L’intervista al candidato sindaco Orietta Pinessi (classe 1956, docente universitaria) in campo per le elezioni amministrative 2019 a Ranica con la lista “Insieme per Ranica” sostenuta da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.




Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?
Propongo la mia candidatura perché credo che la politica sia l’unico strumento valido per ottenere dei cambiamenti reali e perché mi sento supportata dal mio gruppo e dai cittadini del mio paese. Oggi, credere che la politica possa portare a qualcosa di buono, sembra quasi un delirio anacronistico, ma non lo è per forza. Infatti, non si può escludere la volontà di candidarsi per rendersi utili. A tal proposito credo che le mie competenze professionali e il mio impegno possano essere poste al servizio anche del paese in cui vivo. Vedo questa candidatura, coi suoi oneri e onori, come una grande opportunità di portare finalmente un cambiamento significativo a Ranica e di poter fare qualcosa di rilevante per questa comunità per troppo tempo ferma su molti aspetti; la mia candidatura nasce soprattutto per ridare dignità a Ranica e riportare i cittadini al centro dell’azione amministrativa.

La sua lista?
“Insieme per Ranica” è una lista aperta al mondo del terzo settore e a quello dell’impresa, con l’obiettivo di portare una ventata di aria nuova in paese dopo che negli ultimi venticinque anni è stato fatto poco o comunque non abbastanza per far crescere il lavoro e le attività sul territorio. Tutto questo senza dimenticare i bisogni delle persone e delle famiglie che risiedono nel paese. Riflettendo in famiglia, al lavoro, con me stessa, in ogni momento utile della mia vita, ho annotato strada facendo alcuni pensieri precisi. È il momento di condividerli, sperando che possano far nascere riflessioni serie e profonde, confronti costruttivi. Questi pensieri rappresentano per me dei punti cardinali, degli orientamenti dei miei obiettivi e della mia azione: Ranica ha decisamente bisogno di cambiare passo.

Tre doti che ritiene di possedere per amministrare nel modo migliore?
Capacità di fare squadra. Attenzione ai problemi della gente.  Una grande passione per il paese in cui sono nata, cresciuta e in cui tuttora vivo.

Cosa rimprovera all’amministrazione Vergani in questi cinque anni? Ravvisa errori importanti?
Ranica è un paese dove si vive bene, tuttavia si può vivere meglio. A causa dell’assoluta autoreferenzialità dell’amministrazione Vergani, la scarsa o nulla apertura al dialogo ha portato alla totale non considerazione delle istanze delle minoranze e ciò mi porta a sottolineare due aspetti che l’attuale amministrazione non ha considerato e non ha affrontato. Il primo aspetto: per i ranichesi, ma anche per chi viene a Ranica, il paese si presenta come “bombardato”. Da decenni la Zopfi crolla e nulla finora è stato fatto per riqualificare un’area che è stata fondamentale per la vita del paese. Fino a pochi decenni fa il paese viveva grazie alla Zopfi ed è necessario restituire almeno in parte ai ranichesi la possibilità di vivere ancora questa area. Penso agli anziani ma anche ai più piccoli e ai giovani. Ranica non ha un auditorium degno di questo nome, se si esclude quello dell’oratorio, e non ha nemmeno uno spazio fruibile per feste o momenti di aggregazione.

Il secondo aspetto?
Ranica come tanti dei nostri paesi subisce furti a ripetizione (parlando con la gente c’è chi ha ricevuto “visite” anche dieci volte e vive ormai nel terrore). L’attuale amministrazione ha sempre rigettato l’idea di ampliare il raggio delle telecamere o di istituire i VOT sostenendo che è sufficiente il “buon vicinato”. Francamente credo sia insufficiente, se non ridicolo, pensare che siano i vicini a dover vigilare sulla nostra sicurezza!

Che ruolo strategico potrebbe giocare Ranica in provincia di Bergamo?
Ranica è praticamente alle porte di Bergamo e all’inizio della Valle Seriana per la quale può giocare un ruolo importante anche dal punto di vista turistico. È sede dell’Istituto Negri rinomato in tutto il mondo. Ha una storia importante: il primo sciopero nel 1909.

Cosa manca al paese che lei si impegnerà, se eletta, a concretizzare?
Come dicevo in precedenza mi impegnerò a far sì che i miei cittadini si sentano sicuri nelle proprie abitazioni e nei loro quartieri.

Come descriverebbe ad un estraneo il paese per il quale si candida?
Un paese ai piedi del nostro Colle ricco di verde e di edifici storici importante come la Villa Camozzi: il progetto originale della Villa è firmato, anche se non datato, dall’architetto Simone Elia. Nato a Ranica nel 1775 e allievo del Pollack, realizzò diverse opere nella bergamasca, tra cui l’Accademia Carrara. Allo stesso architetto si deve la Parrocchiale che conserva opere importanti di Giovan Battista Moroni, Gianpaolo Cavagna, Carlo Ceresa e Enrico Scuri tra gli altri. Altro edificio degno di nota la villa, un tempo denominata “Villa Gamba” dal nome dell’antico proprietario, che passò all’Istituto delle Suore Sacramentine nel 1955. Dal settembre 2013 è nota come Centro di Spiritualità e Cultura “Geltrude Comensoli”.

Quale è oggi la difficoltà maggiore nell’essere sindaco?
Credo che sia indispensabile essere in mezzo alle persone e ai propri cittadini per sentire le necessità e le istanze di tutti. Essere sindaco vuol dire rappresentare tutti, cosa che l’attuale amministrazione ha pervicacemente disatteso!

Come intende affrontare le situazioni di marginalità sociale del suo territorio?
Anzitutto con un’efficace mappatura delle reali difficoltà ed esigenze emergenti.

Il suo politico di riferimento (anche passato) e perché?
E’ senza dubbio Matteo Salvini. Ha preso un partito al 4%. Oggi vola tra il 32 e il 35%. Ha costruito la sua leadership in maniera graduale con una strategia seguita con disciplina che parte da molto lontano. E ora ne raccoglie tutti i frutti. Matteo Salvini ha tutte le caratteristiche del leader moderno: carismatico, efficace e popolare. Comunica in modo “disintermediato” con i cittadini. La sfiducia verso la vecchia politica ha portato infatti i nuovi leader a cercare di comunicare direttamente con gli elettori senza mediazioni. E Matteo Salvini lo fa da persona normale, imperfetta come lo siamo tutti noi! Questo lo rende eccezionale rispetto a tutti gli altri politici oggi in attività.

A un indeciso in cabina elettorale cosa gli suggerirebbe per farsi votare?
Anche a Ranica dopo venticinque anni “CAMBIARE SI PUÒ”, permetteteci di poterlo dimostrare!


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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