Nel dicembre scorso madre Ignazia Isacchi è stata proclamata venerabile. Come si sa, il titolo di Venerabile è attribuito ai Servi di Dio dopo il riconoscimento e la proclamazione da parte delle autorità ecclesiastiche dell’eroicità delle loro virtù.

Le vicende di questa donna straordinaria, Angela Caterina, ma in casa chiamata Ancilla, nata a Stezzano l’8 maggio del 1857 e morta a Seriate il 18 agosto del 1834, furono particolarmente complesse ma significative di una tenace volontà di rispondere alla propria vocazione religiosa e di vivere profondamente la sua missione di educatrice sensibile alle nuove esigenze delle giovani generazioni. Non a caso una sua biografia redatta nel 2006 a cura di Angelo Montonati è stata intitolata “E Dio la prese per mano…”(nelle edizioni  San Paolo).

Nel 1879 entrò a fare parte dell’Istituto delle Suore Orsoline di san Girolamo emettendo i voti due anni dopo con il nome di suor Maria Ignazia. In questa scelta fu certamente consigliata dal fratello don Luigi, che fu anche direttore spirituale in seminario; tra loro anche il giovane chierico Angelo Roncalli di cui, nei suoi diari, tracciò una breve memoria particolarmente commovente.

Nel 1881 completò gli studi di maestra e, in questa professione, ella si distinse per la particolare passione e la qualificata competenza con cui operò nelle scuole della congregazione. In un primo tempo fu impegnata nella scuola di Somasca e, successivamente venne spostata nel collegio di Ponte San Pietro diventandone nel 1885 la direttrice.

Negli anni conclusivi del secolo XIX, all’interno dell’Istituto delle suore di Somasca una serie di aspri e prolungati contrasti contrappose suor Ignazia e alcune altre consorelle alle responsabili della congregazione. Era in discussione l’impostazione complessiva della organizzazione dell’Istituto stesso. Si confrontavano due linee. La prima che propendeva per una scelta più di tipo claustrale, la seconda, quella di suor Ignazia, più propensa a attività socio-educative.

A questo proposito non si può non ricordare come, in quel periodo, la diocesi di Bergamo fosse un ambiente e un tempo particolarmente fecondi in cui sorsero e si rafforzarono numerosi ordini religiosi che posero tra la proprie finalità principali l’attenzione all’educazione, alla formazione, alla scuola dei ragazzi e delle ragazze appartenenti anche ai ceti meno abbienti. La crisi sociale, culturale, economica, religiosa di quei decenni aveva interpellato queste personalità che cercarono e trovarono in questo dinamismo una rinnovata presenza ecclesiale nel contesto della comunità bergamasca.

Nonostante i tentativi di mediazione operate dal vescovo del tempo mons. Camillo Guindani i contrasti all’interno della congregazione delle suore di Somasca si fecero insanabili; si arrivò, così, a una scelta drastica: suor Ignazia con alcune consorelle lasciò l’istituto e si portò a Gazzuolo, cittadina della provincia di Mantova ma diocesi di Cremona (1893). Venne ospitata presso un edificio messo a disposizione dalla proprietaria contessa Bianca Liberati Stanga e sua figlia Clara. Pur poverissima cominciò ad operare secondo le sue visioni. Poco tempo dopo (settembre 1894) il vescovo di Cremona, mons. Geremia Bonomelli, approvò la regola per cui si formò l’Istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù. La dolorosa scelta dell’anno prima cominciava a dare i suoi frutti.

In quel periodo, anche la seriatese Teresa Anna Lussana, che prese i voti tra le suore di Somasca nel 1891 col nome di suor Margherita, decise di far parte della nuova congregazione: anche lei insegnante. Nel 1900, a Seriate (da quell’anno i rapporti di suor Ignazia con la nostra comunità, si intensificarono), il 6 novembre per la precisione, venne inaugurato l’asilo “Francesco Bolognini”. Il presidente Giovanni Ambiveri ne affidò la direzione alle suore di Gazzuolo. Nel frattempo, però, le difficoltà non mancarono; per una serie di incomprensioni le suore dovettero lasciare Gazzuolo e trasferirsi ad Asola (1917) dove si costituì la casa madre.

A Seriate, l’attività si arricchì con nuove opere: venne aperta una casa di riposo per anziani ammalati con un ambulatorio e una cucina economica per la distribuzione gratuita di minestre ai poveri, ambienti per l’erogazione di pasti completi per gli infermi soprattutto ai malati di pellagra. Fu, inoltre, acquisito un terreno adiacente per costruire un edificio da destinare ad educandato e a noviziato. La congregazione di suor Ignazia si stava ingrandendo e diffondendo in diverse comunità della diocesi di Bergamo. Anche nuove vocazioni si aggiungevano al gruppo storico delle collaboratrici di suor Ignazia che seppe trovare una preziosa collaborazione con le seriatesi Mary Guerrinoni Piccinelli e Luisa Arabia.

Suor Ignazia, spesso soggiornava a Seriate anche per ragioni di salute che, in quegli anni stava vacillando. I suoi medici le consigliavano di lasciare la casa madre di Asola per soggiornare nel nostro asilo per il clima più adatto alle sue condizioni, specialmente nel periodo estivo.
Importante anche ricordare che presto nell’asilo Bolognini trovarono spazio altre attività quali l’oratorio femminile, le scuole serali di taglio e cucito. In altre parole, l’asilo Bolognini divenne in quegli anni un centro apprezzato di iniziativi pastorali per bambini/bambine e giovani ragazze. Accanto a questi aspetti postivi, non mancarono le spine: l’allora vescovo di Bergamo mons. Luigi Maria Marelli, tra l’altro, espresse la sua contrarietà allo spostamento della casa madre da Asola a Seriate, pur consapevole che le suore operavano in diversi centri della diocesi; anche il parroco don Guglielmo Carozzi non dimostrò particolati attenzioni alle iniziative delle suore Orsoline.

Nel 1924, per le sue aggravate condizioni di salute fu sostituita nella direzione dell’istituto da suor Margherita Lussana. Morì nel 1934 e fu sepolta nel cimitero di Seriate. Nel 1985, con una solenne cerimonia, la salma venn  trasferita alla Cappella della Casa Madre di Asola. Sempre a Seriate, nel 1990 venne aperto il processo diocesano di canonizzazione della serva di Dio, suor Ignazia: sei anni dopo si inaugurò la fase romana per la causa della beatificazione. Una bella storia questa di suor Ignazia che merita tutta la nostra attenzione con l’impegno di non dimenticare un esempio di generosità che ebbe in Seriate riferimenti fondamentali

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Autore

Mario Fiorendi

Studioso di storia locale in particolare del movimento cattolico bergamasco tra fino 800 e inizio 900. Tra le sue pubblicazioni: - "Vincenzo Bombardieri. Una storia civile"; "100 anni fa. Una storia ancora viva. Lo sciopero di Ranica"; un contributo al volume "Alle radici del movimento sociale cattolico a bergamasco".

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