Oltre venticinque anni di attività e altrettante commedie rappresentate. Un quarto di secolo trascorso a divertire il pubblico attraverso copioni della tradizione dialettale bergamasca firmati, per lo più, da Abele Ruggeri. E’ il biglietto da visita più eloquente, in termini di operosità, della compagnia “La Combricola Gino Gervasoni” che domenica 17 febbraio alle 15.30, al Teatro Sociale di Bergamo, porta in scena tre atti intitolati “Ol Diàol e l’Aqua Santa”. La Combricola nasce il 30 giugno 1992 (il nome originario era “It’s Magic” poi cambiato cinque anni dopo con un appellativo più nostrano) con la prima rappresentazione avvenuta durante la festa dell’oratorio di Gazzaniga. Si portò in scena “Ü èdof con dò moer”, scritta dal torinese Franco Roberto. Fu un grande successo tanto da incoraggiare il gruppo a proseguire. La svolta artistica avvenne 1996, quando si tenne la prima edizione della rassegna di teatro dialettale a Gazzaniga, un appuntamento ormai diventato una tradizione per gli appassionati del genere. “Mettere in pista una rassegna è un impegno non da poco – precisa il regista Mario Gervasoni – al quale si aggiungeva un sano spirito di competizione con le compagnie che sceglievano il palcoscenico del cineteatro Continental per esibirsi. Quindi, lavorammo in modo particolare per il migliorare il bagaglio tecnico e nel perfezionamento dei dettagli”.


Ora “La Combricola” conta un cast di dodici persone: 7 femmine e 5 maschi. C’è armonia e complicità, sentimenti basilari per lavorare e divertirsi insieme. Nonostante, tecnicamente, non possano essere definiti più che amatori, il cast dimostra un livello artistico tutt’altro che improvvisato, come testimoniano gli inviti ad esibirsi che ricevono da ogni parte della Bergamasca. Ed essere inserita nella programmazione del Teatro Sociale – per il secondo appuntamento della rassegna di teatro dialettale «Bergamo va a Teatro», dedicata alla memoria del Duca Vicario di Piazza Pontida Pierfranco Goggi – dimostra come la compagnia sul palco ci sappia fare.  “Ci ritroviamo – prosegue Gervasoni – nel periodo che va da gennaio a settembre, una volta alla settimana. Le nostre commedie in genere prendono spunto da autori bergamaschi o da scrittori famosi: sicuramente Abele Ruggeri ma anche De Benedetti, Feydeau e Avogadri. In questo caso, bisogna occuparsi dei testi i quali, naturalmente, vanno tradotti in bergamasco. E poi c’è da disegnare la scenografia e confezionare i costumi”. La Combricola porta nel nome un omaggio alla memoria di Gino Gervasoni (papà di Mario), sicuramente un mattatore tra i più appassionati del nostro teatro dialettale. Classe 1923, Gino (minato dalla malattia) salì sul palco l’ultima volta nel 2000 raccogliendo una standing ovation memorabile.


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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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