Il primo semestre del 2020 è stato storico, per la UE a 27: la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha superato quella da carburanti fossili. Per la verità era già successo, ma soltanto per qualche giorno alla volta. Mai per un intero semestre.

A pubblicare i dati è stato Ember, una società inglese specializzata in nuove tecnologie (qui il link al suo sito web: https://emberenergyrenewables.co.uk) e una lettura sommaria l’ha fatta Luca Pagni su la Repubblica cartacea di oggi 23 luglio.

Sommando la produzione di energia fatta con pannelli fotovoltaici, pale eoliche, centrali idroelettriche e biomasse, si arriva al 40% del totale. Sommando combustili fossili come petrolio e carbone, si rimane al 34%. Il restante proviene da fonti diverse tra cui il nucleare. Con questi risultati si è raggiunta la soglia della «grid parity» per cui non è più necessario che l’energia da fonti rinnovabili sia promossa dagli Stati tramite incentivi economici. Adesso i costi sono paragonabili, e cominciano anzi a essere inferiori.

È una bella notizia per l’ambiente e la qualità dell’aria che si respira in Europa.

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Autore

Guido Tedoldi

Nato nel 1965 nel milieu operaio della bassa Bergamasca. Ci sono stato fino ai 30 anni d’età, poi ho scelto di scrivere. Nel 2002 sono diventato giornalista iscritto all’Albo dei professionisti. Nel 2006 ho cominciato con i blog, che erano tra gli avamposti del futuro. Ci sono ancora. Venite.

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