L’intervista al candidato sindaco Gianleo Bertrand Beltramelli  (72 anni, pensionato) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Valbrembo con la lista civica “Ideali in Comune“, non sostenuta da partiti nazionali ma dai due gruppi civici attualmente presenti al tavolo istituzionale “Betrand Sindaco – Polo Civico” e “Valbrembo che cambia”.



Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?
Perché non ho potuto rifiutare l’invito rivoltomi dalla lista di coalizione “IDEALI IN COMUNE” che nella presentazione del candidato sindaco così si è espressa: “Noi, consiglieri candidati della lista “IDEALI IN COMUNE”, riteniamo che per tutto l’impegno negli anni profuso al servizio della nostra Comunità, il sig. Gianleo Bertrand Beltramelli, per le sue qualità personali e la sua integrità morale dimostrata nei fatti sia un ottimo candidato sindaco da sottoporre alla vostra attenzione. Insomma un candidato sindaco con una storia di servizio alle spalle di fatti concreti e non di parole, una storia che noi sosteniamo con forza e convinzione”.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Amore per questa terra (la mia Famiglia vi risiede da quasi tre secoli), pragmatismo nell’agire, e lungimiranza programmatica nel guardare oltre il mio mandato. Una qualità, quest’ultima, ereditata dal sindaco geometra Rino Zambelli che nel lontano 1975 mi passò il testimone. 

Cosa rimprovera all’amministrazione Bonalumi in questi cinque anni? Ravvisa errori importanti?
Una modesta amministrazione corrente senza alcun particolare errore. Del resto, facendo poco, facendo solo amministrazione corrente, pochi sono gli errori che si commettono. Se poi scorriamo il documento di fine mandato in distribuzione, si evince la pochezza programmatica “politica” di questa amministrazione specie là dove si parla di sistemazioni caldaie, di persiane, di porte d’ingresso al municipio, di serramenti alla scuola dell’infanzia, e mi fermo qui per carità di patria. Tutti compiti di stretta pertinenza di Funzionari Comunali pagati per questo, non certo di una giunta politica che dà indirizzi politici/programmatici.

Che ruolo strategico potrebbe giocare Valbrembo per l’Hinterland di Bergamo e
cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
A Valbrembo, nella Comunità, manca una visione futura nell’Hinterland di Bergamo. E’ colpa della miopia degli amministratori che hanno governato gli ultimi 10 anni e che non hanno saputo trasmettere questa visione. Una miopia basata solo su una ragionieristica gestione del bilancio comunale. Certamente, se eletto, porterò una visione diversa, più proiettata verso il futuro. Porterò una più corretta informazione su vantaggi di future aggregazioni un po’ come quella portata nel lontano 1975, ed attuata al punto tale di aver contribuito, con la concentrazione di tutti i servizi pubblici in zona baricentrica, alla definitiva fusione delle due comunità storiche di Valbrembo: Scano ed Ossanesga. Manca ora solo il Palazzo comunale, ma quello sarà il prossimo, definitivo passo.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Il più bel paese dell’Hinterland di Bergamo, con un fantastico equilibrio fra edificato e ambiente, e dove quest’ultimo la fa da padrone con le belle piste ciclabili dalle mie amministrazioni create, e che amplierò se verrò di nuovo eletto. Un paese nato da un progetto urbanistico personalmente da me curato nel quinquennio 2004-2009 dopo drastica variante a un Piano Regolatore Generale adottato dalla amministrazione precedente: un vero scempio urbanistico. Un progetto, quello dalla mia amministrazione adottato, di fatto riconfermato nell’ultima revisione del Piano di Governo del Territorio. E non poteva essere diversamente.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
In primis, ovviamente il patto di stabilità, che pur avendo disponibili ingenti risorse finanziarie, ti blocca nelle attuazioni. In secundis la qualità dei collaboratori che, se non seguono i tuoi ritmi d’azione, possono divenire un ostacolo. Ma, come ben sappiamo, serve pure il voto di quest’ultimi per andare avanti, anche se sono passivi nell’azione propositiva. Nel mio quinquennio 2004-2009 non ho sofferto alcuno di questi problemi, primo perché non esisteva alcun patto di stabilità, secondo perché i collaboratori furono efficientissimi, salvo qualcuno che poi, sotto le elezioni perse la strada maestra e, la “gioiosa macchina da guerra” del Bertrand Sindaco-Polo Civico si inceppò lasciando spazio a 10 anni successivi di inconcludenze programmatiche.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
La marginalità sociale del mio territorio, come di ogni territorio, si risolve aggregandosi ad altri territori limitrofi, per affrontare insieme le complesse problematiche della marginalità. Impossibile operare da soli scaricando la marginalità del proprio territorio su altri territori.
I problemi sociali non possono essere risolti nel proprio orticello, anche se è piccolo e tanto bello. Servono competenze, professionalità e risorse che il piccolo non può avere né dare. Lo stesso vale nel campo della cultura e dell’istruzione. Nella scuola, per esempio, si sono creati gli ambiti sovracomunali. Difficile capire che quella dell’aggregazione con altri comuni è l’unica strada percorribile? Il concetto del “Piccolo è bello” o del “mantenere la propria identità” del borgo o del paesello sono, a parer mio concetti desueti, superati. E un amministratore che ragiona così è desueto e superato.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
Non sono mai stato un attivista politico, nell’accezione stretta del termine. Non ho mai avuto predisposizioni fideistiche politiche verso questo o quel partito. Mi interessano la sostenibilità dei ragionamenti, da qualsiasi parte provengano (centro, destra, sinistra). Complessivamente non ho mai avuto giudizi sufficientemente lusinghieri verso la classe politica in quel momento al governo, siano esse di destra, di centro, o di sinistra. Mi sono provvisoriamente affiliato a certe posizioni politiche per necessità contingenti locali. E’ noto che un ente pubblico locale deve dialogare con gli organi sovracomunali provinciali, regionali e statali. E una affinità politica con i partiti che in quel momento governano questi enti, meglio agevola il dialogo per risolvere problematiche locali. Una volta, per questo, fui democristiano, poi fui Berlusconiano, e magari domani potrei diventare Grillino o Leghista o Piddino. Quel che conta è l’interesse della Comunità che amministro.

Potrebbero tacciarla di opportunismo. Cosa ne pensa?
Si, per l’interesse della mia Comunità lo divento. Il simbolo di lista dietro il quale mi sono sempre candidato nelle ultime tre elezioni amministrative è stato un simbolo civico come lo sarà il prossimo. Chi vota, vota me e la mia storia, non un simbolo di un partito politico nazionale. Non mi ritengo tanto debole da dover nascondermi, per comodo, dietro il simbolo di un partito.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Che il voto sia cosciente. Un voto che nasca da una profonda analisi della storia amministrativa di chi si va a votare, se una storia amministrativa pregressa esiste. Non si voti chi si impegna ad asfaltare le strade, tagliare le aiuole, sistemare gli steccati, mettere i fiori nelle piazze, sistemare le serrature degli ambienti pubblici e via discorrendo con amenità di tal genere. Nelle amministrative non si va a votare funzionari comunali più o meno capaci a svolgere tali banali funzioni, seppur importanti, ma politici che abbiano la lungimiranza di guardare oltre il loro mandato, che siano capaci, e qui non mi stancherò mai di ripetere, di una progettualità che vada al di là dei 5 e 10 anni. Altrimenti se il voto non viene espresso con questa consapevolezza, meglio starsene a casa, e non disperderlo, creando danni a chi possiede questa consapevolezza, e alla Comunità intera.

Tutti i sindaci intervistati da socialbg.it




I candidati non ancora contattati che avrebbero piacere ad una intervista senza tagli o interpretazioni possono mandare un messaggio alla pagina facebook socialbg. Grazie

Print Friendly, PDF & Email

Tagged in:

,