni, vincitore del Bergamo Chess Open 2018.

Stefano Ranfagni

don Pietro Sambo

Gianvittorio Perico

Il giovanissimo Maestro indiano Sreyas Payyappat

Sabino Brunello

Alessio Valsecchi

Luca Moroni



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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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