In tabaccheria in fila per comprare le sigarette. Alle mie spalle un signore con una conoscente. Lei gli chiede: “Hai sentito il discorso di Putin ieri?”. Lui risponde: “Sì, tutto, su Radio Mosca” che dagli anni ‘30 va in onda anche in italiano ogni sera dalle 18 alle 19.

Poi aggiunge: “La Nato ha rotto i coglioni. Ha fatto bene Putin, che Paese è l’Ucraina, pieno di nazisti. Giusto le badanti ha prodotto. Guarda, io non credo a niente di quello che scrivono i giornalisti. Lo sai che a Bucha sono stati i Servizi segreti britannici?”. Lei: “Sì, ma anche i nostri politici che merde, sanno giusto rubare e andare a mangiare nei bei ristoranti coi nostri soldi”. Ero tentato di rispondere ma ho lasciato perdere e sono uscito col cuore pesante.

Secondo l’Eurobarometro, l’Italia è l’ultimo Paese Ue nel quale viene attribuita la responsabilità della guerra in Ucraina in prima battuta alla Russia (lo pensa il 36% dei nostri connazionali, contro il 58% dei tedeschi, il 49% dei francesi e il 53% degli spagnoli). Secondo un sondaggio Ipsos invece il 53% degli italiani riconosce le ragioni dell’Ucraina, il 41% non si schiera.

Mi hanno ferito le parole di quel “signore” su un Paese che sta vivendo tempi terribili (è un fatto certificato, comunque la si pensi sul resto) e il disprezzo per un popolo (le badanti però sono utili…). Ma mi hanno ferito anche le parole della “signora” sui nostri politici, il qualunquismo becero e pericoloso. Ci sono italiani dall’alto senso civico che evadono il fisco per 100 miliardi di euro all’anno, che hanno il reddito di cittadinanza e la fuoriserie in garage, che hanno ottenuto ristori non dovuti per 10 miliardi complessivi o che hanno truffato sul superbonus 110% per 5 miliardi totali.

Conosco sindaci e assessori che hanno rinunciato alla loro professione per dedicarsi a tempo pieno all’amministrazione di Comuni perdendoci economicamente. Conosco parlamentari che quando non sono a Roma, trascorrono il fine settimana sul territorio tra incontri pubblici e privati per conoscere i problemi. Non saranno degli Alcide De Gasperi. Ma nemmeno io sono Enzo Biagi.

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Autore

Andrea Valesini

Giornalista professionista. Caporedattore de L'Eco di Bergamo.

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