Ormai ci siamo: mancano poche ore e, finalmente, la nostra nazionale di calcio scenderà nuovamente in campo per affrontare l’Austria negli ottavi di finale del campionato europeo. I nostri azzurri, fino a questo momento, ci hanno fatto sperimentare forti emozioni grazie ad un gioco spumeggiante come mai visto prima e proprio questo stupore genera una domanda: qual è il segreto dietro ai successi dell’Italia? Abbiamo così chiesto Andrea Ritorni, Scouting Football Players presso It Scouting guidata da Francesco Totti, di aiutarci ad approfondire questa curiosità e gli spunti emersi sono davvero significativi perché, al di là delle strette analisi tecniche, quello che più colpisce dal confronto con questo importante relatore è stato un tema sociale: il valore del talento!

Analizzando i risultati sportivi è emerso, ad esempio, come la difficoltà ad effettuare un pronostico a lungo termine deriva dal fatto che, la nazionale allenata da Roberto Mancini, è di fatto un “progetto sportivo” basato su dei giovani atleti in piena trasformazione e, proprio questa peculiarità, è il fattore che può essere sia la spiegazione dei primi positivi risultati all’europeo che, in prospettiva, la base per guardare con grande speranza il possibile superamento del turno.

Ulteriore elemento positivo, emerso dallo sguardo esperienziale di Andrea Ritorni, è rappresentato dal fatto che le differenze individuali che caratterizzano ogni singolo componente della squadra sono state ben orchestrate da una impostazione di gioco che punta alla piena valorizzazione delle stesse evitando, così, il rischio di “personalizzazione eccessiva” dei top players che, nel recente passato, si è sempre dimostrato come fattore limitante della performance collettive.

Certo ci sono sicuramente giocatori che, anche nella nostra nazionale, possono fare la differenza tuttavia per Ritorni bisogna sempre considerare che ogni sportivo di alto livello ha costruito la sua “performance” in modo singolare e difficilmente riproducibile e quindi l’aspetto aleatorio di un pronostico sulla eventuale incidenza in una singola partita è certamente un aspetto da considerare fermo restando che proprio l’imponderabilità è, alla fine, uno dei tratti distintivi che rende una partita affascinante stimolandone l’attesa.

I calciatori, prima che atleti, sono però persone e questo aspetto per Andrea Ritorni è fondamentale per capire una delle peculiarità del progetto di Roberto Mancini: la natura del clima familiare che caratterizza i momenti liberi della nazionale, basti pensare ai video che li riprendono mentre cantano “Notti Magiche”,  ha una valore strategico fondamentale perché va a recuperare, in ogni calciatore, quel senso di spensieratezza che ognuno di loro ha sperimentato quando da giovani hanno avviato il loro percorso di iniziazione e di sviluppo alla pratica sportiva.

Proprio quest’ultimo aspetto potrebbe essere, quindi, la chiave del possibile successo della Nazionale perché, come ho avuto modo di apprendere dalla ricca esperienza di Andrea Ritorni, i più grandi campioni dichiarano di aver incontrato, all’inizio della loro carriera, un allenatore di alta competenza e soprattutto molto umano, molto comprensivo, rispettoso ma esigente….proprio come il “nostro” Roberto Mancini.

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Autore

Alessandro Grazioli

Marito e papà di 4 bambini, laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, Specialista sviluppo prodotti e servizi assicurativi Gruppo Assimoco – Business Unit Eticapro, Consigliere Comunale e Presidente del Comitato di settore dei servizi sociali del Comune di Torre Boldone, divulgatore e influencer sociale su Socialbg

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