L’intervista al candidato sindaco Andrea Capelletti  (31 anni, agronomo libero professionista e collaboratore dell’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Covo con la lista civica “Progetto Covo“.



Perché ha scelto di ricandidarsi alla carica di sindaco?
Dopo averci pensato alcuni mesi ho deciso di ripresentarmi per portare a termine tutti i progetti avviati a Covo in questi cinque anni: sono tante le cose da fare ancora, a cominciare dalle opere pubbliche che attendono Covo dopo i proventi derivanti dall’arrivo di Italtrans.

Cosa considera il suo capolavoro amministrativo in questi anni?
Tra le cose di cui vado orgoglioso ci sono sicuramente il “Percorso Naturalistico del Fosso bergamasco e dei Fontanili di Covo” e la ristrutturazione completa della Piazzola Ecologica, perché sono due opere particolarmente visibili. Ma non posso tralasciare tutti i provvedimenti emessi legati al controllo dell’immigrazione e l’attenzione alla sicurezza.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Non so dire se sono le doti per amministrare al meglio, ma quello che sicuramente non mi manca sono la pazienza, la convinzione nelle proprie idee e la tenacia. Insomma sono …an bèl crapù!

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletto, a concretizzare?
Covo nonostante sia un piccolo borgo, non ha nulla da invidiare a nessuno, sotto tutti gli aspetti della vita dei cittadini. Possiede strutture e servizi che mancano anche ai paesi della zona più grandi. Solo per fare piccoli esempi abbiamo la piscina comunale, un centro fiere, un percorso vita, tutti e tre gli ordini delle scuole… Nel prossimo mandato, se saremo eletti, concentreremo sicuramente l’attenzione sul miglioramento della vivibilità del paese sia sotto gli aspetti urbanistici, che di viabilità, senza tralasciare quelli culturali.

C’è un ruolo strategico che il paese per il quale si candida potrebbe occupare nel contesto della nostra provincia?
Il nostro è un piccolo paese ma è situato in un punto nevralgico legato alla presenza delle grandi arterie BreBeMi e Tav. Covo, insieme agli altri paesi della Calciana e Romano, può concorrere di concerto a rendere la Pianura Orientale ancor più punto di forza della bergamasca.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Covo è un paese rurale, tranquillo, dove non manca nulla e si può vivere bene. A chi passa da noi, Covo sa offrire diverse opportunità di turismo: gastronomico (il nostro Raviolo Nostrano di Covo De.Co.), sportivo (oltre a tutti gli sport tradizionali abbiamo il wakeboard e presto una pista di motocross di livello europeo), religioso (unica la reliquia del teschio di San Lazzaro donata da Bartolomeo Colleoni), storico (con tutti gli eventi e fatti che hanno attraversato il nostro paese lasciando testimonianze storiche) e culturale (dal festival della cultura “Culturalmente” agli eventi e alle feste della tradizione).

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Saper ascoltare tutti, anche quando si sa in partenza che non si potrà dare una risposta positiva o che non si potrà risolvere il problema sottoposto. Bisogna comunque sapere ascoltare, pazientare e saper dire di “no” quando è no. Non è facile e non sempre ci si riesce. Mai illudere le persone, si rischia solo di perderne la fiducia.

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Come è stato fatto in questi anni, utilizzando le opportunità normative a disposizione, gli organi partecipati preposti (nel nostro caso l’azienda consortile Solidalia) e cercando di inventarsi e reinventarsi ogni giorno in iniziative nuove per superare al meglio le situazioni di disagio sociale.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perchè?
Se devo guardare il panorama nazionale, la persona che più apprezzo è il Governatore del Veneto, Luca Zaia, forse perché mi ritrovo caratterialmente e ne apprezzo lo stile impeccabile di amministrare ed affrontare le situazioni. Se devo individuare i politici di riferimento a cui mi ispiro quotidianamente per amministrare, beh, sono tutti i colleghi sindaci che lavorano con concretezza per migliorare la vita delle proprie comunità e dei cui esempi faccio tesoro.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli direbbe per farsi votare?
Gli direi che se ha apprezzato il lavoro fatto in questi anni, sono ancora umilmente a disposizione della mia Comunità.

Tutti i sindaci intervistati da socialbg.it




I candidati non ancora contattati che avrebbero piacere ad una intervista senza tagli o interpretazioni possono mandare un messaggio alla pagina facebook socialbg. Grazie

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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