Eppur non si muove il traffico, nelle ore di punta, sulla variante Treviolo-Paladina inaugurata, con gran assembramento di autorità pubbliche, lunedì 7 marzo 2022. 46 milioni di euro dei contribuenti che non hanno sortito l’effetto sperato di fluidificare il serpentone quotidiano di auto, soprattutto per chi percorre la nuova arteria verso la Valle Brembana. Nelle trincee e nella modesta galleria di Valbrembo (200 metri poco più) l’ingorgo non s’è fatto attendere per buona pace di chi, ingenuamente, pensava di velocizzare i tempi. Aspettative, dunque, deluse dopo otto lunghi anni di attesa. I più caustici, sui gruppi Facebook dedicati alla viabilità bergamasca, scomodano il ragionier Fantozzi definendo l’infrastruttura viaria “una cagata pazzesca”.

Quando la strada era ancora sulla carta l’allora delegato alla viabilità provinciale Pasquale Gandolfi (oggi salito al grado di Presidente) era certo che la situazione sarebbe migliorata, snocciolando, a sostegno della propria tesi, numeri adamantini sui flussi di traffico. Ebbene, qualche ora dopo il discorso inaugurale, dove annunciava la “… grande soddisfazione di vedere finalmente realizzata, dopo un percorso particolarmente difficile, questa importante strada che migliorerà il traffico in termini di scorrevolezza e sicurezza, e con esso la qualità della vita sia degli automobilisti che degli abitanti della zona… ”, s’era riformata la stessa coda del giorno prima.

Certo, per dare completezza ai desiderata di Gandolfi mancherebbe la realizzazione del terzo tratto fino a Villa d’Almè, ma con la lena finora sperimentata e i costi necessari (420 milioni) le sofferenze dei pendolari locali saranno ancora lunghe da patire. Nel tratto trincerato c’è il limite dei 40 chilometri orari; il cartello appare un po’ come una beffa poiché andare a più di 30 all’ora sarebbe già una beatitudine. Certamente, qualche beneficio l’hanno i residenti di Valbrembo e Paladina che, per ora, possono ancora contare sulla strada provvisoria che appare più scorrevole della nuova variante. Ma per chi abita da Almè in poi non è cambiato nulla. Resta un aspetto ancora da testare: la pioggia. Più volte sollevato dagli ex sindaci di Valbrembo Elvio Bonalumi e Gianleo Bertrand Beltramelli, la zona sulla quale scorre la variante è particolamente delicata per quanto riguarda la capacità di assorbimento idrico. Se le perturbazioni saranno consistenti ci sarà il rischio di un effetto piscina che potrebbe impedire il normale passaggio dei mezzi. Per qualcuno non si tratta di una preoccupazione dettata dal buon senso bensì di un pronostico certo. Staremo a vedere. Per ora si continua a viaggiare lentamente.

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Autore

Bruno Silini

Giornalista di PrimaBergamo, precedentemente dell'Eco di Bergamo. Blogger, content editor, esperto di social network. Autore con Evi Crotti e Alberto Magni del libro "L'immagine e l'anima. Donne famose del '900" pubblicato nel 2007. Nello staff comunicazione della Cisl Bergamo. Iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia.

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